Iran. Dopo giorni di braccio di ferro Usa e Iran saranno oggi in Pakistan per il secondo round di colloqui. «Senza un accordo entro mercoledì ripartono le bombe», la minaccia di Trump. «Non accettiamo negoziati all'ombra della minaccia», la replica di Teheran. Netanyahu avverte: «Il lavoro in Iran non è finito». Il clima di incertezza spinge le Borse in rosso e il petrolio al rialzo. Nuove trattative tra Israele e Libano…
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Donald Trump dice che sta vincendo la guerra in Iran «di molto» e che l’aviazione americana ha provveduto alla «completa e totale obliterazione» dei siti nucleari iraniani già con l’operazione Midnight Hammer del giugno 2025, insistenza che confonde ulteriormente circa senso e obiettivi di questa guerra, iniziata in nome del regime change e impantanata fra lo stretto di Hormuz e un impalpabile nuovo round di dialoghi a Islamabad
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"Finirà con un grande accordo”. Donald Trump, intervistato da Cnbc, fissa il perimetro di una trattativa che si è caricata di massima pressione, ma resta avvolta in una coltre di nebbia. Per il presidente americano, Teheran è all'angolo e non ha altra scelta che accettare un “fantastico accordo". Ostenta ottimismo Trump, mentre sta per scadere la tre…
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In questa edizione: Trump: "Iran senza alternative a un accordo", Meloni difende il decreto sicurezza, Leone ricorda Francesco a un anno dalla morte, Escort e calciatori, settanta coinvolti, Accoltellato a Padova, interrogato sospetto, Inter-Como elegge la prima finalista di Coppa.
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True Stefano Graziosi Secondo round di negoziati al via: Vance e Ghalibaf oggi a Islamabad JD Vance e Mohammad Bagher Ghalibaf (Ansa) Trump scatenato: «Senza la firma arrivano le bombe. Sto vincendo alla grande».Il mondo resta col fiato sospeso mentre il Pakistan si accinge a ospitare un secondo round di colloqui tra Washington e Teheran. Il New York Times ha riferito che oggi si recheranno a Islamabad sia una delegazione americana, guidata dal numero due della Casa Bianca JD Vance, sia il…
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ISLAMABAD – All’aeroporto di Islamabad è riapparso il banchetto “Islamabad talks”, con le foto della città tirata a lucido e due giovani poliziotti che appuntano diligentemente su un foglio di carta i nomi dei reporter: «Forse arrivano gli iraniani, ma noi non sappiamo nulla», sorride uno di loro alla giornalista sudcoreana che chiede lumi mentre schiaccia la mano sul rilevatore per le impronte.
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