La situazione è sempre più complessa nel mondo delle quattro ruote, con costruttori e produttori di componenti che sono costretti a continui tagli. Ora è un colosso del settore a dover intervenire. La crisi dell’automotive non accenna a dare segnali di miglioramento, e le aziende impegnate in esso vivono il momento peggiore della loro storia. A faticare non sono solamente i marchi che producono auto e che tutti noi conosciamo, ma anche chi si occupa di componentistica…
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La crisi che sta attraversando l’industria automobilistica tedesca si fa sempre più evidente e la recente decisione di ZF Friedrichshafen di avviare un ampio processo di ristrutturazione rappresenta un segnale inequivocabile delle difficoltà del settore. Il gruppo, uno dei principali fornitori mondiali di componentistica per auto, ha annunciato un drastico ridimensionamento della propria forza lavoro, che comporterà la perdita di 7.600 posti nella divisione Powertrain Technology entro il 2030.
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La crisi dell'elettrico colpisce ancora. ZF Friedrichshafen, colosso tedesco della componentistica automotive, ha messo nero su bianco i dettagli del piano di ristrutturazione che farà tremare l'intera filiera: 7.600 esuberi nella divisione motori, un colpo che si abbatterà principalmente sul settore delle propulsioni elettrificate. Il Prezzo del Rallentamento Elettrico Sono passati pochi mesi dall'annuncio shock di luglio, quando ZF aveva preannunciato fino a 14.000 tagli in Germania
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Il primo giorno di Matthias Miedreich alla guida di ZF segna un momento cruciale per il gruppo. Dopo l’accordo siglato a luglio con i dipendenti su una roadmap di ristrutturazione, l’ex responsabile della divisione E – il comparto powertrain – ha assunto ufficialmente la carica di CEO il 1° ottobre 2025, data che resterà storica per l’azienda non solo per il cambio al vertice. L’intesa con i lavoratori prevede che la Divisione E resti parte integrante di ZF, evitando scenari più drastici come la vendita a…
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ZF Friedrichshafen ha fornito nuovi dettagli sul programma annunciato a luglio per tagliare fino a 14 mila posti di lavoro in Germania. Il piano è volto ad affrontare il problema dell'elevato indebitamento, ma ancor di più il rallentamento della domanda di auto elettriche. Difatti, i tagli saranno concentrati proprio nella divisione per le propulsioni elettrificate. Nel complesso, saranno 7.600 gli esuberi concordati con il consiglio di fabbrica e il sindacato Ig Metall all'interno di un…
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Allarme rosso tedesco. L'epicentro dell'ultimo terremoto occupazionale è arrivato da Stoccarda, dove non hanno sede solo Porsche e Mercedes-Benz, ma anche la multinazionale Bosch, la cui divisione Mobility (70.000 addetti sui quasi 130.000 dipendenti del gruppo in Germania), quella che incide maggiormente sui ricavi, dovrà ridurre notevolmente i costi. Per questo la società, controllata da una fondazione, ha fatto sapere che taglierà 13.000 posti di lavoro, con un aumento rispetto ai 9.000 anticipati nei mesi scorsi.
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Il cuore industriale della Germania sta vivendo uno dei momenti più delicati degli ultimi decenni. A causa del rallentamento della transizione verso la mobilità elettrica, dell’aumento dei costi di produzione e della crescente concorrenza cinese, oltre 55.000 posti di lavoro sono andati perduti nel settore automobilistico tedesco negli ultimi due anni. Una tendenza che potrebbe peggiorare nei prossimi cinque anni.
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Schiacciata tra transizione all’elettrico e un buco da 2,5 miliardi, l’azienda lancia un piano di risparmi senza precedenti. È scontro totale con i sindacati. Sono 13 mila i posti di lavoro di cui Bosch, il più grande fornitore automobilistico tedesco, ha annunciato il taglio nell’ambito del suo piano di risanamento. Si aggiungono ai 9 mila già programmati lo scorso anno e impatteranno per la maggior parte sugli stabilimenti in Germania
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I conti 2025 registreranno costi in eccesso rispetto agli obiettivi per 2,5 miliardi di euro, in un contesto dell’industria automotive e della componentistica estremamente incerto sia sul fronte dei dazi statunitensi - a pesare per il 15% - che in prospettiva 2026. Sono le condizioni alla base dell'annuncio Bosch di un piano di tagli che porterà, entro la fine del 2030, ad avere 13 mila posti di lavoro in meno nei siti produttivi in Germania
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Il gruppo Bosch ha deciso di tagliare 13.000 posti di lavoro entro il 2030. Si tratta della coda lunga della crisi dell'automotive, che colpisce in particolar modo tutti i campi del settore che lavorano con il mercato automobilistico. Bosch aveva già ridotto del 3% la sua forza lavoro nel 2024, ma ora arriva la "necessità" di ridurre ulteriormente i costi. Le sezioni tedesche della divisione Mobility subiranno quindi un ulteriore calo di personale entro il 2030 con l'obiettivo…
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Continua la cura dimagrante del colosso tedesco dei componenti Bosch, una terapia d'urto che il management considera inevitabile per raggiungere una redditività del 7%, in un settore automotive sempre più in difficoltà, rispetto al 3,8% del precedente esercizio. Pronti, dunque, altri 13mila tagli entro il 2030. Già nel 2024 Bosch aveva ridotto di 11.600 unità la forza lavoro nella divisione Mobilità, la più grande del gruppo, che conta 230mila addetti nel mondo (di cui 4.500 in Germania) e genera circa due terzi dei ricavi generali: 90,3…
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Bosch, il colosso tedesco della componentistica auto, taglierà 13mila posti di lavoro entro il 2030. La ristrutturazione fa parte di un piano di risparmi da 2,5 miliardi di euro l’anno, che comprende anche disinvestimenti e semplificazione della logistica e delle catene di approvvigionamento. «Dobbiamo lavorare urgentemente sulla nostra competitività nel settore della mobilità e continuare a ridurre in modo permanente i nostri costi», ha affermato Stefan Grosch, membro del consiglio di amministrazione e direttore delle…
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Un massiccio taglio di posti di lavoro. Il gruppo Bosch, il più grande fornitore di componentistica auto al mondo, ha annunciato un piano di riduzione dei costi che prevede il licenziamento di 13mila persone entro il 2030, soprattutto nelle sedi tedesche della sua divisione Mobility. La multinazionale, che a fine 2024 contava in tutto 418mila addetti, aveva già ridotto del 3% la sua forza lavoro rispetto all’anno precedente, con 11.500 posti in meno.
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Sotto i colpi delle difficoltà del settore auto, Bosch ha annunciato che licenzierà 13.000 persone entro il 2030. Anzi, il diktat è drastico: ridurre i costi il più velocemente possibile, per colmare un divario annuo dei costi stimato in 2,5 miliardi di euro. I tagli interesseranno diverse sedi in Germania e verranno attuati progressivamente fino alla fine del decennio. Oltre al ridimensionamento del personale, Bosch prevede di ridurre i costi dei…
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Lo riporta il quotidiano Handelsblatt che cita fonti del settore. L’amministratore delegato Stefan Hartung ha dichiarato all'inizio di questo mese di prevedere una continua "lotta per ogni centesimo" con i rivali, a causa della domanda limitata e delle crescenti barriere commerciali Il più grande fornitore mondiale di componenti per auto, la tedesca Bosch, sta valutando un nuovo pesante taglio di posti di lavoro che potrebbe riguardare un numero di addetti "a cinque cifre", quindi almeno 10.000…
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