La forzatura del governo non frena la mobilitazione popolare per chiedere il referendum sulla riforma Nordio. Anzi, tra lunedì e martedì la raccolta firme lanciata prima di Natale da 15 giuristi ha avuto una nuova impennata, raccogliendo 25mila adesioni in poche ore: le sottoscrizioni sono ormai 380mila, cioè oltre il 75% delle 500mila da raggiungere entro il 30 gennaio, quando scadranno i tre mesi dalla…
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“Non vedo l’ora che gli italiani votino” al referendum. “Un sì, un bellissimo sì liberatorio anche per tanti magistrati ostaggi delle correnti, dove spesso non prevale il merito ma l’appartenenza ideologica. Facciano ciò che credono, ma gli italiani stravoteranno sì, ne sono convinto”. Lo afferma il vicepremier e ministro al Mit, Matteo Salvini, a margine di un convegno organizzato dalla Lega al Senato
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"La riforma Nordio non riguarda solo aspetti tecnici (il Csm, le carriere di giudici e pm), non riguarda solo gli addetti ai lavori. La riforma Nordio ha un impatto diretto sulla vita concreta e i diritti di tutti". Questo concetto, illustrato dal presidente dell’Anm Marche e procuratore di Ascoli, Umberto Monti, introduce i motivi del "no" al referendum sulla separazione delle carriere. Monti fa parte di "Giusto dire No", organismo sorto nelle Marche a sostegno del "no", che comprende…
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Gaetano Azzariti, docente di Diritto costituzionale all’Università Sapienza di Roma, fa una pausa: “Io ho espresso forti criticità rispetto al merito di questa riforma. Ma quando le dico che quella decisa dal governo è una forzatura, non penso al contenuto della revisione proposta, ma al fatto che in tal modo non si tengono in gran …
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Ricorda pure la bicamerale di Massimo D’Alema per giustificare il sì di certi pezzi di sinistra al referendum sulla separazione delle carriere, l’ex deputata dem, Claudia Mancina, durante il convegno organizzato da Libertà e Giustizia a Firenze, “La Sinistra che dice sì”. Per l’occasione, Stefano Ceccanti ha arruolato un pezzo da novanta, il presidente emerito …
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Ora sappiamo che si voterà il 22 e 23 marzo: quindi mancano due mesi e dieci giorni al referendum sulla giustizia, o meglio sulla separazione delle carriere dei magistrati con la fine — si suppone — del potere delle correnti. Le forze in campo sono abbastanza delineate. Sabato 10 gennaio ha preso il via a Roma la campagna del No con una riunione di innumerevoli sigle (dai Giuristi democratici al…
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Referendum giustizia, Della Vedova: Non regalare alla destra bandiera di riforma giusta e necessaria
Referendum giustizia, Della Vedova: Non regalare alla destra bandiera di riforma giusta e necessaria 12 gennaio 2026 "Ho votato a favore della riforma sulla separazione delle carriere in entrambi i passaggi alla Camera, senza esitazioni. Non perché sia la riforma di Nordio, di Meloni o tantomeno di Berlusconi, ma perché è una riforma che affonda le sue radici nella tradizione pannelliana, radicale, liberale e socialista.
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La notizia è arrivata a Consiglio dei ministri ancora in corso, confermando l’ipotesi anticipata da Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno: il referendum sulla giustizia si terrà il 22 e il 23 marzo, assieme alle elezioni suppletive per i seggi alla Camera lasciati vacanti da Alberto Stefani e Massimo Bitonci, il primo eletto presidente del Veneto, il secondo nominato nella Giunta. Una decisione anticipata (e seguita) dal dibattito furente sulla riforma…
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"Dato che purtroppo nel governo non c'è cultura istituzionale ce ne dovremo fare carico noi. Informeremo domani il presidente della Repubblica delle nostre iniziative a tutela della legalità repubblicana in tutte le sedi". Così l'avvocato Guglielmi, portavoce del Comitato promotore della raccolta di firme popolari per il referendum sulla Giustizia, dopo la scelta delle date del 22 e 23 marzo. "Il governo ha deciso di ignorare la Costituzione", aggiunge.
