“Il consenso è un concetto molto più ampio, perché adesso si ritiene che non ci sia consenso solo in caso di violenza, minaccia o abuso di una condizione di inferiorità anche transitoria. Il consenso invece presuppone altre fattispecie, cioè da un punto di vista della categoria diventa più ampio. A livello processuale non cambia nulla”, spiega Roia. Quindi una volta in tribunale anche con questa legge sul consenso, se sarà votata, aggressore e vittima partono dallo stesso punto.
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Chi si spaventa all’idea che il consenso di una donna possa diventare parte integrante della legge sulla violenza sessuale o ha la coscienza sporca o l'inconscio di paglia Chi ha paura del consenso di una donna? Nella Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, la coalizione di destra ha messo in scena un grottesco teatrino con lo stop alla modifica della legge sulla violenza sessuale.
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Domande e risposte sulla modifica del reato di violenza sessuale. Il Senato ha preso più tempo per riflettere: ecco i motivi Non vedrà la luce prima di febbraio 2026 la legge sul consenso "libero e attuale" senza il quale c'è violenza sessuale. Il testo, già approvato all'unanimità il 19 novembre scorso dalla Camera dei deputati, è stato fermato in Commissione Giustizia del Senato, dove avrebbe dovuto essere al contrario approvato il 25 novembre, Giornata per…
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«La domanda non sarà più: “Ha resistito?”, ma “C’era un sì chiaro e libero?”». È questo il principio che avrebbe dovuto guidare la legge del consenso con la riforma dell’art. 609-bis c.p., approvata alla Camera all’unanimità, con un patto politico raro. Ma nel passaggio al Senato, il percorso si è incrinato. A Palazzo Madama, infatti, la Lega ha chiesto un rinvio dell’esame del disegno di legge, con il sostegno di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
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Fabio Roia, noto come «il giudice delle donne», è il presidente del Tribunale di Milano ed è uno dei magistrati più attivi e preparati del Paese in materia di violenza di genere. Giudice, è deluso dallo stop alla legge sul consenso?«Più che come magistrato, come cittadino mi è sembrata un’occasione mancata per dimostrare quanto sia importante la civiltà del rispetto delle donne. E ancora di più mi spiace che questo freno sia…
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In Giurisprudenza Penale Web, 2025, 11 – ISSN 2499-846X Il presente contributo si prefigge una prima analisi critica dell’introduzione, all’art. 577-bis del codice penale, del delitto di femminicidio nel panorama penalistico italiano. Si tratta di interpolazione che, lungi dal costituire trionfo della giustizia, appare l’ennesima distorsione demagogica del paradigma ideologico di genere. L’autore ne evidenzia l’insanabile frizione con i principi…
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Questo 25 novembre, giornata mondiale dell’eliminazione della violenza sulle donne, era pronto per concludersi con due atti di legislazione simbolica. Alla Camera è stata approvata all’unanimità la legge che introduce nel codice penale il reato di femminicidio, con buona pace di tutte le osservazioni critiche sulla struttura del delitto, sulla sua compatibilità c…
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Secondo la premier è necessario stendere meglio la norma in modo da arrivare a un testo completo e interpretabile univocamente. Poi la spallata alle opposizioni: «Ci criticano anche quando la pensiamo come loro» Non è uno stop politico quello che ha impedito la ratifica al Senato del nuovo articolo 609-bis del codice penale, che dovrebbe fissare il consenso prima e durante un rapporto sessuale come «pieno, libero, esplicito…
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Il 25 novembre, in concomitanza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Camera ha approvato definitivamente il disegno di legge che introduce nel codice penale il reato di femminicidio. L’Italia si è così aggiunta agli altri tre Paesi sui 27 membri dell’Unione europea che hanno reso un reato autonomo l’omicidio di una donna in quanto tale.La nuova legge prevede sia inserito nel codice penale l’articolo 577-bis, che punisce con l’ergastolo chiunque uccide una donna «quando il…
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L’articolo 27 della Costituzione recita: “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”. Per conseguenza, qualunque cittadina o cittadino è innocente fino a sentenza passata in giudicato. Com’è noto, le prove pro o contro l’imputato sono esclusivamente quelle prodotte in giudizio. Qualunque altro fatto, circostanza o documento non ha alcun valore se non è introdotto nel processo e controllato dall’accusa, dalla difesa e dal magistrato giudicante.
