Cinquantamila persone hanno manifestato pacificamente a Torino. Alcune migliaia si sono infiltrate e hanno provocato violenze ingiustificabili. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la manifestazione è stata completamente oscurata nella narrazione e la violenza, da condannare senza alcun tentennamento, è stata “usata” da chi – nel governo- sta progettando una nuova stretta sulla libertà di manifestare.
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Scontri Torino, l'agente Calista: "Sto bene ma amareggiato, collega Virgulti mi ha salvato la vita" 3 febbraio 2026 "Ora sto bene. Un po’ amareggiato, ma mi sento bene. La manifestazione si è rivelata essere molto violenta, c’è stata una escalation di violenza da parte dei manifestanti nei confronti degli operatori di polizia. Doveva essere una manifestazione pacifica invece è diventata tutt’altro.
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Farwest torna stasera in tv, martedì 3 febbraio. Il programma, condotto da Salvo Sottile, va in onda alle 21.20 su Rai 3. Al centro della puntata gli scontri di piazza a Torino, islamizzazione in Italia, delitto di Garlasco e nuove ombre sulla tragedia di Crans Montana. Askatasuna Il programma, condotto da Salvo sottile, proporrà un servizio esclusivo sugli scontri tra Askatasuna e le Forze dell'Ordine a Torino, durante i quali è stata aggredita anche una…
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Un cameriere della provincia di Grosseto, un venditore di dolci ungheresi nelle fiere originario di Grugliasco, nel Torinese, e un lavoratore con contratti saltuari in vari campi che abita nel capoluogo piemontese. Ecco chi sono i tre giovani arrestati dalla Digos per i violenti scontri di sabato a Torino. Tre volti sconosciuti alle forze dell’ordine, nessun nome di punta del centro sociale Askat…
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«Con la violenza si mette a rischio il diritto di manifestare, l’etica dei partigiani non è mai stata quella del dieci contro uno». A parlare è Paolo Borgna, ex magistrato, presidente dell’Istoreto, l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, intervenendo sulla manifestazione di Askatasuna di sabato scorso, aperta con lo striscione “Torino è partigiana” e s…
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– C’erano anche venti militari del 5º Reggimento carabinieri di Bologna, a Torino, durante la manifestazione di protesta per lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Quello che i militari del Reggimento, con sede in via delle Armi, si sono trovati davanti sabato, nel tardo pomeriggio in territorio piemontese, era guerriglia. E a testimoniarlo sono i loro racconti, ancora sotto choc, e il sindacato Unarma.
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Dal nostro inviato a Torino Tutto parte il 18 dicembre, con una riunione in cui Askatasuna chiama a raccolta gli autonomi d'Europa. "Aska" pretende la presenza, per dovere di reciprocità. E le altre sigle, italiane e non, rispondono. Così Torino, tre giorni fa, è finita al centro di violenze e scontri. In questura, per il preavviso alla manifestazione del 31, è arrivato un gruppo di pro Pal. "Aska" ormai è il cappello di tutto: dai No Tav alla causa palestinese.
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Le violenze accadute durante il corteo pro Askatasuna di sabato scorso a Torino, le cui immagini sono rimbalzate tra social e telegiornali, hanno avuto riflessi, nelle scorse ore, anche nella politica locale. A finire nel mirino di Fratelli d’Italia, con tanto di richiesta di dimissioni, è stata l’assessora ai servizi sociali Ileana Borsari, la quale ha condiviso un intervento della pagina Facebook, che in merito ai fatti di Torino scrive tra l’altro: "Manganello e propaganda.
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FIRENZE Un fiorentino nelle violenze di Torino. La digos piemontese, su delega della locale procura, sta svolgendo accertamenti su un 20enne del capoluogo toscano che avrebbe avuto un ruolo negli scontri di sabato scorso, in cui sono rimasti feriti poliziotti anche del Reparto Mobile di Firenze. Sarebbero stati una cinquantina, gli antagonisti partiti da qui per partecipare al corteo del centro sociale sgomberato Askatasuna.