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Un gruppo di giovani di Crema e del cremasco scende in campo contro la riforma costituzionale della giustizia. Martedì 13 gennaio alle 17 al Bar Parco di viale Europa presenteranno il Comitato referendario per il No. Sabato mattina, in un incontro costitutivo presso la Camera del Lavoro, è stato ampliato il comitato con l'adesione di cittadine e cittadini provenienti da diverse realtà del territorio.
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Il 22 e 23 marzo si voterà per il referendum sulla riforma della Giustizia (qui spiegata in 3 punti), che prevede la separazione delle carriere di giudici e pm, la creazione di due Csm e l'istituzione di un'Alta corte disciplinare. La campagna per il Sì e per il No è già partita: ecco come sono schierati i partiti di maggioranza e opposizione. La riforma è stata firmata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio: tutti i partiti che sostengono la…
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Come preannunciato dalla premier Giorgia Meloni in occasione della conferenza stampa di inizio anno, il Consiglio dei ministri ha fissato per il 22 e 23 marzo le date in cui si svolgerà il referendum confermativo della riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere dei magistrati. Si tratta di un referendum che prescinde dal quorum. Il che significa che la consultazione popolare è valida al di là di quanti elettori si recheranno alle urne e…
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Il Movimento centralità familiare, guidato dall’ambasciatore Davide Vinciprova, ha ufficializzato il proprio sostegno al “Sì” in vista del referendum sulla giustizia previsto per marzo 2026. Anche il gruppo agrigentino del movimento, affiancato dall’avvocato Calogero Lo Giudice, segretario della Camera penale di Agrigento, organizzerà fino alla data del voto convegni, tavole rotonde e manifestazioni pubbliche per spiegare le ragioni della scelta e promuovere una giustizia…
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Il referendum confermativo sulla riforma della giustizia per la separazione delle carriere si terrà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Il consiglio dei ministri di oggi, 12 gennaio, ha confermato la data annunciata dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno. L’appuntamento alle urne potrebbe essere però spostato se la raccolta di firme in corso per un nuovo referendum dovesse raggiungere quota 500 mila entro fine gennaio, dando luogo a un intervento della…
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Referendum, Barbera: la riforma garantisce toghe da correnti 12 gennaio 2026 Firenze, 12 gen. - La riforma della giustizia che sarà sottoposta a referendum "garantisce di più sia i giudici sia i pubblici ministeri e da cosa li garantisce di più? Dalle correnti! E' il governo che può soffocare l'indipendenza dei magistrati? Sono le correnti". Lo ha detto il presidente emerito della Corte Costituzionale Augusto Barbera intervenendo a Firenze a un'iniziativa di LibertàEguale a favore del Sì al…
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Come preannunciato dalla premier Giorgia Meloni in occasione della conferenza stampa di inizio anno, il Consiglio dei ministri ha fissato per il 22 e 23 marzo le date in cui si svolgerà il referendum confermativo della riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere dei magistrati. Si tratta di un referendum che prescinde dal quorum. Il che significa che la consultazione popolare è valida al di là di quanti elettori si recheranno alle urne e dunque si procede al conteggio dei voti…
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La riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati vuole introdurre in Costituzione una netta divisione tra le carriere dei magistrati giudicanti (i giudici) e quelli requirenti (i pubblici ministeri). La riforma è stata approvata definitivamente dal Senato il 30 ottobre e, non avendo ricevuto il voto di almeno due terzi dei deputati e dei senatori, dopo il via libera sono state presentate alcune richieste di referendum per confermarla da parte dei parlamentari sia di maggioranza…
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Il referendum sulla riforma della giustizia si terrà il 22 e 23 marzo. Lo ha stabilito, secondo quanto si apprende, il Consiglio dei ministri nella riunione di oggi. Nelle stesse date si voterà anche per le elezioni suppletive della Camera dopo le dimissioni dei leghisti Alberto Stefani e Massimo Bitonci, rispettivamente nel governatore del Veneto e neo assessore alle Imprese e al commercio della stessa regione.
