Seduta serena per i bond, a differenza delle azioni. Il rendimento del Btp decennale scende di 4 punti base al 3,44% nel giorno in cui dall"agenzia di rating statunitense Moody"s potrebbe arrivare la prima promozione per l"Italia dopo oltre 20 anni, a conferma del clima di maggior fiducia verso i conti pubblici. Le prospettive di rating per l"Italia Dopo la pandemia, commentano gli strategist di UniCredit, «l"Italia ha compiuto progressi significativi, sfruttando il cambiamento nella governance economica dell"Ue per…
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Approfondimenti:
Il possibile upgrade arriverebbe dopo una serie di valutazioni positive incassate nei mesi scorsi Potrebbe arrivare questa sera una «storica promozione» del rating italiano da parte di Moody’s, che da 23 anni non migliora il giudizio sui conti pubblici del Paese. A Palazzo Chigi l’attesa è alta. Secondo molti analisti, riferisce l’agenzia di stampa Agi, Moody’s, la più prudente e severa tra le grandi agenzie di rating, potrebbe alzare la…
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È attesa per la decisione di Moody’s sul rating dell’Italia, prevista in serata. Un segnale positivo, per una promozione attesa da anni, è arrivato pochi mesi fa: il 23 maggio 2025, infatti, Moody’s ha alzato l’outlook da stabile a positivo confermando il rating Baa3. Un rating che il Paese mantiene dal 2018. Moody’s, inoltre, non promuove l’Italia dal 2002 (da Aa3 ad Aa2). Il trend positivo degli ultimi mesi fa ben sperare, con diverse promozioni.
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L’agenzia S&P Global Ratings ha mantenuto invariato il giudizio sull’Italia a BBB+ con outlook stabile, confermando la valutazione dello scorso aprile, quando il merito di credito del Paese era stato alzato dal precedente livello BBB. Si tratta della seconda valutazione dopo che Fitch il 19 settembre aveva alzato il rating dell’Italia
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La premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti lo sperano. Domani sera, almeno secondo una buona parte degli analisti, ci potrebbe essere una storica promozione dei conti pubblici italiani da parte di Moody's, la più severa tra le agenzie di rating. La fiducia Sarebbe l'ennesimo attestato di fiducia da parte dei mercati finanziari dopo la promozione di S&P Global Ratings (aprile 2025 e confermato a ottobre) da BBB…
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Il giudizio di Moody’s sull’Italia è attualmente Baa3, il gradino più basso del Lower medium grade, condiviso con Paesi come Romania, Grecia, Colombia e India. Il 23 maggio scorso, però, l’agenzia ha modificato l’outlook da “stabile” a “positivo”, facendo ben sperare per future promozioni di rating. Moody’s non aggiorna in positivo il rating dell’Italia dal 2002 (da Aa3 a Aa2), poi una graduale discesa assestatasi nel 2018 e mai più modificata fino a oggi.
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CIO di Vontobel Wealth Management Sim - ha fornito alcune indicazioni sulle possibili devisioni di Moody's in merito al rating della Repubblica Italiana. Dopo il miglioramento di outlook a maggio, l'esperto non esclude che venerdì 21 novembre 2025 l'agenzia possa anche migliorare il rating sull'Italia. Gianni Piazzoli fornisce due motivi a supporto di questa ipotesi: Il primo è che, a suo avviso, i numeri italiani sono migliori oggi rispetto a questa primavera.
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Il Pil italiano è del 6,5 per cento sopra i livelli pre-pandemia, sostenuto da investimenti, occupazione e fondi del PNRR, che continuano a dare stimolo. Stabilità politica e riforme strutturali rafforzano la credibilità. Criticità da alto debito, fabbisogno di finanziamento e declino demografico. Le maggiori agenzie di credito riconoscono i progressi compiuti dall’Italia nell’ultimo periodo sul fronte fiscale e della stabilità politica, elementi che hanno migliorato sui mercati la percezione di affidabilità del nostro…
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L’Italia arriva all’ultimo appuntamento dell’anno con il rating sul debito in buona forma. Venerdì 21 novembre, Moody’s si esprimerà sui titoli di Stato italiani, mentre lo spread Btp/Bund a 10 anni ha aggiornato i minimi dal 2010, attestandosi a 73 punti base. Nel frattempo sono arrivati i dati previsionali della Commissione europea sul deficit e sulla crescita dell’Italia. Secondo le stime, il rapporto deficit/Pil dovrebbe collocarsi al di sotto del 3% già quest’anno…
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