Il capo indiscusso del mandamento di Castelvetrano, arrestato il 16 gennaio 2023, nel corso dei 30 anni di latitanza era riuscito a condurre una vita da fuggiasco usando 15 diverse identità per accedere al sistema sanitario nazionale. I carabinieri indagano per conto della DDA di Palermo dopo aver acquisito in ospedali palermitani prescrizioni, ricette e documentazioni su ricoveri riferibili agli alias L'oculista Antonino Pioppo, 69 anni…
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Per curarsi, finire sotto i ferri dei chirurghi e godere di ricette intestate a prestanomi, Matteo Messina Denaro aveva costruito una ramificata rete di complicità e connivenze tra i camici bianchi. Ne sono convinti i magistrati della Direzione distrettuale antimafia – guidata dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido – , che hanno disposto perquisizioni negli ospedali Villa Sofia e Civico di Palermo per cercare di fare luce sulle coperture di cui ha goduto "‘o…
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/12/2024 06:00:00 L’ombra dell’omertà torna a calare sugli ambienti sanitari siciliani. È questo lo scenario che emerge dagli ultimi sviluppi dell’inchiesta sulla rete di protezione che ha permesso al boss mafioso Matteo Messina Denaro di vivere indisturbato la sua latitanza, interrotta due anni fa con l’arresto. I magistrati della Procura di Palermo, che da tempo cercano di diradare la fitta nebbia delle complicità, hanno ora disposto nuovi accertamenti in due ospedali del capoluogo siciliano: Villa Sofia e il Civico.
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Uno era soprannominato “il parmigiano”, un altro era “W”. Nei pizzini ritrovati nel covo di Campobello di Mazara si parla anche di “Fragolina” e dei “Gatti”. E, ancora, di “Reparto”, “Ciliegia”, “Stazzunara”, “Grezzo”, “Complicato”. Sono ancora tanti i misteriosi complici di Matteo Messina Denaro, l’ha ammesso lui stesso nel primo interrogatorio davanti ai magistrati che l’avevano arrestato: «No…
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Quindici identità accertate e usate da Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza. Emergono nuovi elementi dall’inchiesta sul boss stragista della Dda di Palermo, guidata dal procuratore capo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido. Ieri gli agenti dello Sco hanno perquisito l’ospedale Villa Sofia e l’Ospedale Civico del capoluogo siciliano, in relazione all’indagine per …
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Andrea Bonafede e Francesco Salsi sono solo due delle identità che il boss Matteo Messina Denaro avrebbe utilizzato durante la sua lunga latitanza, ma adesso la Procura ritiene di averne... Leggi tutta la notizia
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Matteo Messina Denaro aveva un segno particolare ben noto: lo strabismo all'occhio sinistro. Ed è in relazione a questo problema che, secondo la Procura, sarebbe stato visitato più volte... Leggi tutta la notizia
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PALERMO – Andrea Bonafede, Giuseppe Giglio, Vito Accardo, Gaspare Bono, Giuseppe Bono, Renzo Bono, Salvatore Bono: sono solo alcune delle false identità che durante la latitanza avrebbe usato Matteo Messina Denaro, scoperte dalla Procura di Palermo che ha chiesto agli ospedali Villa Sofia e Civico la documentazione sanitaria intestata a ben 15 pazienti ritenendo che le relative generalità possano essere state utilizzate dal capomafia.
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La Dda del capoluogo siciliano ha condotto le operazioni per scoperchiare la rete di connivenze che ha permesso la latitanza trentennale del boss Vito Accardo, Melchiorre Corseri, Vito Fazzuni, Giuseppe Giglio, Giuseppe Gabriele, Giovanni Giorgi, Giuseppe Indelicato, Simone Luppino, Giuseppe Mangiaracina e Alberto Santangelo. Gaspare, Giuseppe, Renzo e Salvatore Bono. E Andrea Bonafede. La Dda, in una operazione partita…
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Andrea Bonafede, Giuseppe Giglio e Vito Accardo, ma anche Gaspare Bono, Giuseppe Bono, Renzo Bono e Salvatore Bono. Sono solo alcune delle false identità che Matteo Messina Denaro avrebbe usato durante la sua latitanza. Le ha scoperte la procura di Palermo, che ha chiesto agli ospedali Villa Sofia e Civico la documentazione sanitaria intestata a 15 pazienti, ritenendo che le relative generalità possano essere state…
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Sono almeno quindici gli alias usati dal boss Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza. Lo hanno scoperto gli inquirenti che stanno indagando sui fiancheggiatori del capomafia arrestato il 16 gennaio 2023 dopo 30 anni di latitanza. Tra i nomi usati da Messina Denaro, morto nel settembre del 2023, spicca il quello di Andrea Bonafede, il nome usato al momento dell'arresto. Ma ce ne sono anche altri, da Vito Accardo a Gaspare Bono o Salvatore Bono
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Andrea Bonafede era solo una delle identità utilizzate da Matteo Messina Denaro per accedere al sistema sanitario nazionale. Non solo quella oncologiche ma anche quelle oculistiche. È questo l’ultimo tassello nelle indagini della Procura di Palermo, che dal giorno dell’arresto dell’ultimo grande latitante della storia di Cosa nostra sta cercando di ricostruire la rete di rapporti che…
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Cure a Messina Denaro, indagato primario di Oculistica Finisce sotto indagine il primario di Oculistica dell'ospedale Civico di Palermo, Antonino Pioppo. Secondo la Dda avrebbe favorito la latitanza di Matteo Messina Denaro. Lui dice: 'Non sapevo chi fosse' ----------------------------------- Cosa nostra nell'Agrigentino, sventata una guerra di mafia Sventata nell'Agrigentino una nuova guerra di mafia.
