Il Rapporto Oxfam presentato ieri a Davos segnala che aumenta nel mondo la disuguaglianza non solo nei redditi, ma soprattutto nella ricchezza, con effetti anche sulla tenuta delle democrazie, là dove esistono. Per due motivi. Il primo è che i più ricchi hanno sempre maggiore possibilità di influire sulle decisioni politiche e talvolta anche di entrare direttamente in politica. Gli Stati Uniti della presidenza Trump ne sono forse l’esempio più estremo, anche se non unico, tra le…
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Il rapporto Oxfam a Davos Disuguaglianze, mai così netto il divario tra ricchi e poveri Il patrimonio dei Paperoni è cresciuto del 16% nel 2025, a un ritmo tre volte superiore alla media degli ultimi cinque anni
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Ricchi sempre più ricchi e lavoratori sempre più poveri. Un’analisi di Oxfam descrive l’Italia come un Paese di «fortune invertite», dove si allarga il baratro della disuguaglianza: un’ereditocrazia in cui quasi due terzi dei patrimoni dei miliardari è ereditata. Il 5% delle famiglie più benestanti detiene la metà della ricchezza nazionale e, in 15 anni, ha beneficiato del 91% dell’incremento complessivo della ricchezza.
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Solo in Italia, nel 2025, la ricchezza dei miliardari è aumentata in media di 150 milioni di euro al giorno. Lo squilibrio nelle condizioni di partenza è ormai enorme ma il dibattito si concentra su altro. Succede perché le ingiustizie economiche e sociali sono ormai accettate: così però si prosciuga la democrazia Parliamo spesso di disuguaglianze come se fossero un effetto collaterale spiacevole dello sviluppo, una specie di malattia inevitabile nelle economie complesse e globalizzate.
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