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Lo ha riconosciuto dalla televisione. In quel groviglio di colpi, calci e martellate, ha riconosciuto il “suo” Alessandro. Non lo sa nemmeno lei come, «ma ho capito subito che era lui». Mary Oganesyan è la compagna di Alessandro Calista, 29 anni, l’agente abruzzese del Reparto Mobile di Padova massacrato dagli antagonisti nel corso della manifestazione di sabato scorso, contro lo sgombero del cen…
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Logoramento. Assalto dopo assalto. Pietra dopo pietra. Scontro dopo scontro. E una certezza investigativa che si è fatta ancora più solida dopo la guerriglia di Torino: «Hanno portato in città la tecnica della lotta antagonista in Valsusa». È l’unica analisi concessa ai cronisti con le indagini in pieno svolgimento, ma può bastar dire - per riscontrarla - che combacia con i contenuti postati sui …
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La procura di Torino sta valutando l'ipotesi di devastazione per gli scontri avvenuti il 31 gennaio nel capoluogo piemontese durante la manifestazione pro Askatasuna. In seguito alla prima informativa della Digos, giunta al quinto piano del palazzo di giustizia nella tarda mattinata, i pubblici ministeri hanno iscritto nel registro degli indagati i nomi di 24 persone: il più giovane ha 19 anni, il più anziano 45.
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«Quando ho visto il collega accerchiato mi sono avvicinato e l'ho protetto con lo scudo come avrebbe fatto qualsiasi altro collega». Questo il racconto di Lorenzo Virgulti, uno dei poliziotti rimasti feriti al corteo pro-Askatasuna, sabato a Torino. «Sì, ho avuto paura, ma la paura in certe situazioni è una costante e l'addestramento che facciamo verte proprio sulla gestione…
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"Sono rimasto inorridito da quella aggressione al poliziotto, al quale esprimo la mia solidarietà". È quanto ha detto, secondo quanto è trapelato, uno dei due uomini arrestati per resistenza a pubblico ufficiale per gli scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione pro Askatasuna. L'occasione è stata l'udienza di convalida dell'arresto. L'uomo, sempre secondo quanto si è appreso, ha dichiarato di essere stato presente al corteo ma di non avere preso parte attiva agli…
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– Dimesso nella serata di domenica dopo un breve periodo di osservazione, Lorenzo Virgulti guarda già avanti. Se tutto procederà come previsto, nel prossimo fine settimana tornerà ad Ascoli per riabbracciare familiari e amici, dopo ore intense vissute tra l’ospedale e l’eco nazionale di quanto accaduto a Torino. È probabile anche un incontro ufficiale con il sindaco Marco Fioravanti, che nei giorni scorsi ha espresso pubblicamente vicinanza all’agente.
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Per quanto accaduto sabato 31 gennaio nel capoluogo piemontese durante la manifestazione pro Askatasuna la Procura valuta il reato di devastazione. Gli indagati a piede libero sono 24, hanno tra i 19 e i 45 anni. Oggi si è tenuta l'udienza di convalida di uno degli arrestati per resistenza a pubblico ufficiale: ha dichiarato di essere stato presente al corteo ma di non avere preso parte attiva agli incidenti.
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L’agente di polizia Alessandro Calista, aggredito a Torino durante la manifestazione per Askatasuna, ha raccontato in prima persona la serata che lo ha visto suo malgrado protagonista. Il poliziotto ha ripercorso quei momenti e ringraziato il collega Lorenzo Virgulti, un “angelo custode” che lo ha protetto e messo in salvo. Le parole di Alessandro Calista Il ringraziamento al collega Lorenzo Virgulti Torino, gli scontri al corteo per…
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Riprendiamo la presa di parola di Askatasuna in risposta alla narrazione mediatica di questi giorni a seguito del partecipassimo corteo nazionale di sabato 31 gennaio 2026. «Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito», spesso attribuita a Confucio, anche se più correttamente riconducibile alla tradizione zen/buddista. Il senso è semplice e potente: ci si può perdere nel mezzo e mancare il significato, fermarsi alla superficie senza cogliere ciò che davvero è in gioco.
