«Le idee restano». Non solo quelle più giuste però, quelle «tensioni morali» di cui parlava Giovanni Falcone. Ma pure quelle che giuste lo sono meno, perché basate su teoremi dichiarati fallaci da ogni tribunale, come la presunta trattativa tra Stato e Mafia. A ricordarlo, 32 anni dopo che una quantità di semtex pari a 500 chili di tritolo devastò l'autostrada A29 all'altezza di Capaci trucidando il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito…
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"Dobbiamo affinare gli strumenti di contrasto perche' se vogliamo seguire quello che abbiamo imparato dobbiamo ogni giorno inventare nuovi strumenti perche' la mafia cambia forma e continua ad infiltrarsi. Dobbiamo rinnovare l'impegno a mettere in comune a livello europeo gli strumenti di contrasto alle mafie perche' le mafie stanno operando con disinvoltura attraverso i confini europei. Dove la filiera si fa piu' opaca e' piu' facile che si infiltri il malaffare e la criminalita'…
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Palermo, il corteo per l'anniversario della strage di Capaci Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)
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Alla Questura di Palermo esposti ordini di servizio originali delle stragi di Capaci e via d'Amelio 23 maggio 2024 È il giorno del ricordo, a Palermo, in Sicilia e in Italia, del 23 maggio 1992, giorno della strage di Capaci in cui persero la vita nell’attentato di stampo mafioso Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Presso la Questura di Palermo sono stati esposti, custoditi in due teche, gli…
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“Mettere in comune a livello europeo gli strumenti di contrasto alle mafie”, è la proposta della segretaria del Partito democratico Elly Schlein che ha preso parte al corteo organizzato da studenti, sindacati e società civile a Palermo per commemorare le vittime della strage di Capaci. “Le mafie stanno operando con disinvoltura attraverso i confini europei”, ha aggiunto. di Alessia Candito
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Inaugurato a palazzo Jung PALERMO – Racchiudere il tempo che fugge. Il “museo del presente” è una sfida. Un “contratto sociale”, lo definisce il direttore Alessandro De Lisi. A volerlo è stato la Fondazione Falcone, di cui è consigliere Vincenzo Di Fresco. Il progetto è dell’architetto Chiara De Battista. A palazzo Jung, in via Lincoln a Palermo, sono esposti la penna, le agende, le fotografie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
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Capaci, deposta una corona di fiori sul luogo della strage Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)
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"L'attentato di Capaci fu un attacco che la mafia volle scientemente portare alla democrazia italiana. Una strategia criminale, che dopo poche settimane replicò il medesimo, disumano, orrore in via D'Amelio. Ferma fu la reazione delle Istituzioni e del popolo italiano. Ne scaturì una mobilitazione delle coscienze. La lezione di vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino divennero parte della migliore etica della Repubblica".
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In occasione della Giornata della legalità, è esposto sulla facciata del Consiglio regionale il lenzuolo bianco per commemorare le vittime di tutte le stragi di mafia e, in particolare, di quelle del 1992 di Capaci e di via D’Amelio dove persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. “Questi due eventi – sottolinea il presidente Alberto Bertin – hanno segnato profondamente la storia italiana: queste stragi sono state un attacco alla giustizia, alla legalità e ai…
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«L`attentato di Capaci fu un attacco che la mafia volle scientemente portare alla democrazia italiana. Una strategia criminale, che dopo poche settimane replicò il medesimo, disumano, orrore in via D`Amelio. Ferma fu la reazione delle Istituzioni e del popolo italiano. Ne scaturì una mobilitazione delle coscienze. La lezione di vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino…
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Maria Falcone “Oggi c'è una mafia nuova, cambia ma non muore" 23 maggio 2024 PALERMO (ITALPRESS) - “Oggi abbiamo un motivo in più per essere soddisfatti, perché questo museo rappresenta la coronazione di tutta l’attività di questi trent'anni. Resterà qui perenne come una lezione di legalità continuata. Il messaggio che voglio lanciare è che i ragazzi devono rendersi conto che la mafia è un grosso problema ancora e anche se non uccide, non uccide perché ha capito che le stragi sono state per loro un…
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Giornata della legalità, Valditara: “Partiamo dalla scuola per costruire una società dove sia bandita ogni mafia e ogni prepotenza” Di “Nel giorno del ricordo della strage di Capaci commemoriamo il sacrificio eroico di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Le loro vite e il loro impegno sono di esempio e di monito a tutti gli italiani e in particolare…
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PALERMO. Le prime foto della strage di Capaci furono diffuse in bianco e nero perché il 23 maggio 1992 era sabato, pomeriggio per di più, e nei fine settimana i laboratori attrezzati per la stampa a colori erano chiusi. Difficile crederlo, concepire l’esistenza di una realtà così “arretrata”, appena 32 anni fa e nell’attuale era del digitale, dei cellulari e degli smartphone-macchine fotografiche…
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"L'attentato di Capaci fu un attacco che la mafia volle scientemente portare alla democrazia italiana. Una strategia criminale, che dopo poche settimane replicò il medesimo, disumano, orrore in via D'Amelio. Ferma fu la reazione delle Istituzioni e del popolo italiano. Ne scaturì una mobilitazione delle coscienze. La lezione di vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino divennero parte della migliore etica della Repubblica".
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"L’attentato di Capaci fu un attacco che la mafia volle scientemente portare alla democrazia italiana. Una strategia criminale, che dopo poche settimane replicò il medesimo, disumano, orrore in via D’Amelio. Ferma fu la reazione delle Istituzioni e del popolo italiano. Ne scaturì una mobilitazione delle coscienze. La lezione di vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino divennero parte della migliore etica della Repubblica".
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"Come sostenevano Falcone e Borsellino, la Repubblica ha dimostrato che la mafia può essere sconfitta e che è destinata a finire. L'impegno nel combatterla non viene mai meno. I tentativi di inquinamento della società civile, le intimidazioni nei confronti degli operatori economici, sono sempre in agguato. La Giornata della legalità che si celebra vuole essere il segno di una responsabilità comune".
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"A 32 anni di distanza dalla strage di Capaci, ci fermiamo per onorare la memoria di Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre valorosi poliziotti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro
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«Ognuno deve fare la sua parte, come sa e può fare, senza contestazioni o avversità. Tutti insieme, senza che uno sia contro l’altro», è l’appello di Maria Falcone, presidente della Fondazione intitolata al fratello Giovanni, ucciso assieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani nella strage di Capaci. La sorella del magistrato, da tanti anni impegnata nel portare la testimonianza…
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Sull'autostrada A29, oltre al magistrato, persero la vita la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta Esattamente 32 anni fa esatti si verificò l’attentato nel quale persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Falcone e la sua scorta furono vittime di un attentato messo in atto da Cosa Nostra in Italia, il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci nel…
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Sono trascorsi trentadue anni da quel 23 maggio 1992 in cui sull’autostrada tra l’aeroporto di Punta Raisi e Palermo persero la vita, ammazzati dalla mafia, il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Da allora sui banchi di scuola sono passate generazioni e generazioni, ma i nomi di Falcone e Paolo Borsellino restano.
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«Con le bombe degli anni ’90 abbiamo rischiato il collasso della democrazia, serve un ricordo di quanto è avvenuto per la memoria dei caduti ma anche per tenere bene a mente una minaccia che non è del tutto sopita». Parlare e ricordare le stragi di mafia con il prefetto di Padova Francesco Messina, catanese, dà quell’emozione che solo chi le ha vissute in prima persona sa trasmettere. La lotta al…
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