Nel panorama delle microcar elettriche, la Mobilize Duo 80 Evo ha rappresentato l’erede diretta della Renault Twizy, ma con ambizioni più mature. Pur restando un quadriciclo di categoria L7e (c’è anche la versione da 45 km/h), la Duo si è proposta con un design più solido, un abitacolo chiuso, una batteria più grande e soprattutto prestazioni da auto per 16enni (over 70 km/h di velocità massima) rispetto ai modelli concorrenti di maggiore successo, come Citroën Ami e FIAT…
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La nuova mobilità di Renault Mobilize Beyond Automotive è già andata a sbattere? Renault rivede profondamente le proprie attività per la micromobilità elettrica: cessa ovunque (non solo a Milano) il car sharing Zity, dopo nemmeno cinque anni esce di scena il quadriciclo a batterie Duo e sarà smembrata l'intera divisione Mobilize Beyond Automotive Forse non è tutta colpa di Milano se il servizio di car sharing di Renault Zity è sgommato via, lontano dalla Madonnina che svetta…
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La Renault Twizy ha avuto un discreto successo e ha contribuito a far apprezzare i quadricicli elettrici che oggi piacciono e hanno un buon mercato. La casa automobilistica francese ha poi provato a bissare questo successo lanciando la nuova Mobilize Duo di cui abbiamo parlato diverse volte, una microcar offerta sia con omologazione quadriciclo leggero per poter essere guidata dai 14 anni e sia in versione quadriciclo pesante.
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Un addio alla mobilità leggera urbana, segnato da Renault con una riorganizzazione delle attività elettriche puntando solo su servizi profittevoli e soluzioni di ricarica. Giunta sul mercato praticamente all’alba della mobilità elettrica, la Renault Twizy era stata capace di conquistare una sua nicchia di mercato. In che modo? Grazie a dimensioni ultra-ridotte e a un’indubbia praticità di utilizzo che, inserendolo nell’inedito spazio che separa le superutilitarie dagli scooter, lo…
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BASSE PROSPETTIVE All’alba della mobilità elettrica, la piccola Renault Twizy riuscì a ottenere un discreto successo. La Mobilize Duo (nelle foto) avrebbe dovuto raccogliere l’eredità, proponendosi sia come quadriciclo leggero di categoria L6e (paragonabile ai cosiddetti “cinquantini”), sia come quadriciclo pesante L7e (guidabile dai 16 anni con patente B1). Il condizionale in questo caso è d’obbligo perché, a distanza di meno di un anno dalla sua commercializzazione, il gruppo Renault ha interrotto la produzione della Duo.
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Renault ha deciso di interrompere la produzione del Mobilize Duo, il quadriciclo elettrico che avrebbe dovuto rappresentare l’evoluzione “chiusa” del concetto Twizy. Il gruppo francese ha citato “prospettive di redditività limitate”come ragione per lo stop al progetto e per la chiusura del capitolo Duo. La scelta sul Duo si inserisce in un ridimensionamento più ampio delle iniziative nate sotto l’ombrello Mobilize Beyond Automotive, la struttura…
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Il Mobilize Duo è già storia. A pochi mesi dal debutto commerciale, Renault ha deciso di fermarne subito la vendita del suo nuovo quadriciclo elettrico. Non è sostenibile dal punto di vista economico. La scelta, arrivata direttamente dal nuovo amministratore delegato François Provost, segna la fine anticipata del quadriciclo elettrico pensato come erede del Twizy. E, più in generale, mette un punto alla strategia Mobilize Beyond Automotive.
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Renault Group ha deciso di interrompere i progetti della divisione Mobilize Beyond Automotive, dopo aver constatato che i modelli di micro mobilità e car sharing non garantivano una sostenibilità economica adeguata. La scelta conferma le difficoltà dell’intero settore nel trasformare la sharing economy applicata all’auto in un business stabile e replicabile. Il Gruppo francese integrerà diverse attività nelle sue funzioni principali, mentre il CEO François Provost prepara un nuovo…
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La stagione "romantica" della micro-mobilità sembra volgere al termine. Renault Group ha deciso di archiviare i progetti più ambiziosi della sua divisione Mobilize Beyond Automotive, dal car sharing urbano ai micro-veicoli elettrici, dopo aver constatato che la sostenibilità economica non era all’altezza delle attese. Una conferma di come la sharing economy applicata all’auto fatichi a trasformarsi in un business maturo e ripetibile.
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