Sono circa 30 gli indentificati dalla Digos di Roma che sta indagando sugli scontri di sabato pomeriggio durante il corteo nella capitale per Ramy, il giovane morto a Milano mentre fuggiva da un controllo dei carabinieri. Si tratterebbe di persone vicine agli ambienti anarchici, a gruppi antagonisti e ai collettivi studenteschi. Su di loro si sta concentrando l'attenzione degli investigatori per stabilire le responsabilità dei disordini.
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Ansa Non è servito a nulla l'ennesimo appello della famiglia di Ramy a non fare del loro dolore il pretesto per la violenza: da Roma a Bologna nel fine settimana sono esplose le proteste per chiedere giustizia per il giovane del quartiere Corvetto di Milano, morto il 24 novembre scorso per un incidente avvenuto durante l'inseguimento dei carabinieri. In diverse città si è arrivati agli scontri con un bilancio finale di 18 agenti feriti: otto a Roma e dieci con contusioni lievi a Bologna.
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Sostenitori della libertà di manifestazione, ma contrari a violenze e devastazioni. Favorevoli a manifestazioni politiche e, al contempo, promotori della sicurezza e dell'incolumità pubblica. Da sinistra è il fronte dei primi cittadini "rossi" a far sentire la propria voce all'indomani degli scontri durante i cortei di protesta per la morte di Ramy Elgaml, che sabato hanno visto momenti di tensione a Roma, Milano e Bologna.
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