All’Alpine va riconosciuto il merito di aver aperto la strada di aggiungere un piccolo flap in coda all’attuatore delle ali mobili. La soluzione si era vista per la prima volta sulla A526 nel GP del Giappone: gli aerodinamici di David Sanchez hanno scoperto che nel volume di regolamento legato al comando dei flap era possibile cercare un po’ di carico, senza penalizzare troppo l’efficienza. La squadra di Enstone, dopo l’adozione del retrotreno Mercedes (ricordiamo…
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Il Gran Premio di Monaco è un tracciato unico nel suo genere e sui flap posteriori è apparso un elemento con una funzione aerodinamica ben precisa. Data journalist specializzato in analisi sportive senza mai dimenticare la Storia. Spiega la realtà con grafici, mappe e dataviz Durante le prove libere del Gran Premio di Monaco sono apparsi degli elementi sull’alettone posteriore delle auto. Diverse monoposto, tra cui Mercedes, Red Bull e McLaren, sono scese in pista con…
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Nel weekend in cui non c’è aerodinamica attiva, andiamo ad analizzare le ali usate a Monaco. I team si sono trovati di fronte al fatto di poter togliere quelli gli attuatori che vanno a intervenire sull'apertura e la chiusura sia della posteriore che dell'anteriore. Dì lì, ne è nata una opportunità, una possibilità, ovvero il regolamento di quelle che sono le dimensioni della vettura - da quest'anno si misura in volumi - per cui tu togliendo quello che è l'attuatore, si apre una finestra.
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Il Gran Premio di Monaco è da sempre il più glamour della stagione. Un appuntamento unico nel suo genere, sia per la configurazione della pista che per l'atmosfera che si respira al di fuori del tracciato. Le nuvole incombono sul circuito monegasco, ma questo non ha fermato gli innumerevoli yacht dall’affollare la costa del Principato. L’attenzione, però, tolta la patina lucida del micro paddock, è tutta rivolta all’interno dei box.
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In assenza della Straight Mode, quindi senza la possibilità di aprire le ali, le squadre hanno rimosso gli attuatori sull'ala posteriore e sostituiti con complesse cascate di piccoli profili alari, con l'obiettivo di aumentare il carico aerodinamico localizzato. L'irrilevanza del drag su un circuoto come Monaco e l'importanza, invece, di poter contare sul massimo carico aerodinamico e grip meccanico, ha prodotto soluzioni artistiche tanto sono complesse le forme.
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Il massimo non è mai abbastanza. Parliamo di carico aerodinamico, che a Monaco è sui valori più alti del campionato viste le caratteristiche del tracciato, che richiede un’aderenza meccanica molto alta e il supporto del carico aerodinamico per affrontare i punti veloci del circuito che pure non mancano. Da Massenet verso il Casinò, la velocissima piega sotto al tunnel, fino al Tabaccaio da media velocità e la prima variante della Piscina dove il carico aerodinamico conta eccome.
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Possiamo parlare della fantasia al potere: alla fine tutti i top team ad esclusione della Ferrari hanno portato a Monaco la loro interpretazione sul come trasformare il comando (bloccato dalla FIA) dell’ala posteriore attiva in una soluzione che potesse generare carico aerodinamico sulla pista del Principato. Abbiamo già visto le geniali soluzioni di Mercedes e Red Bull e, ovviamente, non poteva mancare la McLaren che ha inventato il suo bi-albero: sul supporto…
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Solamente due settimane fa la Formula 1 correva in Canada, uno dei tracciati con il limite di ricarica più basso dell’intera stagione, ossia appena 6 MJ al giro in qualifica. Uno scenario decisamente distante da quello di Monaco, dove si gareggerà questo weekend e dove le nuove monoposto potranno esprimersi in modo decisamente più completo. Con così tante frenate e curve lente in cui si può ricaricare la batteria mantenendo alti i giri…
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La Mercedes non ha alcuna intenzione di interrompere la sua superiorità tecnica dopo le cinque vittorie di fila (quattro di Kimi Antonelli e una di George Russell). La squadra di Brackley fra i top team sembra l’unica ad aver pensato un’ala posteriore specificatamente studiata per il tracciato di Monte Carlo, dando la dimostrazione di come una scelta tecnica possa trasformarsi in... arte. La FIA ha deciso di vietare l’uso dell’aerodinamica mobile per la…
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Monte Carlo è un unicum nel calendario della F1. Il tracciato del Principato è il più corto del mondiale ed è caratterizzato dalla più bassa velocità media. Fondamentale, quindi, generare carico aerodinamico per avere grip lungo le strade fra tombini, marciapiedi e guard rail. La Racing Bulls ha adottato sulla VCARB 03 una soluzione che aveva attirato una certa attenzione sull’Alpine A526 dal GP del Giappone: sul comando centrale dell’aerodinamica mobile…
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Ali, ali e ancora ali. Per anni Monaco è stata la terra delle soluzioni particolari, l’appuntamento in cui le squadre portavano componenti dedicati o, come tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, soluzioni uniche come le famose X‑wings distribuite lungo la vettura. Anche in questa stagione Monte Carlo non ha tradito la tradizione, perché sulle monoposto schierate in griglia sono ricomparse idee innovative.
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Il GP di Monaco 2026 può trasformarsi in una delle occasioni più concrete per mettere in discussione il dominio Mercedes. Il motivo è chiaro: la FIA ha deciso di sospendere l’utilizzo dell’aerodinamica attiva sul tracciato del Principato. Aerodinamica attiva GP Monaco: il motivo legato alla sicurezza Una scelta dettata dalla sicurezza. A Monaco, infatti, le monoposto avrebbero rischiato di raggiungere velocità troppo elevate, soprattutto in punti critici come l’uscita del…
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