Trump tra pace e guerra: il cessate il fuoco tra Israele e Iran come ennesimo paradosso del tycoon. L’operazione militare lampo e la narrativa del “presidente di pace” celano una strategia di forza che alimenta tensioni e dubbi sulla reale distruzione dei siti nucleari iraniani Il cessate il fuoco che è stato raggiunto nel conflitto militare tra Israele e Iran sembrerebbe un successo propagandistico di Donald Trump
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Altre informazioni:
Iran-Israele e Stati Uniti. Gomez e Gaiani al Fatto Quotidiano Il punto sull’intervento statunitense nel conflitto tra Israele e Iran nella video intervista al direttore di Analisi Difesa al Fato Quotidiano il 27 giugno 2025. Guarda il video qui sotto o a questo link. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/26/iran-israele-tensioni-gomez-gaiani-diretta/8039674/
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Dietro le quinte della guerra e pace di Trump Per comprendere la guerra lampo e il cessate il fuoco tra Iran e Israele imposto da Trump, è bene capire ciò che sta accadendo ai tre principali Stati del mondo: il capitalismo degli Stati Uniti, i capitalismi monopolistici di Stato cinese e russo. Membri permanenti del consiglio di sicurezza ONU insieme a Francia e UK (anch’esse potenze nucleari) che hanno perso però ogni ruolo statuale immersi nella palude…
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Donald Trump ha agito da “patriota del mondo”. Ha messo da parte l’esigenza primaria di qualunque politico, la ricerca del consenso, ed è entrato nella Situation room sapendo che nulla sarebbe stato come prima. L’attacco degli Usa ai siti nucleari iraniani significa che non è tempo di de-escalation (la parola con cui gli europei sono più a loro agio) e che gli Usa non intendono lasciare Israele da solo mentre “fa il lavoro sporco per noi”, come ha detto il…
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Di Giacomo Gabellini L’Operazione Midnight sferrata dagli Stati Uniti contro gli impianti nucleari iraniani ha prodotto risultati di grande rilievo. L’azione, anticipata con largo anticipo da Washington a Teheran, avrebbe secondo la direttrice della National Intelligence Tulsi Gabbard “devastato i siti nucleari iraniani”, sebbene un’analisi della Defense Intelligence Agency e le stesse esternazioni formulate dal vicepresidente JD Vance suggeriscano un…
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Dopo due giorni di bombardamenti che hanno distrutto i tre siti iraniani di Fordow, Natan e Isfahan, i potenti B-2 americani sono tornati a casa nel Missouri. Missione compiuta. Almeno per ora la tregua Iran-Israele pare reggere. E DonaldTrump incassa un altro successo della sua muscolare presidenza, che cavalca immediatamente («operazione perfetta») per dimostrare ancora una volta al mondo intero che gli Usa restano «la potenza necessaria».
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Trump è l’elefante nella cristalleria. Dice cose inaudite per i diplomatici e spesso le sue esternazioni, facendo leva su squilibri di forza, innescano reazioni a suo vantaggio. Altre volte, no. L’ultima, elargita al vertice Nato, è condita di esultanza per il raid Usa a Fordow: «È come Hiroshima e Nagasaki, ha chiuso la guerra», ha detto. Una superbomba sul nucleare iraniano, lanciata per evitare che Teheran si doti dell’atomica viene paragonata all’unico uso di due atomiche della storia.
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Non è la prima volta che un presidente degli Stati uniti interviene per interrompere una guerra. Era già accaduto, proprio in Medio oriente, nel 1956, quando Truman costrinse senza troppe cerimonie Regno unito e Francia a porre fine all’operazione militare lanciata – dopo un accordo segreto con Israele – per riprendere il controllo dello stretto di Suez nazionalizzato dal presidente egiziano Nasser
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Alessandro Politi (Ndcf) analizza i dodici giorni di guerra tra Israele e Iran: l’operazione, secondo lui, è stata un fallimento politico per Netanyahu. L’Iran ha rafforzato la propria posizione interna ed esterna. “Conta il risultato politico: Teheran è ancora al tavolo delle trattative” (Foto AFP/SIR) I dodici giorni di conflitto con l’Iran, alla fine, non hanno avuto gli esiti sperati. Netanyahu aveva da tempo indicato il programma nucleare iraniano come una minaccia, ma l’operazione…
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Trump, Netanyahu e Khamenei? Ma davvero hanno vinto tutti e tre? Mai come in queste ore la professione giornalistica è sotto attacco e mai come in queste ore dimostra quanto sia importante e preziosa avere qualcuno che testardamente cerca di scoprire la verità e di raccontarla senza sconti ai potenti di turno Getting your Trinity Audio player ready... ROMA – La verità dei fatti e quella che ognuno si racconta e che vorrebbe imporre a tutti anche con la forza.
