Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, si dice sereno di fronte al referendum sulla giustizia. Ospite di Start, su SkyTg24, ha spiegato che «non sono affatto preoccupato per il referendum sulla giustizia, e non lo è nemmeno il centrodestra. Anzi, il fatto che siano stati proprio i nostri parlamentari a raccogliere le firme per depositare…
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Approfondimenti:
La legge sdoppia le scuole per toghe, così come i Csm: l’Alta Corte avrà poteri enormi e i partiti potranno ancora manovrare i propri fedelissimi Separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura e sorteggio dei suoi membri togati, creazione di un’Alta Corte disciplinare per sanzionare le violazioni deontologiche dei magistrati al posto dello stesso Csm.
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È partita la campagna referendaria sulla giustizia. Com’è noto, la modifica costituzionale su cui si basa il referendum confermativo ha poco a che fare con la separazione delle carriere tra l’attività requirente e quella giudicante, mentre si tratta di un esplicito tentativo di mettere sotto il controllo del governo i pubblici ministeri. Del resto, essendosi già realizzato di fatto l’obiettivo della separazione con il decreto dell’ex ministra Cartabia, l’unico sbocco di qualche logicità dell’odierna forzatura è proprio la…
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Non solo lunga (si voterà a marzo nella migliore delle ipotesi), ma anche faticosa. La campagna referendaria, a nemmeno una settimana dall’approvazione in via definitiva della riforma della giustizia, già corre veloce. Quasi impazzita. E non sta andando nella direzione che credevano (e auspicavano) le toghe: niente discussioni sul merito della legge, ma una rissa continua a base di «politicizzazione della magistratura», «indagini a orologeria», «errori giudiziari», «tempi…
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Mercoledi’ 5 Novembre alle 11.30 una delegazione di senatori del centrodestra andrà alla Corte di cassazione per depositare le firme raccolte a Palazzo Madama per chiedere il referendum confermativo della riforma della giustizia. A seguire, in rappresentanza dell’opposizione, andranno i parlamentari di Pd, M5s e Avs nell’ottica di un referendum che non confermi la riforma costituzionale. Il centrodestra, si apprende, lavora a due opzioni del testo del quesito referendario da…
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“Riforma della giustizia e magistratura sotto attacco”: in vista del prossimo referendum, l’Anpi sezione Teresa Noce di Fiano Romano insieme all’Anpi di Roma, con il patrocinio del Comune di Fiano Romano, organizzano un incontro di approfondimento aperto alla cittadinanza. Il confronto è dedicato a uno dei temi più rilevanti del dibattito politico e istituzionale: la riforma costituzionale della giustizia, che introduce la separazione delle carriere…
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«Con la separazione delle carriere il pm finirà sotto il controllo dell’esecutivo»; «è la riforma che voleva Gelli!»; «anche Falcone era contrario alle carriere separate»; «così si va verso una deriva autoritaria»… Ecco i principali argomenti di chi sostiene il No alla riforma della giustizia targata Nordio in vista del referendum confermativo atteso per la prossima primavera. Noi li abbiamo smontati uno per uno, con un piccolo e semplice vademecum delle “fake news” più diffuse.
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In occasione del referendum, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra sosterranno il No alla separazione delle carriere, ma non è ancora chiaro se lo faranno insieme o con iniziative separate. Lo scorso 30 ottobre, in una conferenza stampa al Senato, la segretaria del PD Elly Schlein ha definito la riforma una misura che «punta a indebolire l’indipendenza della magistratura perché sia più assoggettata al potere di chi governa».
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Il ministro della Giustizia, con disarmante trasparenza ammette che il suo disegno costituzionale serve a blindare il potere, qualunque sia il colore del governo C’è una sincerità involontaria nelle parole di Carlo Nordio al Corriere della Sera: «Mi stupisce che una persona intelligente come Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo».
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La perenne campagna elettorale Non siamo ancora entrati nel pieno delle elezioni della Campania, del Veneto e della Puglia, ossia tre tra le regioni più delicate dal punto di vista strategico - sia per i rapporti interni tra i partiti delle coalizioni, sia tra i due schieramenti contrapposti - e già si è aperta l'ennesima tornata elettorale. Questa volta si tratta di una sfida referendaria, dove l'elettorato sarà chiamato a confermare o meno la riforma costituzionale proposta dall'attuale maggioranza e che introduce la cosiddetta separazione delle…
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Quando, la primavera prossima, voteremo al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia che ha appena completato il suo iter parlamentare, ci troveremo a dare tre voti in uno. Il primo sarà sul merito della riforma. Il secondo sul rapporto fra politica e magistratura. Il terzo, purtroppo ma inevitabilmente, sarà un voto politico pro o contro il governo Meloni. Ciascun elettore dovrà innanzitutto decidere quale peso dare a questi tre elementi.
