Il tema del rafforzamento delle autonomie regionali è presente nel dibattito politico da almeno un trentennio. È stato spesso visto come un tema tipico del Nord del Paese, con le venature secessioniste impresse dalla Lega. Ma è stato anche un tema importante per il centrosinistra, con venature più federaliste. Centrosinistra che arriva nel 2001 ad una riforma (per molti versi problematica) che riconosce alle regioni un’ampia autonomia.
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Al via anche in città, come nel resto d'Italia, la raccolta firme per il referendum abrogativo della Legge Calderoli sull'Autonomia differenziata voluta dal governo di centrodestra. Come nelle piazze di tutto il Paese, anche a Lamezia si sono ritrovati centinaia di cittadini, in questa prima giornata, insieme ai rappresentanti del Comitato promotore presieduto dal coordinatore Mario De Grazia con accanto esponenti dei…
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“Questo è un percorso molto importante. Vogliamo abrogare questa legge perché non è ciò di cui il Paese ha bisogno”. A dirlo è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che questa mattina (20 luglio) ha firmato al banchetto allestito presso l’ospedale San Filippo Neri, a Roma. Parte così la raccolta delle sottoscrizioni per indire nuovo referendum – dopo quelli della Cgil sul lavoro le cui firme sono state portate ieri in Cassazione – per abolire l’Autonomia differenziata.
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I leader dell'opposizione sono oggi nelle piazze di diverse città italiane per lanciare la raccolta firme volta a indire il referendum contro l'Autonomia differenziata, già richiesto anche da cinque regioni.
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Contenuti Correlati Autonomia differenziata: depositato in Cassazione il quesito referendario abrogativo Al via il 20 e 21 luglio 2024, la campagna di raccolta firme per il referendum integralmente abrogativo della legge sulla autonomia differenziata, promossa dal Comitato referendario costituito da un vasto schieramento di forze sociali, politiche, associative e della società civile. Depositato in Cassazione il quesito referendario.
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(Adnkronos) – “Piaccia o non piaccia il bipolarismo che io volevo rimettere in discussione, non si rimette in discussione, cioè alle prossime elezioni o votate la destra o votate la sinistra. E’ così, siccome bisogna scegliere, preferisco andare a fare l’ala moderata del centrosinistra che non stare a inseguire un ipotetico terzo polo, che purtroppo per responsabilità varie a cominciare da Calenda non c’è più”.
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