Jannik Sinner era un diamante grezzo che ha iniziato a brillare nel momento in cui c’è stato il cambio di coach nei mesi scorsi. Messa fine all’era Piatti nel febbraio del 2022, il 22enne di Val Pusteria ha puntato molto sulla preparazione fisica e su quella mentale, affidandosi al supercoach australiano Darren Cahill, allenatore di ben 8 numeri 1 al mondo in carriera. Ed è proprio lì che Jannik vuole arrivare: il primo passo verso la scalata alla classifica lo ha compiuto martedì…
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Stampa Jannik Sinner è nato a San Candido, un piccolo comune della provincia autonoma di Bolzano, in Trentino Alto Adige, il 16 agosto 2001. La sua famiglia è di madrelingua tedesca (suo padre si chiama Hanspeter e sua madre Siglinde) e ha un fratello adottivo di nome Mark. Jannik Sinner ha 22 anni ed è già uno dei più forti tennisti italiani di sempre. Ha vinto 10 tornei del circuito Atp (eguagliando Adriano Panatta) ed è attualmente numero 4 al mondo (anche in questo ha eguagliato Panatta).
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Jannik Sinner è nell’olimpo dei grandi, ma questa non è più una novità. La cosa che fa più effetto però è che un ventiduenne, sciatore fino ai 13 anni, ci ha abituato ad imprese ciclopiche con la naturalezza di un tennista navigato. L’ultima ha tenuto gli italiani di tutto il mondo incollati agli schermi per due ore e quarantaquattro minuti. Si, perché tanto è servito a Sinner per consegnare agli annali dello sport italiano una delle vittorie più iconiche della storia…
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, quando gli venne regalata una maglia personalizzata col numero 1, riferito ovviamente al ranking Atp. “Ho avuto l’opportunità di visitare la squadra dei miei sogni, la migliore squadra del mondo – aveva detto Nole -. A Dubai facemmo un patto: ai rossoneri lo scudetto, a me Wimbledon e in effetti è andata così. Se il Milan vince la Champions e io il Roland Garros, il prossimo anno festeggiamo insieme a Milano”.
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Quando lo guardiamo giocare lo riconosciamo subito, Jannik Sinner. Come se fosse sempre stato lì, con il ghigno del vincitore, il sorriso appena accennato e la lingua tra i denti che spunta all'ombra del cappellino bianco. Se ne sta in piedi, con le braccia lungo i fianchi, a guardare negli occhi il suo avversario appena sconfitto, l'altro, il nemico. Anche quando "l'altro" risponde al nome…
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Questo Sinner scatena la fantasia. "Starà al tennis italiano come Alberto Tomba allo sci", sentenzia qualcuno sui social. Paragoni a parte, il rischio che il libro dei record diventi un monologo di Jannik è forte. Si può dire che sia quasi una certezza, considerando la rivoluzione in atto: il rosso di San Candido sta stracciando qualunque primato nella storia di questo sport in Italia. Riga, ora c’è un prima Sinner e un post Sinner.
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