Il cambio della guardia al vertice di Leonardo con l'arrivo alla guida del gruppo di Lorenzo Mariani vuole «dare un'accelerazione in termini di produzione». Il sottosegretario al Programma di governo, Giovanbattista Fazzolari, fidato consigliere del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha difeso le ragioni che, nella serata di giovedì, hanno guidato la scelta dei nuovi vertici delle società quotate controllate dal ministero dell'Economia e delle Finanze.
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“Abbiamo contatti con una ventina di paesi. Entro il fine 2026 testeremo Michelangelo Dome in Ucraina…”. È il 12 marzo 2026, l’esile filo che ancora tiene legato Roberto Cingolani alla guida di Leonardo si rompe definitivamente. Un mese prima, il 13 febbraio, Giorgia Meloni lo aveva avvertito: "Lo scudo antimissile non piace agli americani". Erano in volo…
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Dopo giorni di indiscrezioni, il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha sciolto il nodo delle nomine nelle principali partecipate pubbliche, tracciando una linea chiara: continuità nei settori più sensibili e cambio di passo dove necessario. Le liste depositate per i nuovi Consigli di amministrazione di Enel, Eni, Leonardo ed Enav anticipano così le assemblee di maggio, che dovranno ratificare i nuovi vertici.
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È tempo per il governo di serrare le file, dopo la batosta al referendum e mentre l’orizzonte elettorale si avvicina. Anche nelle partecipate, le nomine del Mef ai vertici riflettono questa esigenza di profili “organici”. È in questo quadro che si inserisce la scelta di Lorenzo Mariani come nuovo amministratore delegato di Leonardo e di Francesco Macrì alla …
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