Buongiorno. «Decidendo di collaborare con la giustizia ha fatto la sua scelta: non è più il capo. Ma è bene averlo chiaro, non significa affatto che davvero rivelerà ciò che vogliamo sapere». Così Roberto Saviano (qui un suo intervento video) commenta il «pentimento» di Francesco Schiavone, detto «Sandokan», il boss dei Casalesi in carcere dal 1998 e, notizia confermata ieri, ora collaboratore di giustizia (alcuni suoi familiari, per…
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Il pentimento di Schiavone: un terremoto per la sua famiglia divisa tra irriducibili e collaboratori
Casal di Principe — In via Bologna al numero 8, il portone è sbarrato. Si sente solo il miagolio di un gatto. Francesco Schiavone, “Sandokan”, è cresciuto in queste stanze, che ormai da undici anni sono divise da un muro. Un pezzo della casa è stato confiscato dallo Stato e ora è gestito da “La forza del silenzio”, un’associazione che si occupa di ragazzi autistici. C’è stato un tempo in cui in …
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Napoli — Gomorra, ultimo atto. «Lo faccio per la mia famiglia», dice l’uomo rivolgendosi ai magistrati. E aggiunge: «Sono stato un mafioso, non solo un camorrista». Carcere di Parma, gli inizi di marzo. Francesco Schiavone ha appena compiuto 70 anni, ha trascorso gli ultimi 26 in cella con 14 ergastoli sulle spalle. Ora però è stanco e ha deciso di parlare. La mossa a sorpresa del padrino di Cas…
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Carcere a vita. Ergastolo. Quando Francesco “Sandokan” Schiavone comprese il destino giudiziario che lo aspettava provò a dire qualcosa. “Dopo la lettura del dispositivo chiese di intervenire ma non è consentito farlo in quei momenti e glielo vietammo, si agitava e chiudemmo il videocollegamento dal carcere dove era detenuto”, ricorda Raffaello Magi, già giudice a latere della Corte di Assise del maxi processo Sparatacus al clan dei Casalesi, oggi presidente di una sezione…
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Quanto offrirà alla giustizia il suo pentimento, lo misureranno i giudici, domani. Quanto pesa simbolicamente la resa di Sandokan, lo raccontano già le migliaia di atti dei quattordici ergastoli inflitti a Francesco Schiavone e soprattutto il sangue degli innocenti falcidiati nelle guerre tra opposte fazioni dei casalesi: dal parroco don Peppino Diana, assassinato per spegnere la sua voce coraggi…
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«Ha usato il lievito madre di Sandokan». In questa frase è contenuto l’intero potere del clan dei Casalesi, la capacità di segnare la crescita o il detrimento di un imprenditore, di un professionista o di un politico. E questo potere per anni è stato nelle mani di Francesco Schiavone, detto Sandokan per la somiglianza all’attore Kabir Bedi, e ora ufficialmente collaboratore di giustizia. Le parole sono state pronunciate da sua moglie Giuseppina Nappa e raccontano bene il dominio del capo del clan dei…
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Parla il magistrato Il Consigliere comunale di Napoli: "Il clan dei Casalesi è finito, lo Stato c'è. Mi auguro che anche Zagaria ne prenda atto e prenda la stessa decisione. Scelta di convenienza? Non è escluso ma al momento ci godiamo la novità. C'è tempo per le dovute verifiche. Non posso esprimere giudizi su chi fa le leggi a me spetta applicarle. Le intercettazioni sono uno…
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"Sandokan ora dica la verità", l'appello della cronista sotto scorta Non si fa illusioni Marilena Natale, autrice di un libro dedicato proprio a Francesco Schiavone: "Nell'ultimo decennio abbiamo visto e subìto troppi pentiti di comodo"
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PUBBLICITÀ “Ora che Francesco ‘Sandokan’ Schiavone si è pentito vogliamo sapere la verità su mio fratello Salvatore, sui mandanti del suo omicidio. E credo che Schiavone sappia la verità”. Lo dice all’ANSA Gennaro Nuvoletta, fratello di Salvatore, il carabiniere ucciso nel 1982 a soli 20 anni dai Casalesi che volevano vendicarsi della morte di un loro esponente, Mario Schiavone, cugino di Sandokan, ucciso nel corso di un…
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La notizia del pentimento del boss dei Casalesi Francesco Schiavone, detto Sandokan, è al centro delle reazioni politiche di oggi. Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia: «Dopo 26 anni di 41 bis, finalmente ha deciso di collaborare con la giustizia. Il carcere duro funziona: non dobbiamo mai perdere la speranza di sconfiggere la mafia». Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare Antimafia:«Il pentimento di Schiavone rappresenta l'ennesimo durissimo colpo alla camorra e al crimine…
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Arrestato nel 1998 in Polonia e condannato all'ergastolo nel maxi processo Spartacus e per diversi omicidi, Francesco Schiavone potrebbe ora far luce su alcuni misteri irrisolti come l’uccisione avvenuta in Brasile nel 1988 del fondatore del clan Antonio Bardellino e sugli intrecci tra camorra e politica. Il boss, tra gli irriducibili del clan dei Casalesi, di cui è stato il capo indiscusso, ha deciso di collaborare con la giustizia…
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– “Sandokan ha un tumore”. Con questo espediente è stato giustificato il trasferimento del boss dei Casalesi Francesco Schiavone dal carcere di Parma dove era detenuto al 41bis a quello dell'Aquila, dove ha iniziato a collaborare. Così fonti investigative spiegano la voce circolata negli ultimi giorni - anche tra gli addetti ai lavori - secondo la quale Schiavone fosse gravemente malato. Secondo l'indiscrezione il capo dei Casalesi era affetto da una neoplasia
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Era uno degli ultimi irriducibili della camorra casalese, custode di importanti segreti, ma dopo 26 anni di prigione, la maggior parte trascorsi in regime del carcere duro, Francesco Schiavone, noto come Sandokan, capo indiscusso del clan dei Casalesi, ha deciso di collaborare con la giustizia. Lo riporta l'edizione cartacea del quotidiano "Cronache di Caserta". In questi giorni le forze dell'ordine, a quanto si apprende, si sono recate a Casal di Principe per proporre ai parenti del capoclan, tra cui il…
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La sua collaborazione potrebbe rivelare altri legami tra Camorra, Cosa nostra e 'Ndrangheta L'avvio del percorso di collaborazione da parte di Francesco Schiavone, soprannominato 'Sandokan', è stato confermato dalla Direzione nazionale Antimafia. Secondo quanto si apprende la decisione sarebbe maturata nelle ultime settimane, durante le quali la Dna e la Dda di Napoli, guidata dal Procuratore Nicola Gratteri, hanno svolto un lavoro con la massima discrezione.
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PUBBLICITÀ La fazione Schiavone dei Casalesi ha avuto rapporti stretti con la camorra napoletana, in particolare con il clan Mallardo di Giugliano. Sia per una questione di interessi economici simili (ad esempio l’edilizia) ma soprattutto per una questione territoriale visto che il clan Mallardo è egemone sul territorio di Giugliano, confinante con l’agroaversano e ltiroale Domitio, da sempre…
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