Dalla Russia con amore. Il Parlamento Ue ha autorizzato l’Ucraina a usare armi occidentali contro obiettivi militari in terra di Russia. A votare contro ci hanno pensato gli italiani: guerrieri con le armi degli altri, pacifisti sulla pelle degli altri, qualcuno anche filorusso. Lega e FdI, da un lato, e M5S e Avs, dall’altro, hanno votato compatti, un’incertezza in Forza Italia, delirio nel Pd. Com’è noto, a favore sono state solo Pina Picierno ed Elisabetta Gualmini (meritano la citazione completa), dieci contrari (tra cui…
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Consiglieri comunali e regionali, rappresentanti istituzionali, ex parlamentari. Esponenti del mondo della cultura, accademici, membri di associazioni, attivisti. Semplici cittadini. Diverse decine di firme sono state raccolte nei giorni scorsi a Taranto, per prendere le distanze, "con fermezza", dalla "risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre che ha votato per considerare legittimo il lancio di missili occidentali a lungo raggio…
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Una questione di missili, anzitutto. Quelli che Kiev pretende da Usa e Ue ma che questi ultimi, per capricci o ritrosie politiche che spesso poco c’azzeccano con il pacifismo e la strategia militare, concedono con il contagocce. E poi una questione di autorizzazione sull’uso di quegli stessi missili...
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Roma, 21 set. "Armi difensive per l'Ucraina sì, armi per andare a colpire e uccidere in Russia avvicinandoci alla Terza Guerra Mondiale no. Su questo il governo italiano e' assolutamente chiaro e compatto. E la Lega assolutamente convinta". Mentre è "sconcertante" il disco verde dell'Europarlamento all'Ucraina per l'utilizzo di armi straniere per colpire in Russia obbiettivi militari. Lo ha affermato il vicepremier segretario della Lega Matteo Salvini, a margine della…
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Gentile direttore, come commenta la posizione del governo italiano nel diniego ad impiegare gli armamenti forniti all'Ucraina, in territorio russo con obiettivi militari cioè depositi, aeroporti caserme ed altro. La decisione favorevole è passata al vaglio della Comunità Europea quindi gli Stati che ne fanno parte dovrebbero osservarla. Al contrario abbiamo ministri che da una parte continuano a proclamare il sostegno all'Ucraina e…
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Ricevendo sei giorni fa il premier britannico Keir Starmer a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni aveva dipinto la coalizione di governo come cementata da una «posizione perfettamente condivisa» sul destino dell’Ucraina E aveva confermato a Zelensky e al suo popolo, aggredito da Putin due anni e mezzo fa, «sostegno a 360 gradi». Parole che vanno rilette alla luce del voto di giovedì a Strasburgo, quando il Parlamento Ue a larga maggioranza ha ribadito pieno supporto a Kiev
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"Non ho votato contro perché il Pd continua a fare passi avanti verso una linea che riconosce piena cittadinanza agli sforzi di pace e contro un’escalation dagli esiti incontrollabili". L’eurodeputato del Pd ed ex direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, argomenta così l’astensione sulla risoluzione di sostegno finanziario e militare all’Ucraina. Come valuta il no di numerosi esponenti del Pd e dei partiti di governo all’uso di armi europee per colpire in Russia? "È un cantiere in progress…
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S. Graglia Che il sì del Parlamento europeo sull’aiuto militare economico e civile a Kiev andato in scena giovedì a Strasburgo non sia vincolante è vero. Ciò che colpisce tuttavia è la frammentazione del quadro politico italiano, che tradizionalmente si divide poco sulla politica estera, mentre spesso si atomizza sulle questioni interne. Il voto a Strasburgo invece dimostra una mancanza di linea che fa pensare.
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Il voto del Parlamento europeo sulla risoluzione sull’Ucraina, che autorizza l’uso delle armi inviate a Kiev in territorio russo, ha messo in evidenza le diverse anime dem sulla questione. Marco Tarquinio, europarlamentare eletto nelle liste del Pd, con Cecilia Strada si è astenuto nel voto finale sulla risoluzione a differenza del resto degli eurodeputati Pd. Tarquinio, ci spiega come stanno le cose? “Intanto che nel Pd ci siano…
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