Combattimenti a Rafah fra Jihad islamica e Israele, 100mila in fuga 10 maggio 2024 Rafah, 10 mag. - In un video diffuso dalla Brigata Al-Quds, ala armata della Jihad islamica, un gruppo di combattenti spara colpi di mortaio contro soldati e veicoli israeliani a Rafah, la città di confine dove si stanno concentrando i bombardamenti israeliani e dove si vive col timore di un attacco su larga scala da un momento all'altro dell'esercito dello Stato ebraico
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Gaza, le operazioni della Jihad islamica a Rafah I filmati diffusi dalla Brigata Al-Quds, il braccio armato della Jihad islamica, mostrano i suoi combattenti che sparano colpi di mortaio contro soldati e veicoli israeliani nella zona orientale di Rafah. Dal 7 maggio, Israele ha condotto operazioni militari in alcune parti della citta', prendendo il controllo di un valico di frontiera con l'Egitto. 01:30
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I tank e le truppe dell'Idf hanno preso il controllo della strada principale che separa la parte orientale da quella occidentale di Rafah, e di fatto hanno circondato l'intero lato orientale della città, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta il sito della Reuters citando testimonianze di "esplosioni e sparatorie quasi costanti nell'est e nel nord-est della città". .
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Marco Guerra – Città del Vaticano La responsabilità di un possibile cessate il fuoco nella Striscia di Gaza è interamente nelle mani di Israele. Queste le dichiarazioni di Hamas, dopo la partenza della sua delegazione dall'Egitto, dove si stanno svolgendo i colloqui. Il movimento islamico fondamentalista sostiene che Israele abbia respinto una proposta avanzata dai mediatori e accettata dai palestinesi
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– Per arrivare a una tregua nella Striscia di Gaza "la palla ora è nelle mani” di Israele, afferma Hamas dopo gli ultimi negoziati di ieri in Egitto. Intanto la spaccatura tra Netanyahu e Biden si allarga. “Sconfiggeremo il nostro nemico” anche “da soli”, ha affermato il premier israeliano dopo che il presidente Usa ha posto come condizione per l'invio di armi offensive allo Stato ebraico la non invasione…
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Mentre nella Striscia di Gaza la gente stremata stava festeggiando il sì di Hamas alla tregua, l’esercito israeliano ha dato il via, anche se per ora a bassa intensità, all’occupazione di Rafah, dove sono ammassati più di un milione di civili palestinesi. Un bambino palestinese ferito a seguito di un attacco israeliano, viene visitato dai medici dell'ospedale Al Kuwaiti a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, l'8 maggio 2024.
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LEGGI – Guerra a Gaza, gli Usa: stop a 3.500 bombe destinate a Israele. Ma il pacchetto da 17 mld resta “Non inganneremo l’opinione pubblica: anche dopo che ci saremo occupati di Rafah continuerà a esserci il terrorismo. Hamas si sposterà a nord e si riorganizzerà. Dovunque tornerà, riprenderemo le operazioni”. Nelle parole dette ieri …
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Il governo israeliano è sottoposto a enormi pressioni sia da parte delle famiglie che delle cancellerie occidentali che premono per cercare di strappare il via libera all'intesa "Riuscite a immaginare quanto lentamente passi il tempo quando non c'è aria e stai provando a respirare? Ogni persona con coscienza e cuore, indipendentemente dalla sua origine o religione, dovrebbe chiedere il rilascio immediato degli ostaggi prima che sia troppo tardi".
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Min lettura Tel Aviv, Gerusalemme, Haifa, Beershebae Raanana. Sono le città israeliane dove hanno preso vita in questi giorni manifestazioni per chiedere al governo di Benjamin Netanyahu di accettare la proposta di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi, di non attaccare Rafah e di dimettersi. Le manifestazioni e i raduni sono iniziati già da sabato, durante gli incontri al Cairo tra Hamas e mediatori di Qatar ed Egitto, e a ridosso dello Yom HaShoah (la Giornata del ricordo dell’Olocausto).
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