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Separazione delle carriere: approvata in Senato in quarta lettura la legge di riforma costituzionale
Con 112 sì, 59 no e 9 astenuti è stata approvata in Senato in quarta lettura la legge di riforma costituzionale che porta alla separazione delle carriere dei magistrati. Terminato il lungo iter parlamentare, la legge dovrà ancora essere sottoposta al referendum confermativo dei cittadini, probabilmente nella primavera del 2026. Infatti in base all’art. 138 Cost. le leggi di revisione della Costituzione sono sottoposte a referendum popolare…
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Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex deputato del Pd, lei e altri esponenti del centrosinistra siete a favore della riforma Nordio. Perché? «Più esattamente noi, in particolare il gruppo dell’associazione riformista Libertà Eguale presieduta da Enrico Morando, siamo sempre stati favorevoli alla separazione, sulla scia delle riflessioni di Giuliano Vassalli. La riforma Nordio, pur contenendo la scelta discutibile del sorteggio, è prevalentemente positiva…
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«So perfettamente che da me nessuno se l’aspetta. Ma visto che ho avuto parecchio tempo a disposizione per studiare la riforma della giustizia del governo Meloni, posso affermare con grandissima serenità interiore che al referendum della prossima primavera voterò convintamente per il No. Anche se questo mi porterà a stare dalla stessa parte di qualche pubblico ministero che qualche secolo fa mi ha indagato ingiustamente».
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La discussione sulla separazione delle carriere, per la difficoltà della materia e la sua intrinseca politicità, rischia di aggrovigliarsi in un viluppo di accuse reciproche che nasconderebbero la sostanza delle cose. Un tentativo di chiarimento è forse necessario. 1. Questa legge non istituisce la separazione delle carriere; infatti tra pm e giudici restano uguali tanto la progressione nella carriera quanto la progressione nella retribuzione.
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SENZA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE IL MIO CODICE DI PROCEDURA PENALE NON FUNZIONERA’ Giuliano Vassalli, socialista Ogni cosa in questo nostro Paese si fa guelfa o ghibellina dimenticando la città. Si tifa per il Papa o per l’ imperatore dimenticando il libero Comune Discutiamo ora di separazione delle carriere, una cosa doverosa per ogni libertario, garantista, liberale, per ogni socialista, ma che diventa: sei contro o a favore di un contingente governo.
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Da qui a primavera non si parlerà d’altro che del referendum sulla giustizia. Perché, checché se ne dica, la destra non può permettersi di perderlo e la sinistra non può permettersi di non vincerlo. Prepariamoci dunque a serrati dibattiti tra fautori del Sì e del No, ma soprattutto impariamo a districarci tra narrazioni che mescoleranno inevitabilmente il merito della riforma con tutto ciò che non c’entra, ma che fa presa sugli elettori.
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Il sì per confermare la riforma della giustizia vincerebbe 56% a 44% nel referendum. E' quanto emerge da un sondaggio Youtrend per SkyTg24. I favorevoli alla riforma sarebbero in aumento, infatti, in un analogo sondaggio svolto da Youtrend a luglio i sì erano avanti di appena due punti, 51% a 49%. L'intervista di Nordio ''Nessun magistrato di buon senso può pensare che si sia attentato all’indipendenza.
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DONA ORA Sia prima che oggi, in modo particolare dopo l’approvazione della nuova legge di modifica costituzionale approvata dal Parlamento, ne abbiamo sentite veramente tante sulla cosiddetta separazione delle carriere, quella tra magistrati che svolgono la funzione giudicante (giudici) e quella requirente (pubblici ministeri). Separazione che, tra l’altro, è tale in molti Paesi dei nostri partner Ue e mondiali In questo sentire, continua a non esser chiaro, a livello…
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"si crea una casta e questo è pericoloso" Sul tema della riforma della giustizia, appena approvata dal Parlamento, è intervenuto a Omnibus l'ex presidente della Camera ed ex magistrato Luciano Violante. Intervistato da Edgardo Gulotta, Violante dà un giudizio negativo della legge costituzionale voluta dal ministro Nordio, legge che ora dovrà passare al vaglio dei cittadini, con un referendum confermativo, previsto per febbraio-marzo.
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E' un fronte politicamente trasversale quello che si sta formando a sostegno del Sì al referendum sulla giustizia. Mobilitato il centrodestra, che ha già depositato la lettera di intenti dei capigruppo di Camera e Senato e che conta di chiudere domani la raccolta firme di un quinto dei parlamentari, necessario a sostenere la consultazione popolare. E se il leader di Forza Italia Tajani avverte: "Siamo pronti", è quello di Noi Moderati Lupi ad annunciare la costituzione di un comitato per il Sì.
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Venerdì 7 novembre alle 16 a Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco Napoli (in via dei Tribunali 213) è in programma l’incontro “Separare le carriere?”, confronto tra accademici, rappresentanti delle istituzioni, avvocati per discutere le motivazioni tecnico-giuridiche della riforma costituzionale per la separazione delle carriere, giudicante e requirente della magistratura, approvata definitivamente dal Parlamento
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Società Separazione carriere, nell'ambiente pareri discordanti La riforma della giustizia sta facendo molto discutere a livello nazionale. Anche localmente non mancano le occasioni di confronto: il nostro Francesco La Luna ha chiesto all’ex procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, e al presidente della camera penale bruzia, Roberto Le Pera, un parere sul prossimo referendum
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In Europa, la linea che divide giudici e pubblici ministeri appare più formale che sostanziale. Le carriere sono spesso separate, ma la dipendenza del pubblico ministero dall’Esecutivo è una costante che attraversa quasi tutti i sistemi giuridici continentali — Francia, Germania e Spagna in testa. Un quadro che contrasta con la tradizione italiana, dove l’indipendenza del pm dal Governo è un tema ricorrente e politicamente sensibile.
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