“Il tasso dei prestiti sta lentamente diminuendo, ma resta la necessità di una politica del credito equa, che vada incontro alle esigenze di imprese e famiglie, soprattutto nel Mezzogiorno”. Ad affermarlo è il presidente provinciale di Confesercenti Avellino, Giuseppe Marinelli. “I dati ufficiali della Banca d’Italia – prosegue il dirigente dell’associazione di categoria – ci consegnano un’ulteriore leggera flessione dei mutui, come pure del costo del…
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Le principali borse europee aprono con prevalenza di segni più, cercando di rimbalzare dopo i ribassi della vigilia. Se vuoi aggiornamenti su Indici e quotazioni inserisci la tua email nel box qui sotto: Iscriviti Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi di cui alla presente pagina ai sensi dell'informativa sulla privacy. Panoramica sull’apertura delle Borse del 17 aprile 2024 Indici Europa e Italia L’indice Euro Stoxx 50 si trova dopo pochi minuti…
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L’8,76% di media e il 7,40% come migliore condizione di mercato. L’ultimo Osservatorio di Segugio.it rivela che i tassi dei prestiti hanno imboccato la strada dei ribassi. Fin qui la Banca centrale europea non ha ancora avviato l’allentamento monetario, ma il mercato comincia a scontare questa prospettiva, inevitabile se l’inflazione resterà sui livelli registrati negli ultimi mesi. Uno scenario che renderà più agevole e anche meno…
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Continua a ridursi la domanda di credito coerentemente con il rallentamento della crescita economica: a marzo 2024, i prestiti a imprese e famiglie sono scesi del 2,6% rispetto a un anno prima, mentre a febbraio 2024 avevano registrato un calo del 2,5%, quando i prestiti alle imprese erano diminuiti del 3,8% e quelli alle famiglie dell’1,3%. E' quanto rileva l'ultimo rapporto mensile dell'ABI.Sul fronte della raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, presenta un…
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Milano, 13 apr. "Rispetto ai tassi della Bce, i tassi di mercato che le banche praticano sono nettamente inferiori". Lo ha detto il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, a margine degli Stati Generali dell'Economia organizzati da Forza Italia a Milano."Da metà novembre - ha aggiunto - i tassi di mercato anticipano le attese di riduzione dei tassi da parte della Bce che confidiamo non sia rinviata nel tempo".
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Nell’ultima riunione la Bce ha deciso di mantenere inalterato il costo del denaro, ancorato ancora al 4,5%. Per capire quanto sia elevato e avere un’idea dei suoi effetti perversi sull’economia, ricordiamo che nel 2022 era appena dello 0,25%. Poi è stato continuamente aumentato. Nessuna riduzione insomma, ma solo una timida promessa di riduzione futura, nonostante l’inflazione prevista si stia rapidamente avvicinando all’obiettivo del 2%.
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Tutto come nelle attese degli analisti e del mercato. Ieri La BCE ha confermato il costo ufficiale del credito al 4% per i depositi presso la Bce e al 4,5% per le operazioni di rifinanziamento, con una decisione presa a larghissima maggioranza ma non all’unanimità: alcuni governatori avrebbero preferito un taglio immediato. La vera novità è, dunque, che ora anche i falchi sono pronti ad appoggiare la retromarcia sui tassi, più rapidamente dei colleghi americani della Fed scottati dall’inatteso rialzo dei prezzi a marzo.
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Reti in Borsa: una Lagarde “Colomba” mette la retromarcia ai titoli Seduta all’insegna delle correzioni quella archiviata ieri a Piazza Affari da tutti i big del risparmio gestito quotati sul listino milanese in scia a una Lagarde che si è detta pronta a tagliare i tassi a giugno. Nel dettaglio, Finecobank ha accusato una discesa del 2,27%, Banca Mediolaum ha perso il 2,53% e Banca Generali ha lasciato sul campo l’1,16%.
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Salvo sorprese, dopo mesi di concordanza nelle mosse di politica monetaria, le gemelle siamesi sono pronte a separarsi. Ciascuna per la propria strada: da una parte la Federal Reserve, paralizzata nelle sue scelte da un'inflazione montante che rischia di allungare i tentacoli fino alle urne per le presidenziali; dall'altra la Bce, sempre più convinta che giugno sia il momento adatto per rompere gli indugi e tagliare i tassi, lasciati ieri fermi al 4,50%.
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