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"Nel prossimo referendum non si vota né a favore del governo Meloni né contro, ci saranno altre occasioni per poter giudicare quel governo e le altre occasioni saranno le elezioni politiche del prossimo anno". Lo ha detto Augusto Barbera presidente emerito della Corte Costituzionale intervenendo a Firenze a un evento organizzato da Libertà Eguale Toscana dal titolo "La sinistra che vota sì" al referendum sulla riforma della giustizia.
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ROMA – Secondo quanto si apprende, il Cdm che si è concluso da pochi minuti a palazzo Chigi ha stabilito che il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere si terrà il 22 e 23 marzo. Il Comitato per il sì e il Comitato per il no al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati scaldano i motori in attesa del voto. Il centrodestra è compatto per il sì. Nel campo largo i centristi di Italia Viva e Azione si smarcano a favore della riforma voluta dal governo.
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Il Consiglio dei ministri ha deciso di indicare domenica 22 e lunedì 23 marzo come date del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia. Nella stessa data si voterà anche per elezioni suppletive. Confemata quindi l'indicazione data dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di fine anno. Gli italiani saranno chiamati a confermare o meno la riforma della Giustizia approvata dal Parlamento.
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A quanto si apprende mentre la riunione è ancora in corso, il cdm ha deciso di tenere il 22-23 marzo il referendum confermativo sulla riforma della giustizia, fissando la consultazione per la data annunciata dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di fine anno. La data scelta però potrebbe cambiare se la raccolta di firme in corso per un nuovo referendum dovesse raggiungere quota 500 mila entro fine gennaio, dando luogo a un intervento della Corte costituzionale
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Referendum sulla giustizia, il governo fissa la data, si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Ma il periodo potrebbe cambiare: ecco perché Di Il Consiglio dei Ministri ha deliberato di tenere il 22 e 23 marzo il referendum confermativo sulla riforma della giustizia, fissando la consultazione per la data annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa di…
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Caricamento player Il referendum sulla riforma della giustizia promossa dalla maggioranza di governo si terrà fra domenica 22 e lunedì 23 marzo. Le date erano state anticipate nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e sono state confermate durante il primo Consiglio dei ministri del 2026, che si è tenuto lunedì pomeriggio. Al referendum ora manca solo l’ultimo passaggio formale: dovrà essere indetto ufficialmente dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella…
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Il Consiglio dei ministri ha deciso: si vota domenica 22 e lunedì 23 marzo al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Nella stessa data si voterà anche per elezioni suppletive. Dopo il blitz sfumato del 29 dicembre, è arrivata da parte del governo l’accelerazione. In Consiglio dei ministri ha convocato le urne per il 22 e 23 marzo dove i cittadini dovranno espremersi a favore o contro il referendum sulla riforma della giustizia.
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Roma, 12 gen. – Il referendum sulla separazione delle carriere si terrà il 22-23 marzo. E’ quanto è stato deciso durante la riunione del Consiglio dei ministri. Nella stessa giornata si terranno anche le elezioni suppletive per i collegi lasciati vacanti in Veneto da Stefani e Bitonci
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Alla fine il governo ha deciso di forzare. Come anticipato dal Fatto e poi confermato dalla premier Giorgia Meloni, il Consiglio dei ministri ha fissato al 22 e 23 marzo il voto sulla riforma Nordio, senza attendere i tre mesi dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale. Una scelta che viola la prassi seguita in tutta la storia repubblicana, ignorando le oltre 350mila firme già raccolte dall’iniziativa…
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Decisa dal Consiglio dei ministri la data del referendum per dire sì o no alla riforma della Giustizia: la consultazione si svolgerà domenica 22 e lunedì 23 marzo. Nella stessa data si voterà anche per elezioni suppletive. A confermarlo e' stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, all'uscita da palazzo Chigi dopo la riunione dell'esecutivo. Il referendum ha catalizzato il dibattito politico ma anche quello tra le toghe: qui come si sono schierati i magistrati.
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Il Consiglio dei ministri ha deciso oggi che il referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia, che prevede la separazione delle carriere dei magistrati, si terrà i prossimi 22 e 23 marzo. Lo aveva anticipato la premier Meloni già nei giorni scorsi. Nella stessa data si voterà anche per elezioni suppletive. Opposizioni e comitati promotori del No chiedono però più tempo per la raccolta firme e per la campagna referendaria.