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"Voglio ringraziare la squadra che è sempre stata vicina a me nonostante il video dicesse il contrario, ma smentisco tutto e dico che la squadra era vicina, solamente che gli attacchi dei manifestanti arrivavano da tutte le parti, quindi cercavamo di contenere un po' il tutto. Poi mi sono ritrovato nella ressa, mi hanno spinto giù e da là è successo quello che è successo. In particolare ci tengo a ringraziare mio…
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Due giorni dopo essere rimasti feriti a Torino durante le cariche e i violenti contatti con una parte dei manifestanti dopo il corteo in sostegno del centro sociale Askatasuna, parlano per la prima volta Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti, i due poliziotti in servizio al II Reparto mobile di Padova. Uno abruzzese e l'altro marchigiano, sono loro i due agenti ritratti nel video in cui si vede Calista, rimasto isolato rispetto ai…
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«Era noto da tempo che sarebbero arrivati gruppi organizzati di violenti. Non compete a me, né a questa Aula, la valutazione delle attività preventive o delle scelte operative: questo non è il mio ruolo istituzionale. Ma come cittadino, prima ancora che come Sindaco, mi aspetto uno Stato che sappia intervenire e prevenire, soprattutto quando le informazioni ci sono e il rischio è conosciuto». Il …
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Sarebbe sbagliato dire che la violenza non ha mai cambiato il mondo in senso letterale. Poiché tutte le rivoluzioni, se si esclude la straordinaria battaglia di Gandhi, sono nate dalla violenza. Da quella principale, la Rivoluzione francese del 1789, a quella altrettanto determinante operata da Lenin in Russia nel
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TORINO. Con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna hanno attaccato, a più riprese, i contingenti delle forze dell'ordine lanciando pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta, creando barricate con cassonetti dati alle fiamme, incendiando una camionetta della polizia e aggredendo un agente. Sono circa 1.500 i violenti responsabili della guerriglia urbana di sabato sera a Torino durante la manifestazione contro lo sgombero dello storico centro sociale Askatasuna.
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Il questore di Padova Marco Odorisio e il prefetto Giuseppe Forlenza hanno fatto visita, nella mattinata di oggi lunedì 2 febbraio, ai 18 poliziotti del II Reparto Mobile di Padova feriti negli scontri avvenuti la sera di sabato 31 gennaio a Torino. Questore e prefetto hanno salutato e ringraziato tutti gli agenti presenti, portando loro i messaggi di vicinanza e solidarietà delle istituzioni cittadine ma anche della cittadinanza stessa.
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È il primo identificato per l'aggressione in gruppo all'agente di polizia Alessandro Calisti Ventitue anni, originario di Grosseto: Angelo Francesco Simionato è accusato di aver preso parte al pestaggio di un poliziotto a Torino durante la manifestazione a difesa del centro sociale Askatasuna e contro il governo, sabato 31 gennaio. Simionato è stato arrestato con le accuse di lesioni, violenza a pubblico ufficiale e rapina in concorso per aver strappato…
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(Adnkronos) – “Doveva essere una manifestazione pacifica, invece, è diventata tutt’altro”. E’ quanto dichiara, in un video diffuso dalla polizia, Alessandro Calista, l’agente aggredito, anche a colpi di martello, durante gli scontri a Torino. “Un po’ amareggiato, ma mi sento bene. La manifestazione si è rivelata essere molto violenta, c’è stata una escalation di violenza da parte dei manifestanti nei confronti degli operatori di polizia”.
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Marco Grimaldi, il parlamentare di Avs che era presente alla manifestazione di Askatasuna sabato scorso a Torino, ha condannato la violenza. Anche con disgusto. Ma con tanti ma. Tanti di quei ma e se che alla fine se uno legge le sue dichiarazioni non può che pensare una sola
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Il pestaggio ai danni di un poliziotto a Torino La guerriglia di Torino per lo sgombero di Askatasuna, sfociata con l'aggressione brutale a un poliziotto senza casco, circondato da dieci anarchici, è arrivata fino a Genova. L'episodio, che ha trovato la solidarietà unanime alle forze dell'ordine e la presa di distanza di tutti i partiti, ha però alzato il tiro dello scontro politico, a livello nazionale e locale.
