"Imprese brianzole sotto pressione tra export a rischio e costi in salita. È il prezzo dei conflitti". Così Mirco Scaccabarozzi, segretario provinciale della Cisl, lancia l‘allarme: "Oggi, tra tensioni globali, dazi e nuovi fronti di guerra, la geopolitica torna a presentare il conto. E a pagarlo, ancora una volta, sono anche i territori produttivi come il nostro". A un anno dal cosiddetto ’Liberation Day’, con cui gli Stati Uniti hanno inaugurato…
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Il conflitto nel Golfo Persico, con i suoi effetti a catena su rotte marittime e forniture energetiche, sta innescando una nuova crisi economica in Italia. Le tensioni geopolitiche, già esacerbate da blocchi navali e sanzioni, hanno provocato un “shock energetico” che erode i margini delle imprese e delle famiglie, con costi extra superiori ai 7 miliardi di euro solamente tra marzo e maggio.È l’allarme lanciato da Cna Piemonte, che chiede misure urgenti come una moratoria sui crediti per evitare fallimenti in…
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Distretti col fiato sospeso, in attesa che la fragile tregua sbocci in qualche certezza in più. Magari anche in opportunità, fermo restando che l’ultimo mese di choc il suo conto lo presenterà. I fili che collegano le nostre filiere al Golfo sono due: l’import di prodotti energetici e l’export di nicchia ma con un grande peso per i singoli distretti tricolori. È incrociando questi dati - il peso …
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Ha ragione, naturalmente, l’ex sindaco Sergio Chiamparino: i rincari per i consumatori, le difficoltà per le aziende dipendono da fattori internazionali e le risorse delle istituzioni locali sono limitate. Davanti alla crisi economica che sta investendo molte famiglie torinesi e piemontesi per le conseguenze della guerra in Medio Oriente, però, non è giusto alzare le braccia e arrendersi. Si possono varare iniziative che affrontino le emergenze più gravi, più urgenti e si devono, sul lungo…
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L’attuale quadro economico e geopolitico, caratterizzato da elevata complessità e da continui e repentini mutamenti di scenario, rende particolarmente difficili analisi previsionali affidabili e strategie di medio-lungo periodo. Per alcune filiere produttive, inoltre, sarà necessario attendere ancora del tempo prima che emergano con chiarezza tutti gli effetti e il reale impatto della crisi internazionale in corso.
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Questa è la tempesta perfetta. La cattiva notizia è che dobbiamo abituarci a navigare in mari incerti. Quella buona è che le nostre imprese stanno investendo per uscirne più forti di prima». Marco Gay, leader degli industriali torinesi, osserva lo tsunami del caro-energia che si sta abbattendo con violenza sui bilanci con la fiducia chi sa che il tessuto produttivo si rialzerà anche questa volta. «Parliamoci…
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L’incertezza della guerra in Iran come detonatore, il costo delle materie prime come effetto più evidente, ma anche difficoltà nella logistica, nei trasporti, nel commercio e nel turismo. Ecco l’effetto della crisi in Medio Oriente sull’economia torinese e piemontese. Una combinazione di elementi che fa riportare indietro le lancette di almeno sei anni, quando aziende e lavoratori fecero i conti …
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L'analisi di Confindustria Piemonte: in aumento i costi nel secondo trimestre, rallenta l'export. Il presidente Amalberto: "L'Europa si ritagli un ruolo" La guerra in Iran, su cui si sono aperti concreti scenari di risoluzione nelle ultime ore, ha condizionato il clima di fiducia delle aziende piemontesi, che rimane cauto. L’indagine condotta nel mese di marzo dal Centro Studi dell’Unione Industriali Torino ha coinvolto oltre…
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Dunque, alla fine, Trump ha seguito con il sollievo di tutti, il solito copione da autoproclamato imperatore del mondo decidendo di fare un passo indietro all’ultimo secondo dopo le minacce di voler distruggere un intero paese e la sua millenaria civiltà. Le minacce pronunciate lunedì pomeriggio facevano presagire che fossimo sull’orlo del precipizio, con uno scenario di distruzione totale dell’Iran che sembrava lasciare aperta anche l’opzione dell’utilizzo dell’arma nucleare.
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