Filippo Conca ieri ha portato la classe operaia in paradiso e ha mandato la FCI in soffitta. Lui il successo lo ha conquistato, meritatamente, sulla strada: ha corso da professionista, ha giocato di rimessa e ha sfruttato al meglio l’occasione della vita. Non hanno fatto altrettanto i “professionisti” italiani: un gruppo di atleti maturi che hanno ancora poco da dare al ciclismo e di giovani promossi nella massima categoria senza averne le qualità.
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Il nuovo campione italiano non è un corridore professionista. La favola ieri dolce e l’altro ieri amara di Filippo Conca, 26 anni, lecchese di Bellano, senza contratto dopo due anni alla Lotto-Soudal e due alla Q36.5, che ieri a Gorizia si è vestito di tricolore battendo in volata Alessandro Covi, ha sorpreso il ciclismo. E ha fatto conoscere al mondo lo Swatt Club, che ha messo in mostra anche Ginestra e Carollo, a lungo in fuga, e ha portato pure Gaffuri…
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