Wired Italia e TBWA\Italia hanno hackerato le recensioni di centinaia di prodotti e attività online (su Amazon, Tripadvisor, Google e altri) per cercare di informare e dare maggiore consapevolezza agli elettori italiani, chiamati a votare il prossimo fine settimana per eleggere i candidati al Parlamento Europeo. Migliaia di articoli a tema elezioni sono stati scritti nelle scorse settimane, ma pochissimi…
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Alla vigilia del voto, la preoccupazione più grande è costituita dall’astensionismo. I sondaggi pronosticano che quasi la metà dell’elettorato potrebbe non recarsi alle urne. Le elezioni europee, in genere, non sollecitano una vasta partecipazione. È vero che in Piemonte l’accoppiamento con quelle Regionali potrebbe convincere qualche cittadino a votare, ma il …
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Domani e domenica si vota per le Europee e, in provincia di Brescia, anche per il rinnovo di 144 consigli comunali. Nonostante la doppia votazione, l’entusiasmo per la tornata elettorale non sembra particolarmente elevato. E così, se le segreterie dei partiti hanno registrato una certa freddezza e la difficoltà a trovare candidati in fase di stesura delle liste, nell’ultimo mese i candidati hanno osservato freddezza tra i cittadini.
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Quasi sempre inafferrabili, difficili da raggiungere e spesso temuti come imprevedibili. Quando si avvicinano le elezioni, che siano nazionali o europee, la politica si riscopre in affanno alla ricerca disperata del voto dei più giovani. Una caccia dell’ultimo minuto che tradisce gli scarsi…
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Quasi sempre inafferrabili, difficili da raggiungere e spesso temuti come imprevedibili. Quando si avvicinano le elezioni, che siano nazionali o europee, la politica si riscopre in affanno alla ricerca disperata del voto dei più giovani. Una caccia dell’ultimo minuto che tradisce gli scarsi tentativi di…
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Caro Avvenire, in questa vigilia elettorale molti media evidenziano il rischio di un forte astensionismo. Ritengo invece che oggi assistiamo alla più intensa frattura tra la gente, il cosiddetto popolo, e le istituzioni. Questo genera assemblee o organismi che vengono percepiti come formali e tecnico-giuridici, gelidi palazzi, lontani dal cittadino che non li considerano più parte della propria vita.
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Domani si vota. E, a rigor di logica, l’affluenza ai seggi dovrebbe essere massima. Perché massima è la posta in gioco. Toccherà infatti all’Europa che uscirà dalle urne prendere decisioni epocali, destinate a pesare sulla vita delle nostre famiglie. Sarà questa l’Europa che dovrà scegliere tra sovranismo e integrazione politica, tra regole di bilancio orientate alla formazione di un’economia continentale o al rientro dai deficit nazionali, tra strategie di crescita demografica e gestione dei…
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L’Italia si è sempre distinta per un’alta partecipazione popolare alle elezioni con record del 93% negli anni ‘70. Qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Ad ogni tornata elettorale registriamo il record storico di astensionismo. Il motivo è sicuramente legato al fatto che i cittadini si sentono distanti dalle logiche della poltrona tipiche dei partiti. Esistono tuttavia dei Paesi dove questo trend è invertito e sempre più cittadini partecipano al voto.
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Francesco Orazi, docente di Sociologia all’Università Politecnica delle Marche: l’astensionismo è il primo partito. Ha ancora senso parlare di democrazia? «Prima farei un distinguo: democrazia e rappresentanza non sono coeve e non per forza devono essere sovrapposte. Il problema è di legittimità». Cosa intende? «Abbiamo classi dirigenti politiche elette da meno della metà degli aventi diritto al voto.
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Un alleato per alcuni e un convitato di pietra per altri. Sicuramente segno inequivocabile di disaffezione al voto e forse anche alla cosa pubblica. L'astensionismo, questo fantasma che si aggira nelle urne ormai da qualche decennio, continua a fare presa. E in questa tornata elettorale il partito del non voto potrebbe portare a casa un risultato al di sopra di qualsiasi aspettativa: per la prima volta aspira alla maggioranza assoluta.
