Per il volto di Avs non si può ignorare che da parte dei responsabili della comunità ebraica in Italia non vi sia stata una chiara condanna dei crimini e della pulizia etnica compiuti dal governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu
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“Si tratta di un gesto orribile, che condanno nel modo più assoluto e che non da oggi, suscita in me solo raccapriccio e orrore, anche perché la violenza è un insulto alla memoria della Brigata ebraica”. Così Davide Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica di Milano, commenta la notizia del fermo di un giovanissimo, che sarebbe responsabile degli spari del 25 aprile al Parco Schuster e che si dichiara appartenente alla Brigata ebraica.
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Aprile, Piantedosi: "Gravi manovre diversive dar colpa alle bandiere o alla questura" Sugli spari al corteo a Roma: "Buone prospettive che il responsabile possa essere individuato" Contribuisci alla notizia Contribuisci
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/ --: C’è un punto in cui la polemica smette di essere sfumatura e diventa scelta politica. E le parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sul corteo del 25 aprile ci portano esattamente lì. Perché quando Sala dice che “l’errore” della Brigata Ebraica è stato sfilare con le bandiere israeliane, non sta semplicemente commentando un episodio. Sta prendendo posizione. E la prende nel modo più discutibile possibile: scaricando il problema su chi, in quella piazza, è stato bersaglio e non…
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Quella del 25 aprile tra Corso Venezia e via Senato a Milano è stata una delle pagine più cupe nella storia della sinistra italiana. A chiedere di cacciare la Brigata ebraica dal corteo non erano solo fanatici invasati, ma donne dall’aria tranquilla, ragazze in abiti estivi che nella Gaza retta da integralisti islamici non sarebbero mai consentiti, popolo della sinistra. Il Partito democratico non ha dimostrato alcuna capacità di gestione degli eventi, lasciando sotto gli insulti la sua deputata Lia…
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Un desiderio destinato a restare tale, almeno per ora. Secondo quanto riportato dal giornalista Matteo Moretto al canale YouTube di Fabrizio Romano, Romelu Lukaku nutre il sogno di tornare a Milano – città in cui si è trovato bene e che evidentemente non ha mai smesso di sentire casa. Il problema è che le strade percorribili sono pochissime, e nessuna sembra aperta davvero. Lukaku e il sogno Milano: perché l’Inter è impossibile e il Milan non lo vuole La situazione è chiara.
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