Gli emirati muovono i camion per esportare fertilizzanti e sognano il canale del mare d’Oman. L’Arabia saudita rispolvera il vecchio oleodotto costruito negli anni Ottanta, ai tempi della guerra tra la neonata Repubblica islamica e Saddam Hussein, per far arrivare il petrolio sui porti del Mar Rosso, e accelera sulla ferrovia Riad-Jeddah. Il Kuwait, che non ha venduto nemmeno un barile dall’inizi…
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Approfondimenti:
Un serpentone lunghissimo, silenzioso, ordinato e stracarico di containers e di merci varie. E’ l’immagine che scoprono, con molta sorpresa, i pochi automobilisti che attraversano la frontiera tra l’Oman e gli Emirati Arabi Uniti in questo periodo. Un posto di frontiera solitamente calmo e poco transitato, quello che porta ad Hatta, ma che il blocco dello stretto di Hormuz ha trasformato in un crocevia di Tir e articolati in stile Brennero
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Nel 2026 il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è andato in alcune giornate pressocché azzerandosi, trasformando uno dei corridoi marittimi più importanti al mondo in un collo di bottiglia quasi permanente, con conseguenze dirette su container, petroliere, noli e polizze assicurative. Il risultato è un trasporto marittimo globale sotto pressione crescente, con rotte deviate, tempi di transito allungati e costi in decisa risalita dopo mesi di relativa calma.
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Lo Stretto… indispensabile: la rotta che non ti aspetti potrebbe diventare realtà. Una nuova rotta commerciale potrebbe cambiare profondamente gli equilibri del traffico marittimo mondiale. La Thailandia accelera sul progetto noto come Land Bridge, un ambizioso corridoio infrastrutturale destinato a collegare il Mar delle Andamane con il Golfo del Siam. L'obiettivo è offrire un'alternativa strategica al congestionato Stretto di Malacca
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