Le Nazioni Unite hanno lanciato un "forte monito" sui preparativi per l'intensificarsi dei combattimenti nella regione sudanese del Kordofan, chiedendo la fine immediata delle violenze che stanno devastando il Paese. "Non vi sono segni di distensione. Al contrario, gli sviluppi sul campo indicano chiari preparativi per un'intensificazione delle ostilità, con tutte le conseguenze che ciò comporta per la popolazione che da tempo soffre", ha affermato in una dichiarazione Volker Turk…
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«Non vi sono segni di distensione. Al contrario, gli sviluppi sul campo indicano chiari preparativi per un'intensificazione delle ostilità, con tutte le conseguenze che ciò comporta per la popolazione che da tempo soffre», ha affermato in una dichiarazione Volker Turk, responsabile dei diritti umani delle Nazioni Unite
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Città del Vaticano Le immagini che continuano ad arrivare da El Fasher, capoluogo del Darfur Settentrionale, anche grazie al laboratorio satellitare di ricerca umanitaria dell’Università di Yale, sono atroci. Si osservano uccisioni di massa, violenze o pratiche su corpi inermi con una crudeltà che ha pochi precedenti. Molti dei filmati sono girati dagli stessi ribelli delle Rapid Support Forces (Rsf) che, preso possesso della città, li hanno fatti circolare in rete a riprova della propria forza e del livello…
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Sudan: Azuz, 13 anni, non riesce ancora a capacitarsi di come il rumore degli spari che un tempo sentiva in lontananza dal suo villaggio di Al Fasher, potesse trasformarsi in un bombardamento costante, tale da costringere la sua famiglia a fuggire. Ora vive in un campo sfollati ma ha ripreso a studiare
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È una cattura da Google Earth datata 16 marzo 2024. Mostra una pozza d'acqua con animali al pascolo Mentre le notizie di atrocità nella città sudanese di El-Fasher suscitano lo sgomento della comunità internazionale, una presunta immagine satellitare di Kumia, località a circa 400 km di distanza, ha iniziato a circolare su X, TikTok e Facebook. La foto mostra una grande macchia scura-rossastra nel terreno, con ombre e figure intorno.
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La guerra tra le Forze paramilitari di Supporto Rapido e l'esercito sudanese è iniziata nel 2023 In Sudan le Forze di Supporto Rapido sudanesi, di Mohamed Hamdan Dagalo (noto come Hemedti), eredi dei miliziani Janjaweed e fautori dei massacri in Darfur, affermano di aver accettato una proposta di tregua umanitaria portata avanti dai mediatori. "In risposta alle aspirazioni e agli interessi del popolo sudanese, le Forze di Supporto Rapido confermano il loro…
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La conquista di al-Fashir, con il suo corollario di violenze diffuse sui social, rappresenta un monito sulla brutalità con cui vengono – e verranno – ridefiniti gli equilibri di potere nel nuovo ordine multipolare, senza però modificare gli assetti del conflitto tra l’esercito regolare e i paramilitari delle Rapid Support Forces (Rsf). Sin dai primi mesi del confl…
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Questo articolo è pubblicato sul numero 46 di Vanity Fair in edicola fino al 11 novembre 2025. Il Sudan – da non confondere con lo Stato vicino Sud Sudan, nato da una secessione nel 2011 – è nel caos da due anni, adesso una delle componenti sembra aver prevalso: la milizia delle Forze di supporto rapido (Rsf) che contendeva il potere all’esercito regolare (Saf, Sudanese Armed Forces). Nel 2018 le proteste pro-democrazia iniziate qualche anno prima con le primavere arabe arrivano in Sudan, il dittatore Omar…
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“Alzo la voce per chiamare a raccolta la coscienza mondiale, le organizzazioni della società civile e i difensori dei diritti umani affinché stiano al fianco del Sudan, vittima delle più violente stragi, e facciano pressione sui Paesi che finanziano il terrorismo per fermare il sostegno ai criminali”, ha concluso l’ambasciatore del Sudan. GD - Roma, 4 nov. 25 - L'ambasciatore sudanese in Italia, Imad al-Din al-Mirghani, ha tenuto a Roma una conferenza stampa, alla presenza di media italiani e arabi, per…
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Con una conferenza stampa alla Camera, Nigrizia, Missionari Comboniani, Sant’Egidio, Medici senza Frontiere ed esponenti politici rilanciano l’appello per fermare la guerra in Sudan e fronteggiare una delle peggiori crisi umanitarie al mondo Il governo ha gli strumenti. Intervenga per una tregua umanitaria in Darfur Un appello al governo italiano perché agisca di fronte alla tragedia immane che si sta consumando nel Darfur e in tutto il Sudan è stato lanciato oggi nel corso di una…
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Città del Vaticano Oltre all’assedio, alle violenze, all’esodo forzato, a El Fasher è arrivata la fame, la più mortale delle epidemie che rischia di trascinare con sé altre regioni del Sudan. A una settimana dalla caduta nelle mani delle Forze di Supporto Rapido (Rsf), nella città, considerata la capitale della regione occidentale del Darfur, impazza la carestia, certificata anche nella città di Kadugli, nella provincia del Kordofan meridionale
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Il missionario comboniano, già provinciale a Khartoum, commenta la caduta di El-Fasher nel Darfur settentrionale, conquistata dalle milizie Rsf dopo un assedio durato 18 mesi. “Le atrocità contro la popolazione civile sono fuori da ogni logica. Serve un’attenzione costante e scelte politiche coraggiose per la pace”. Dubbi sulla distribuzione degli aiuti umanitari: “Rischiano di finire nelle mani dei miliziani” (Foto Paul…
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La caduta di El Fasher ha segnato un momento cruciale per il conflitto nel Sudan, avviato nel 2023 con lo scontro mai domato tra l'esercito regolare e la milizia paramilitare delle Rsf. L'esercito è guidato dal presidente sudanese Al Burhan mentre, per quanto riguarda le Rsf, a spiccare è la figura del generale Dagalo. La conquista di El Fasher da
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Le notizie della guerra in Sudan sono sempre più terribili dopo la caduta di El- Fasher, capitale del Darfur settentrionale, nelle mani dei miliziani delle Forze di Supporto Rapido (RSF). Dopo 18 mesi di assedio che hanno provocato migliaia di morti, carestia e sofferenze indicibili alla popolazione civile, i miliziani sono entrati in città accanendosi ulteriormente sulla popolazione. Le immagini satellitari e le testimonianze di chi è riuscito a fuggire riportano notizie terrificanti di…
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Città del Vaticano Quasi 82 mila persone sono fuggite da El Fasher e dalle aree circostanti dal 26 ottobre, dirigendosi verso Tawila, che ospita già centinaia di migliaia di sfollati a causa di precedenti attacchi. Lo ha detto il portavoce dell'Onu Haq, facendo il punto sulla crisi umanitaria aggravatasi dopo la "caduta" di El Fasher conquistata dopo mesi di assedio dalle Forze di supporto rapido (Rsf).
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