Dopo l'incontro di ieri al Quirinale tra il capo dello Stato e il ministro Carlo Nordio, a ore la riforma della giustizia sarà prima approvata dal Consiglio dei ministri e poi incardinata in Parlamento. È un passaggio che definire storico non è retorica: separazione delle carriere tra magistrati inquirenti (i procuratori) e giudicanti (i giudici), sorteggio per i posti apicali in modo da eliminare il suk delle correnti e gran giurì per valutare il comportamento delle toghe.
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Oggi il provvedimento approda in Consiglio dei ministri. I magistrati, però, lo hanno bersagliato ancora prima di averlo letto. Probabilmente perché temono di perdere il loro potere di ricatto sulla politica.La giustizia non funziona da almeno mezzo secolo (il film con Alberto Sordi, Detenuto in att...
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Vitaliano Esposito ha indossato la toga per quasi cinquant’anni (dal 1963 al 2012) raggiungendo il vertice della gerarchia della magistratura e andando in pensione da procuratore generale della Cassazione, è uno dei pochi che, tra i suoi colleghi da sempre sostiene la necessità della separazione delle carriere. Nel 2011 nel corso di un’audizione alla Camera lei aveva spiegato perché ritenesse la separazione della carriere tra pm e…
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Un passaggio obbligato dal protocollo, si dirà. Ma di grande significato politico. Questa sera il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario Alfredo Mantovano saliranno gli scaloni del Quirinale. Li attende Sergio Mattarella, a cui porteranno la bozza definitiva di una riforma che promette di rivoluzionare la giustizia italiana e riscrivere interi articoli della Costituzione. E per questo ha bisogno più di altre di un…
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La riforma della giustizia, con la separazione delle carriere e del Csm, alla fine pare davvero pronta. E domani, martedì 28 maggio, il Guardasigilli Carlo Nordio e il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano la porteranno a Mattarella. Un incontro riservato fissato per le 19, che a sorpresa viene invece anticipato dal Foglio, che già alcune settimane fa aveva la notizia della pro…
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Ci siamo, quasi certamente. Molti indizi concorrono a suggerire che la riforma costituzionale della giustizia, imperniata sulla separazione delle carriere, possa approdare già mercoledì in Consiglio dei ministri. Lo lasciano credere i toni espliciti di una figura chiave dell’Esecutivo qual è Alfredo Mantovano, il quale oggi ha spiegato come l’urgenza della modifica risieda, tra l’altro, nella necessità di «avere due Csm».
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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Ridimensionare correnti, sono gli ultimi veri partiti organizzati" Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, difende la riforma della giustizia del ministro Nordio e il progetto di separazione delle carriere tra pm e giudici. Una separazione che però, afferma Mantovano, di fatto già esiste all’interno dell’attuale sistema giudiziario: “Noi puntiamo a portare all’attenzione del Consiglio dei ministri il disegno di…
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«Noi puntiamo a portare all'attenzione del Consiglio dei ministri il disegno di legge elaborato dal ministro Nordio cosiddetto sulla separazione per carriere. Perché cosiddetto? La separazione delle carriere c'è nei fatti già da qualche anno ed è stata nella sostanza realizzata con la riforma Cartabia, rendendo veramente molto, molto complicato il passaggio da pm al giudice, che può avvenire una sola…
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Contro una riforma costituzionale inutile e inaccettabile si lotta. Ma contro uno schiaffo che lede l’onore che si fa? Si ricorre ai duelli di ottocentesca memoria? Si lancia una sfida in campo aperto? Si corre al Colle da Sergio Mattarella? Perché è proprio un ceffone gratuito e irriverente quel sorteggio “secco” delle toghe che poi dovrebbero entrare a far parte del futuro Csm. Arriverà il 3 gi…
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