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Si moltiplicano le voci, anche autorevoli e in special modo a sinistra, che condannano l’astensione e gli astenuti. Tra così tanto discorrere di valori liberali, il troppo zelo come sempre disturba. Già, perché in una democrazia liberale l’astensione è una più che legittima manifestazione di volontà, va da sé dissenziente. Sempre che una legge democraticamente adottata non ne sancisca l’obbligo (che in Italia alcuni anni or sono si è voluto rimuovere), il voto resta sì un dovere civico, ma ciascuno è libero di interpretarlo a…
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Weekend al mare? No, si vota Alle elezioni del 2019 ha votato poco più di un elettore su due, un dato che rischia di abbassarsi ancora al voto dell’8 e 9 giugno, visto il recente precedente negativo delle elezioni politiche del 2022. Ancora una volta la tendenza ad interpretare, sia da parte dei partiti sia dell’elettorato, le elezioni europee in chiave nazionale, rappresenta un freno al processo di integrazione politica; i leader cercano la conferma delle loro posizioni, le questioni da affrontare saranno molte e una prova di consenso dopo quasi 20…
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Sabato 8 e domenica 9 giugno si terranno, in Italia, le elezioni Europee 2024. Si parla del rischio di un forte astensionismo. Secondo il politologo Roberto D’Alimonte, l’affluenza potrebbe scendere sotto il 54% dell’ultima volta. I partiti che potrebbero essere maggiormente penalizzati sarebbero il M5S, il cui elettorato è maggiormente localizzato al Sud: per Alimonte, come dichiarato a Repubblica, il voto da loro è percepito come distante.
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Mancano due giorni alle elezioni europee e frenetica è la campagna elettorale alla ricerca degli ultimi voti, in Italia come negli altri paesi della Ue, da parte dei vari partiti, con toni spesso esacerbati, rissosi o pieni di pomposa retorica, in cui le eccezioni sono poche. I partiti di governo e i loro leader hanno dalla loro un vantaggio innegabile, sono più visibili e occupano uno spazio più ampio anche forzando le norme che dovrebbero garantire pari condizioni ai competitori nello…
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L'8 e il 9 giugno è importante andare a votare alle elezioni per il Parlamento europeo. Nonostante una campagna elettorale ricca di slogan e povera di contenuti, nonostante nei programmi dei partiti abbondi l’autoreferenzialità e scarseggino proposte e visione per l’Europa, nonostante la generale mediocrità dei candidati (continua la tradizione di mandare a Bruxelles e Strasburgo chi non trova spazio a Roma), nonostante i candidati-civetta che raccolgono preferenze e poi rinunciano al seggio, e nonostante la tentazione di un fine settimana…
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E anche in questa tornata elettorale, il partito più votato dagli italiani rischia di essere quello dell'astensionismo. Per la prima volta potrebbero essere più gli italiani a non votare che quelli che lo faranno: «Non ho la sfera di cristallo – dice Roberto D'Alimonti, riferendosi al tasso di partecipazione alle europee – ma i timori di questi giorni mi sembrano fondati. Si rischia di scendere sotto il 54 per cento dell’ultima volta» Purtroppo un…
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Abbiamo hackerato le principali piattaforme digitali dove sono presenti recensioni di prodotti, luoghi e attività. Obiettivo? Sensibilizzare cittadine e cittadini a una scelta consapevole in vista del voto dei prossimi 8 e 9 giugno Tra il 6 e il 9 giugno poco meno di mezzo miliardo di europei sarà chiamato al voto per scegliere i membri del Parlamento europeo dei prossimi cinque anni. L’Italia, con i suoi quasi 60 milioni di abitanti, è il terzo paese per numero di cittadini…
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Nessuno ha invitato ad andare al mare per disertare le urne. Ma la paura che in tanti preferiscano la spiaggia si fa largo tra i partiti, nonostante la pioggia annunciata per domenica pomeriggio. Perché negli anni le Europee non hanno appassionato troppo e l’astensionismo è stato sempre molto più alto che alle Politiche. Cinque anni fa andò a votare per Bruxelles il 56,3% degli italiani, contro il 72,9% di un anno prima: oltre sei milioni di elettori si sono persi per strada.
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