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Il nostro caro Governo, che ha inaugurato l’anno aumentando l’età pensionabile, ci chiama al voto per un nuovo referendum. Non sono ancora state fissate le date di apertura delle urne, e non sarà abrogativo bensì costituzionale, quindi senza la necessità di raggiungere alcun quorum. Da settimane si sono già formati schieramenti che supportano le ragioni del “sì” e del “no”. Se seguissi ciò che i miei partiti di riferimento suggeriscono (a oggi mi interrogo su quali siano, i miei ipotetici partiti di riferimento della sinistra, ma sorvoliamo), dovrei crocettare sul “no”, e chi propende…
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Per il momento i fumogeni delle opposte propagande coprono la sfida che sta covando dietro le quinte. Ma la fine è nota: nel giro di qualche settimana la diatriba attorno al referendum sulla giustizia si politicizzerà, si sposterà dal merito al giudizio più complessivo sul governo e sulla sua leader, Giorgia Meloni. Si trasformerà, piaccia o no, in un plebiscito…
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Incontro pubblico a Manfredonia dal titolo “Riforma Nordio: perché è giusto dire no?”, ospitato nella sala delle vetrate di Palazzo San Domenico, sede del Comune. L’iniziativa ha offerto un’analisi critica della riforma della giustizia proposta dal governo, soffermandosi in particolare sui nodi della separazione delle carriere, del ruolo del pubblico ministero e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.
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Venerdì 16 gennaio alle ore 17:00, il salone di rappresentanza di Palazzo Geremia ospiterà un incontro informativo aperto alla cittadinanza dedicato al referendum costituzionale sulla riforma della magistratura e sulla separazione delle carriere. L’appuntamento si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco Franco Ianeselli e metterà a confronto le diverse posizioni riguardo al quesito referendario.
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Il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e dei magistrati inquirenti fa venire alla luce l'esistenza delle due sinistre che da sempre sono dentro il corpaccione della storia della sinistra italiana
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Attivo anche a Sassari il ''Comitato Camere Penali per il Sì'', legato alle 129 Camere Penali Italiane, l'associazione degli avvocati penalisti. Obiettivo, spiegano, informare su un referendum che divide soprattutto per quanto riguarda la separazione delle carriere dei magistrati e il sorteggio dei membri del CSM L'intervistata: MARIA GRAZIA SANNA - COMITATO ''CAMERE PENALI PER IL SÌ'' - SASSARI
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Centro Congressi Frentani a Roma gremito per l’apertuta della campagna referendaria per il No al referendum sulla Magistratura. Dal palco il segretario della CGIL Maurizio Landini: “la maggioranza dei cittadini italiani se gli parli di separazione della carriera non sai di cosa stai parlando”. Per Nicola Fratoianni: “i giudici sono l’ossessione di questa destra da trent’anni, ma questa è una controriforma che non migliora in nessun modo i problemi della…
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"La partita e' apertissima e sono convinto che gli italiani e le italiane respingeranno al mittente una controriforma della Costituzione e della magistratura". Lo ha detto il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, tornando sul referendum sulla giustizia a margine dell'assemblea regionale del partito in corso a Milano. "Quando si parla di Costituzione - ha aggiunto - gli italiani sono vigili, lo hanno dimostrato molte volte".