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Il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, è stato intervistato da Rai News 24 su quanto avvenuto a Torino nei giorni scorsi durante i cortei pro Askatasuna. Oltre ad avere ribadito come sia stata una manifestazione “di una violenza inaudita” durante la quale gli antagonisti hanno utilizzato “tecniche veramente affinate”, Paoloni ha precisato che “purtroppo ci si aspettava che sarebbero accaduti degli incidenti, perché era assolutamente…
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Non soltanto feriti tra le forze dell’ordine, ma anche tanti manifestanti finiti in ospedale. Il bilancio della guerriglia urbana scoppiata a Torino al corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna ha riportato oltre cento accessi agli ospedali cittadini, senza contare chi è presentato in pronto soccorso autonomamente. A testimoniare la violenza degli scontri è il 60enne Claudio Francavilla, la cui maschera di sangue è…
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L’ora “X” sono le 17.50 di sabato, quando a Torino vengono lanciate le prime bombe carta. Poi sono piovute pietre e bottiglie, sono stati incendiati cassonetti, bancali e una camionetta della polizia, l’agente Alessandro Calista è stato accerchiato e aggredito da undici antagonisti, di cui uno già arrestato. Ma come si è arrivato a questo risultato? Le indagini e le responsabilità Mentre gli investigatori cercano di risalire agli altri black bloc…
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«Attacco allo Stato» (Il Messaggero); «La guerriglia di Torino» (la Repubblica); «Ferocia Askatasuna» (il Giornale); «Cercano il morto» (Il Tempo); «Ora basta, arrestateli tutti» (Libero). I titoli dei quotidiani all’indomani della manifestazione nazionale in solidarietà ad Askatasuna parlano una sola lingua: un lessico ossessivo e compatto – «guerriglia urbana», «tentato omicidio», «città sotto assedio», «blitz premeditato», «agente massacrato», «martellate a un poliziotto» – che riduce il corteo…
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Angelo Simionato “è un bravo ragazzo”. Lo hanno assicurato i genitori del 22enne della provincia di Grosseto arrestato per l’aggressione al poliziotto Alessandro Calista, durante la guerriglia urbana che si è scatenata a Torino al corteo a sostegno dell’Askatasuna. Il giovane attivista è al momento l’unico fermato per l’aggressione, perché il più “riconoscibile” tra i circa dieci antagonisti che si sono accaniti contro l’agente.
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C’è un’immagine che arriva da Torino e che dovrebbe togliere il sonno a chiunque creda ancora nella democrazia. Non è un manifesto politico, non è uno slogan: è un uomo a terra. Si chiama Alessandro Calista, è un poliziotto, e in quel momento la sua unica colpa è stata quella di restare isolato. Attorno a lui, il caos. Sopra di lui, la violenza cieca di chi ha trasformato il dissenso in pestaggio. Ma c’è qualcosa di ancora più doloroso dei calci e dei pugni: è il silenzio a geometria variabile che ne è…
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È stato individuato e arrestato dalla Digos di Torino uno degli uomini accusati del pestaggio del poliziotto Alessandro Calista. Si tratta di Angelo Simionato, un 22enne di Arcidosso, in provincia di Grosseto, arrivato in città per partecipare al corteo in risposta allo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il giovane, vicino all’area anarchica, è stato immortalato dalle immagini della polizia e arrestato in flagranza differita: è accusato di…
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All’inizio hanno taciuto. Dopo il video, però, i «coraggiosi» progressisti non potevano più e hanno denunciato il fatto sproloquiando sulla destra che strumentalizza. Avs: «Se non avessero sgomberato il centro sociale...».Chi siano e quale sia la loro provenienza ideologica è più che chiaro a tutti,...
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Sarebbe un ventiduenne originario dell'Amiata grossetana uno dei militanti antagonisti che hanno aggredito a martellate, calci e pugni il giovane poliziotto Alessandro Calista, a margine della manifestazione, di sabato 31 gennaio, per la chiusura del centro sociale Askatasuna di Torino. Il ragazzo è stato arrestatodomenica 1 febbraio, grazie al meccanismo della flagranza differita, che consente in particolari circostanze di fermare…
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Il «popolo» che Askatasuna aveva invitato a scendere in piazza a Torino contro il governo e in difesa del centro sociale sgomberato lo scorso 18 dicembre ha risposto alla chiamata. «Siamo 50mila», dicono dal microfono di uno dei carri quando il primo e il secondo spezzone raggiungono finalmente il terzo. Tante erano le piazze di partenza di una giornata che aveva l’obiettivo di bloccare la città. E così è stato: autobus deviati, strade chiuse e la zona intorno allo storico edificio rosso di corso…
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