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This is what peace through strength looks like. Ci eravamo fermati qui, alle parole dello speaker della House of Representatives, Mike Johnson, e alla possibilità che, dopo i colloqui con il Qatar e l’annuncio di Teheran di una possibile adesione al cessate il fuoco con Israele, nulla di diverso sarebbe accaduto. Invece eccoci qui. A vedere quello che ogni Presidente – a partire da Trump, che ha vinto le elezioni dicendo che avrebbe fatto terminare tutte le guerre in…
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Come sempre succede, in concomitanza di eventi di grande importanza e di interesse pubblico, si crea un Circo mediatico che tende, più che ad informare, a creare opinione. Spesso, se non sempre, l’opinione è diretta verso la linea di pensiero e/o politica di chi propone un’analisi degli eventi, così come i vari opinionisti, attori del circo, inscenano una rappresentazione di verità che disorienta l’osservatore desideroso di capire e al contrario rafforza le convinzioni dell’osservatore…
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Doveva essere il presidente della pace, colui che, in nome di un isolazionismo vantaggioso per un’America capace di ritornare di nuovo grande, si sarebbe dovuto ritirare da ogni conflitto. Avrebbe dovuto chiudere nel giro di poco tempo le disastrose situazioni belliche in corso: erano queste le sue promesse tanto in campagna elettorale quanto ancora dopo essere stato eletto a novembre scorso. E invece Trump non solo non ha posto fine alle carneficine in corso – alimentandole al contrario con aiuti militari…
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Il successo dell’intervento militare Usa sui siti nucleari iraniani, deciso da Donald Trump, ha del clamoroso. A dispetto dei patetici tentativi che in queste ore l’internazionale progressista degli anti-trumpiani sta escogitando per sminuire la portata storica dell’iniziativa presa dal presidente statunitense, il mondo è un posto migliore in cui stare. E lo si deve, piaccia o non piaccia, a “cavallo pazzo Donald”.
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L'intervento degli Stati Uniti in Iran solleva domande cruciali sull'utilità della guerra e sulle sue conseguenze MINNEAPOLIS – Un’altra guerra. Ma veramente?! L’America e gli americani la vogliono? Una nuova guerra per l’America, per “far giustizia” e per evitare altre guerre come abbiamo già fatto in Afghanistan, in Iraq, in Corea, in Vietnam…? Non stavamo facendo di tutto per isolarci dal resto del mondo e stare alla larga da qualunque conflitto? L’unica alternativa all’indifferenza è la guerra? DIARIO USA/ Dall’aborto…
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L’aggressione israeliana-americana contro l’Iran potrebbe essersi placata, mentre la popolazione iraniana piange quasi mille morti e la distruzione massiva di infrastrutture civili. Ma l’attacco militare a sorpresa nel pieno di negoziazioni in corso per costringere l’Iran a inginocchiarsi (in modo peraltro fallimentare) potrebbe avere ripercussioni molto più ampie su una società internazionale già moribonda.
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Giorni di ordinaria follia di Donald Trump: le uscite più iperboliche del presidente americano Mettiamo in fila qualche dichiarazione, partendo forse da quella più clamorosa: smentire il casus belli, la bomba atomica dell'Iran Getting your Trinity Audio player ready... ROMA – E alla fine l’ha sganciata. “L’uomo più potente al mondo” poteva mai tenere l’arma più potente del mondo rinchiusa nei libri di storia? Inconcepibile.
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NEW YORK La «folle giornata» (come la definisce Mozart nelle Nozze di Figaro) di Donald Trump–Conte di Almaviva comincia di buon mattino sul prato della Casa Bianca, a poca distanza dalle ruspe che stanno asfaltando lo storico Giardino delle Rose che non gli è mai piaciuto: «Fondamentalmente abbiamo due Paesi che combattono da così tanto tempo e così duramente che non sanno più che cazzo…
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