– Ancora una volta l’acqua arriva, fa paura, ma stavolta si è fermata. Tra la vigilia e Natale il Faentino e la Bassa Romagna hanno vissuto ore di tensione per una piena che poteva trasformarsi in disastro. È stata fortuna, oppure il sistema ha retto? A rispondere è Claudio Miccoli, geologo ed ex dirigente della Difesa del suolo regionale, voce critica e fuori dal coro, oggi tra gli esperti chiamati a supportare la…
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Dopo il Natale in allerta rossa per il maltempo e il rischio esondazione di alcuni fiumi in Emilia Romagna, la deputata riminese di Fratelli d'Italia Beatriz Colombo punta il dito sulla giunta de Pascale. “Siamo a dicembre 2025 e sono trascorse inutilmente tre estati dalla prima alluvione del maggio 2023, che ha colpito duramente l’Emilia-Romagna - attacca la deputata e componente della Commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico -.
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L’ennesima alluvione in Emilia Romagna, questa volta evitata, ci dimostra due certezze. Da una parte i pur parziali interventi di prevenzione del sistema idrogeologico hanno evitato i disastrosi danni delle alluvioni del 2023 e 2024. Ma per ora. Perché i nuovi eventi, ripetuti in poco tempo, e sempre più intensi, confermano che i mutamenti climatici non sono il futuro ma il presente, anche da noi. Interventi intelligenti, leggeri ma diffusi, sono perciò sempre più necessari.
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La chiesetta di Valmaggiore ha il tetto di cristallo e fra i castagni secolari si scorge un Cristo sottile: nel 1506 passò un uomo su un cavallo bianco, Papa Giulio II. Nell’autunno del 1944 i muri divennero retrovia del fronte, a 698 metri d’altitudine. E ora qui, sul crinale fra Castel del Rio, Fontanelice e Casola Valsenio sbranato dalle infinite alluvioni, la chiesetta resiste, nonostante i secoli, nonostante le guerre, guardando dall’alto la Romagna, il mare, l’Emilia che fu dei Bentivoglio, la Toscana
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Maltempo di Natale a Cotignola Per Fratelli d’Italia Bassa Romagna “è giusto riconoscere l’utilità del sistema di allerte e il lavoro di chi opera sul territorio, ma non possiamo ignorare la verità: bastano due giorni di pioggia per mettere in ginocchio la Bassa Romagna. Questo non è normale e non può più essere liquidato come un effetto inevitabile del cambiamento climatico”. “La fragilità del nostro territorio è il…
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L’ondata di maltempo di Natale è stata il quinto evento estremo in meno di tre anni in Romagna. Ancora una volta i bacini del Senio e del Lamone sono entrati in crisi: pianure a rischio di allagamento, evacuazioni, nuove frane in collina e in montagna. Continuiamo a chiamarli “eventi estremi”, ma ormai sono la regola. A questo punto la domanda non è più se torneranno, ma se il nostro modello di sviluppo sia ancora sostenibile.
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Il Natale l'hanno fatto fuori casa a centinaia, sgomberati dai sindaci, tra Lugo e Villanuova, nella parte di Romagna dove ormai l'alluvione è un incubo. Un incubo che per la Procura di Ravenna non è figlio solo del clima ma di colpe precise, tradotte alla vigilia delle Feste in dodici avvisi di garanzia per i disastri del 2023 e 2024. Lo scossone politico non c'è stato, anche perché la responsabilità per i pm è tutta dei funzionari accusati di disastro colposo.
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Il bacino del Mediterraneo sta attraversando una fase di attività convettiva eccezionalmente intensa, con un numero di fulminazioni che, in pochi giorni, ha raggiunto valori tipici dei mesi autunnali più turbolenti. Decine di migliaia di scariche elettriche stanno interessando vaste aree del mare e delle regioni costiere, confermando come l’avvio dell’inverno meteorologico presenti caratteristiche decisamente anomale rispetto alla…
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