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La Lega mette nel mirino il ddl e fa slittare l’approvazione a febbraio. La Bongiorno: «È necessario ascoltare esperti». Il timore è che norme troppo vaghe invertano l’onere della prova. In effetti sul punto il presidente del Tribunale di Milano si è già contraddetto.L’accordo tra Elly Schlein e Gio...
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La norma «si farà» perché è giusto portare ordine in una materia che dal punto di vista giurisdizionale è «molto confusa» e crea problemi nell’applicazione. Quindi Giorgia Meloni, che pure con i suoi ci tiene a ribadire che il provvedimento — che prevede il consenso «pieno, esplicito e attuale» sia prima che durante un rapporto sessuale «non è qualcosa che posso decidere io, è una legge di iniziativa parlamentare non governativa» — non disconosce la necessità di «mettere ordine»…
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Davanti alla prospettiva di un incontro sessuale "bisognerà andare col microfono o astenersi": così Gian Domenico Caiazza, avvocato, ex presidente delle Camere penali, ha descritto sui social l'impatto che avrebbe sui processi per stupro la norma sul consenso in discussione in Parlamento. "Altro che fuori dalla Costituzione - ha aggiunto - qui siamo fuori dalla grazia di Dio!". Davvero nelle nuove norme sulla violenza sessuale lei vede un futuro così fosco? "Purtroppo sì"…
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ROMA La strada è tracciata, ma il centrodestra non intende percorrerla con fretta. Nel giorno successivo alla frenata sul disegno di legge in materia di violenza sessuale e libera manifestazione del consenso, si prova a ripartire da dove tutto si è fermato. È la presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, di mattina, a indicare ai senatori il prossimo passo: lunedì il termine per far giungere le richieste di audizione.
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Che il diavolo sia nei dettagli è cosa nota. I dettagli, nella battaglia per una legge che metta nero su bianco che un rapporto sessuale diventa violenza, se imposto, sono nelle parole di commento. Il vicepremier parla di eccesso di spazio interpretativo, vendette personali, di una legge che finirà per intasare i tribunali, esacerbare i conflitti, un far west. Non è il solo, ne abbiamo lette tant…
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Quando la deputata Pd Laura Boldrini risponde al telefono, Matteo Salvini ha appena detto su Radio24 che «la legge Boldrini va cambiata». La diretta interessata, prima firmataria del disegno di legge votato alla Camera anche dai partiti di maggioranza, è allibita dallo stop di martedì sancito dalla commissione di palazzo Madama: «La Lega si è voluta prendere una rivincita nei confronti della prem…
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Roma – Ora dice che non conosceva i contenuti della nuova legge. Matteo Salvini, nel pieno dello scontro tra maggioranza e opposizione, sceglie di parlare a La Zanzara su Radio24, ospite di Giuseppe Cruciani che, come raccontato da Repubblica, ha guidato la rivolta da destra contro il disegno di legge che modifica il delitto di violenza sessuale, introducendo la nozione di «consenso libero e attu…
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“Inversione dell’onere della prova? Ma figuriamoci. Affermare un concetto del genere in relazione al disegno di legge sul consenso, vuol dire non conoscere il processo penale». Teresa Manente, avvocata, esperta di violenza di genere, centinaia di processi alle spalle, a capo del team legale dell’associazione “Differenza donna”, spiega (e smonta) le critiche che hanno portato all’affossamento, in …
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«Il ddl sul consenso è assolutamente condivisibile come principio, però una legge che lascia troppo spazio alla libera interpretazione del singolo è una legge che rischia di intasare i tribunali e di alimentare lo scontro invece di ridurre le violenze». Il giorno dopo l’improvvisa battuta di arresto del provvedimento in commissione al Senato è il leader della Lega e vicepresidente del Consiglio M…
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Presidente Giulia Bongiorno, avete stoppato in commissione la legge sullo stupro. La state affossando? «L’allarme è arrivato anche oltreoceano: anche testate internazionali mi chiedono come mai questo ritardo. Ma quale ritardo? Sarebbe più preciso dire che non c’è stata un’accelerazione solo perché non tutti erano d’accordo a correre. Ma il testo è arrivato martedì 25 e l’approvazione in commissione e in aula…
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Per tutta la giornata la presidente della commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno si sgola ripetendo che la legge sul consenso «libero e attuale» si farà e in tempi celeri: «L’accordo Meloni-Schlein sarà rispettato. Nessuno si deve permettere di dire che si vuole affossare la legge. In commissione è arrivata ieri e io non ho mai fatto una legge in un’ora». E allora quando si farà? A gennaio in commissione per essere approvata in febbraio, secondo le previsioni della presidente che ha deciso un…
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