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I nomi isolati dai documenti trovati nei covi del boss sono tutti di persone in vita e quasi tutti di Campobello di Mazara Nelle migliaia di documenti trovati nei covi di Matteo Messina Denaro e nelle abitazioni dei suoi fedelissimi i magistrati della Dda di Palermo hanno isolato una quindicina di nomi che il superlatitante avrebbe utilizzato nei suoi 30 anni di latitanza. Non c’è dunque soltanto Andrea Bonafede fra gli alias utilizzati dal boss.
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Andrea Bonafede, Giuseppe Giglio, Vito Accardo, Gaspare Bono, Giuseppe Bono, Renzo Bono, Salvatore Bono: sono solo alcune delle false identità che durante la latitanza avrebbe usato Matteo ... Leggi tutta la notizia
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Andrea Bonafede, Giuseppe Giglio, Vito Accardo, Gaspare Bono, Giuseppe Bono, Renzo Bono, Salvatore Bono: sono solo alcune delle false identità che durante la latitanza avrebbe usato Matteo Messina Denaro, scoperte dalla Procura di Palermo che ha chiesto agli ospedali Villa Sofia e Civico la documentazione sanitaria intestata a ben 15 pazienti ritenendo che le relative generalità possano essere state utilizzate dal capomafia.
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Dopo mesi di indagini, la procura di Palermo diretta da Maurizio de Lucia ha ricostruito quindici identità della prima rossa di Cosa nostra arrestata il 16 gennaio 2023 dai carabinieri del Ros. Quindici identità che il padrino trapanese avrebbe utilizzato per far fronte alle sue necessità mediche, fra il tumore al colon e i gravi problemi alla vista. Questa mattina, il procuratore aggiunto Paolo …
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Andrea Bonafede, Giuseppe Giglio, Vito Accardo, Gaspare Bono, Giuseppe Bono, Renzo Bono, Salvatore Bono: sono solo alcune delle false identità che durante la latitanza avrebbe usato Matteo Messina Denaro, scoperte dalla Procura di Palermo che ha chiesto agli ospedali Villa Sofia e Civico la documentazione sanitaria intestata a ben 15 pazienti ritenendo che le relative generalità possano essere state utilizzate dal capomafia.
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Andrea Bonafede, Giuseppe Giglio, Vito Accardo, Gaspare Bono, Giuseppe Bono, Renzo Bono, Salvatore Bono: sono solo alcune delle false identità che durante la latitanza avrebbe usato Matteo Messina Denaro, scoperte dalla Procura di Palermo che ha chiesto agli ospedali Villa Sofia e Civico la documentazione sanitaria intestata a ben 15 pazienti ritenendo che le relative generalità possano essere state utilizzate dal capomafia.
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Matteo Messina Denaro, durante la sua latitanza, prima che insorgesse la fase terminale del suo tumore, si fece operare agli occhi per correggere un grave strabismo. Questa operazione potrebbe essere avvenuta in un ospedale pubblico palermitano e potrebbe essere stata coperta dalla sua rete di amicizie anche nella sanità pubblica. Le ricette nel covo Due ricette mediche firmate dal primario di oculistica di…
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Si allunga la lista dei medici indagati per il favoreggiamento del boss Matteo Messina Denaro. L’ultimo è Antonino Pioppo, 69 anni, ex primario di oculistica all’ospedale Villa Sofia di Palermo, poi passato a guidare il reparto al Civico. Su disposizione della Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, la polizia ha perquisito stamattina alcuni uffici dei due nosocomi e lo studio privato del dottore.
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Un medico oculista è stato indagato dalla Dda di Palermo per favoreggiamento personale aggravato nell’ambito dell’inchiesta sulla rete di fiancheggiatori del boss mafioso Matteo Messina Denaro. Come si apprende da ambienti giudiziari, dopo l’arresto del boss mafioso, il 16 gennaio 2023, vennero trovati nel suo covo a Campobello di Mazara due ricette mediche. Entrambe firmate da un noto oculista di Palermo, primario all’ospedale Civico del capoluogo siciliano con un passato al reparto Oculistica di Villa…
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Proseguono le indagini sulle coperture e l’aiuto ricevuto dal boss Matteo Messina Denaro, morto nel settembre scorso, durante la sua latitanza. Sono in corso perquisizioni negli ospedali Villa Sofia e Civico di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sulle coperture di cui ha goduto mentre di nascondeva. L’attività investigativa è coordinata dalla Dda di Palermo guidata dal procuratore Maurizio de Lucia.
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Fra i documenti che il boss Matteo Messina Denaro conservava nella sua casa covo di Campobello di Mazara, c’erano due ricette mediche. Entrambe firmate da un oculista molto noto a Palermo, il dottore Antonino Pioppo, 69 anni, dal 2019 primario all’ospedale Civico del capoluogo siciliano, ha diretto anche il reparto Oculistica di Villa Sofia. Adesso, il professionista è indagato per favoreggiament…
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