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"La riforma nasce come conseguenza del nuovo codice di Giuliano Vassalli, socialista riformista, e se si guarda la storia di queste aree politiche, c'erano posizioni piuttosto ampie per il si' provenienti sia dai Ds che dalla Margherita. La nostra associazione 'Liberta' Eguale', con persone tutte di centrosinistra, sostiene da
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Vi sarò inutile, più del solito, temo: fra votare sì al referendum sulla separazione della carriere oppure votare no, o andarmene in montagna, come mi ha suggerito il mio amico Luca Josi con una variazione credo intimistica sul tema marittimo craxiano d’inizio anni Novanta, e ostentatamente sterile poiché è un referendum senza quorum e chi resta a casa las…
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Ci sono anche il presidente Marco Muscariello, e il segretario Maurizio Capozzo, in piazza a Napoli, per il Sì al referendum sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e inquirenti: la Camera Penale di Napoli sta incontrando i cittadini in via Scarlatti, al Vomero, per illustrare il quesito del referendum sulla giustizia in programma a marzo. L'iniziativa a favore della riforma rientra nel programma varato dall'Unione nazionale Camere Penali che vede gli avvocati impegnati in 120 piazze in…
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Serviva il referendum sulla legge Nordio per portare clamorosamente in scena una questione - chiamiamolo pure un derby non concluso - che anima e dilania la sinistra italiana soprattutto dai primi anni 90 del secolo scorso con la vicenda di Mani Pulite: avere un'identità giustizialista, o almeno di fiancheggiamento o addirittura di compenetrazione con il potere togato, oppure dispiegare sull'onda di padri nobili del socialismo come Giuliano…
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Il procuratore di Crotone punta il dito contro le falle del sistema: «Ci sono pochi giudici e pm, c’è un turnover esagerato e si potrebbero fare mille riforme a costo zero. Ma di questo nessuno parla» Nel dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia, che prevede anche la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti, il procuratore di Crotone Domenico…
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Il sabato mattina a Roma per il No, il lunedì pomeriggio a Firenze per il sì. Nel campo largo si è aperto un weekend lungo, sicuramente double face, sulla riforma per la separazione delle carriere. Nella Capitale ci sono Elly Schlein, Giuseppe Conte e il duo Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli che, insieme a Maurizio Landini, fanno la "faccia feroce" contro il governo e danno battaglia. Mentre per una parte del mondo riformista l'appuntamento è per domani.
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Serviva il referendum sulla legge Nordio per portare clamorosamente in scena una questione - chiamiamolo pure un derby non concluso - che anima e dilania la sinistra italiana soprattutto dai primi anni ’90 del secolo scorso con la vicenda di Mani Pulite: avere un’identità giustizialista, o almeno di fiancheggiamento o addirittura di compenetrazione con il potere togato, oppure dispiegare sull’onda di padri nobili del socialismo come Giuliano Vassalli, per non dire di…
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«Confesso, non mi appassiona la data del referendum, parliamo del merito». Nicolò Zanon, già vicepresidente della Consulta, professore a Milano di diritto costituzionale, è presidente del comitato per il Sì vicino al governo, sebbene la squadra non sia ancora davvero partita. Presidente Zanon, la premier ha anticipato: 22 e 23 marzo. Ma non è una forzatura, con l’altra raccolta di firme ancora in…
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ABSTRACT Chi deve decidere come votare al prossimo referendum non può ignorare che da trent’anni è in corso in Italia una campagna contro la Magistratura. L’ha iniziata a suo tempo Berlusconi, per motivi suoi personali, ma buona parte della classe politica l’ha fatta propria e la prosegue, trovandovi il suo tornaconto: ampliare l’area dell’impunità per politici e amministratori. L’attuale maggioranza, nella sua visione autoritaria dello Stato, l’ha estesa a un ulteriore obiettivo, quello di abolire i controlli che la Costituzione prevede sull’attività…
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L’ottimismo della volontà non deve mancare mai. Quindi, anche se il governo e i comitati del Sì al referendum costituzionale vanno avanti come carri armati ormai da mesi nella loro guerra senza quartiere alla magistratura, possiamo dare per buona la definizione data dalla segretaria del Pd Elly Schlein alla fine del battesimo pubblico del comitatone della «società civile per il No» presieduto da Giovanni Bachelet, ieri al centro Frentani di Roma: «Una buonissima partenza».
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Nel Partito Democratico, schierato ufficialmente per il No, c’è una voce fuori dal coro nel ferrarese. È quella di Marcella Zappaterra, consigliera regionale dell’Emilia-Romagna, che ha scelto di sostenere il Sì al referendum sulla riforma costituzionale della magistratura e di aderire all’iniziativa “La sinistra che vota Sì”, in programma lunedì 12 gennaio a Firenze. Una scelta in controtendenza rispetto alla linea dem, che Zappaterra motiva entrando nel merito del quesito referendario e respingendo una lettura…
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