Il dato, vero, su cui riflettere è la crescente influenza della Cina in Medio Oriente. Pechino, l'anno scorso, aveva mediato un accordo di pace fra l'Arabia Saudita e l'Iran, acerrimi (ed eterni) nemici nella regione. «Il risultato principale – ha detto sulla questione palestinese il ministro degli Esteri cinese Wang Yi – è stato quello di chiarire che l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina è l'unico rappresentante legittimo del popolo palestinese».
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La Cina propone un approccio in tre fasi per risolvere la questione palestinese: un cessate il fuoco globale, duraturo e sostenibile nella Striscia di Gaza il prima possibile; i "palestinesi che governano la Palestina"; infine, la Palestina membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, l'inizio della soluzione dei due Stati e una conferenza di pace autorevole e di ampio respiro. E' quanto ha detto il ministro degli Esteri Wang Yi negli incontri con le 14 fazioni palestinesi che hanno coinvolto anche…
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Fatah e Hamas, oltre ad altre 12 fazioni palestinesi, hanno firmato in Cina un accordo per la gestione di Gaza dopo la fine del conflitto con Israele e per "promuovere la riconciliazione" dei palestinesi. L'intesa, mediata da Pechino, ha 14 punti. Al Jazeera ne riporta alcuni, i principali. I gruppi hanno dichiarato di concordare sull'istituzione di un governo di unità nazionale ad interim che sarebbe responsabile della Cisgiordania e di Gaza.
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