Gli scienziati dell'Università di Bath (Regno Unito), in collaborazione con i ricercatori delle Università di Oxford e di Bristol, hanno individuato una molecola che impedisce ad una proteina chiave legata al morbo di Parkinson, l'alfa-sinucleina, di aggregarsi. Il team ha dimostrato che tale molecola funziona in un modello animale e ritiene che un giorno potrebbe costituire la base di un trattamento in grado di rallentare la progressione della malattia.
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Negli ultimi giorni la comunità scientifica italiana ha portato in primo piano un risultato che, pur essendo ancora da confermare su campioni più ampi, apre scenari molto concreti: nel sangue delle persone con Parkinson sono state individuate alterazioni metaboliche specifiche, in particolare nei metaboliti degli amminoacidi e in vie collegate alla funzione dei mitocondri. In parole semplici, la malattia non lascia tracce solo nel cervello: anche il “laboratorio chimico” del nostro organismo , il sangue, mostra…
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Parkinson: team di Napoli scopre nel sangue la "firma" della malattia Dal Ceinge una speranza per mitigare il processo neurodegenerativo Uno studio italiano condotto a Napoli ha scoperto nel sangue di pazienti affetti da Parkinson delle alterazioni metaboliche specifiche, aprendo la strada a potenziali nuove strategie terapeutiche combinate. La ricerca, condotta dal Ceinge Biotecnologie Avanzate di Napoli e pubblicata sulla rivista Npj Parkinson's Disease, identifica anomalie…
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Roma, 7 ottobre – Un team di scienziati italiani dell’Università Cattolica di Roma e dell’università Roma Tre ha scoperto un interruttore chiave per l’equilibrio energetico delle cellule: si chiama fosfatasi B55 e potrebbe divenire il bersaglio di nuove terapie per malattie che vanno dal morbo di Parkinson a patologie rare causate da difetti delle centrali energetiche della cellula, i mitocondri. Lo “switch” fosfatasi B55 (PP2A-B55alfa) regola proprio…
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