L’assemblea delle aziende dell’indotto siderurgico riunitasi nella serata di lunedì 15 gennaio nella sede di Aigi insieme ad una delegazione degli autotrasportatori di Casartigiani ha deliberato, all’unanimità, di inviare un ultimo ed ennesimo ultimatum al Governo nazionale che in queste ore sta decidendo il futuro dello stabilimento siderurgico. Le aziende iscritte ad Aigi che costituiscono l’ottanta per cento dell’indotto ex Ilva con una forza lavoro di oltre 4000 unità, attendono entro giovedì prossimo una risposta.
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«Non era poi così difficile prevederlo». Sergio Cofferati nel 2018, quando lo Stato consegna al gruppo ArcelorMittal le chiavi dell’Ilva, è all’ultimo dei suoi dieci anni da parlamentare europeo per l’alleanza fra Socialisti e Democratici. E di fronte a un’euforia ministeriale per la scelta del leader mondiale della siderurgia manifesta subito tutti i suoi dubbi. «Si capiva…
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Mercoledì è il termine fissato per una chiusura consensuale del rapporto in modo da evitare il contenzioso legale. Per arrivare ad una definizione pacifica, secondo indiscrezioni riportate da Adnkronos, lo Stato italiano è pronto ad offrire quattrocento milioni di euro (duecentocinquanta, secondo altre stime) ad Arcelor Mittal al fine di estromettere i francoindiani dalla guida di…
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Mercoledì è il termine fissato per una chiusura consensuale del rapporto in modo da evitare il contenzioso legale. Per arrivare ad una definizione pacifica, secondo indiscrezioni riportate da Adnkronos, lo Stato italiano è pronto ad offrire quattrocento milioni di euro (duecentocinquanta, secondo altre stime) ad Arcelor Mittal al fine di estromettere i francoindiani dalla guida di Acciaierie…
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Il divorzio tra lo Stato e Arcelor Mittal, che dev’essere definito entro il 17 gennaio se consensuale o avere sviluppi giudiziari impensabili e infiniti, rappresenterà comunque un punto e a capo. Già: ma quale a capo? Senza pruderie, senza false coscienze, è necessario che lo Stato ripari al disastro compiuto in dieci anni dalla malagestio privata all’errata vendita a Mittal, e nel frattempo ai nodi mai sciolti della tutela ambientale e delle responsabilità.
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“Separazione/divorzio consensuale”: è questa l’ultima trovata retorica sull’infinita vicenda ex Ilva. Questa la linea che il governo ha lasciato intendere si starebbe perseguendo per risolvere in via definitiva il rapporto tra Invitalia e ArcelorMittal e a cui starebbero lavorando gli studi legali che affiancano i due partner. Una terminologia alquanto inusuale, come se si stesse parlando della storia di due persone giunte alla decisione di interrompere la loro relazione sentimentale.
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Quattrocento milioni di euro. Sarebbe questo l'importo per l'uscita di Mittal dal suo 40% di Acciaierie d'Italia, l'ex Ilva . La cifra entrerebbe nella trattativa in corso tra il governo e ArcelorMittal, con il gruppo franco-indiano che potrebbe anche accettare un valore più basso. Lo riporta il quotidiano La Repubblica, secondo cui la base di riferimento sarebbe la valutazione della società realizzata da Enrico Laghi e verificata da Kpmg verso la fine del 2020, in occasione…
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Il sottosegretario al Mimit Massimo Bitonci: «I legali trattano per evitare future cause, ma gli indiani non avranno più poteri nella gestione. L’ad Morselli? Giudizi negativi da fornitori e indotto».La palla è in mano agli avvocati e il risultato della trattativa tra i legali di ArcelorMittal e que...
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Da tempo si rincorrono voci di un possibile interessamento del gruppo Arvedi all’ex Ilva. E da Federacciai arriva l'appello. Il presidente Antonio Gozzi ha definito il cavaliere «un industriale della siderurgia italiana in grado di affrontare la sfida rappresentata dal salvataggio di ex Ilva». In un’intervista parlando dell’industriale dell'acciaio che ha rilevato le acciaierie di Terni e del quale si parla come dell'uomo in grado di rilanciare Piombino, Gozzi ha…
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Il pagamento di 400 milioni per ricomprare la quota azionaria di ArcelorMittal è il primo passo per portare l’ex Ilva fuori dal tunnel ma per rilanciarla servono altri esborsi Quattrocento milioni secchi: è questa la richiesta avanzata dal gruppo franco-indiano ArcelorMittal per togliere le tende, vendere la propria quota ed uscire dall’azionariato delle Acciaierie d’Italia (ex Ilva) dopo il conflitto insanabile che si è…
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MILANO – Come in una partita a poker, ora il gruppo indiano Mittal va a vedere le carte dell’avversario, per scoprire se c’è gioco o se è un bluff. In palio c’è la più grande acciaieria d’Europa, l’ex Ilva, che da circa tre anni vede i suoi due soci, il gruppo franco indiano ArcelorMittal e l’agenzia di Stato Invitalia, battagliare sui soldi che servono per rilanciare il polo produttivo. Nell’ult…
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Perché la tragedia industriale dell’Ex Ilva è nata nelle procure Lo stabilimento ex Ilva di Taranto non sta tirando le cuoia a causa di una crisi produttiva o di mercato; è stato assassinato dalla magistratura pugliese. L'analisi di Giuliano Cazzola. Il comunicato di palazzo Chigi risuona come una campana a morto: “Nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con ArcelorMittal sull’ex Ilva di Taranto, la delegazione del Governo ha proposto ai vertici dell’azienda la sottoscrizione dell’aumento di…
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Vi spiego chi ha ucciso davvero l’ex Ilva Lo stabilimento ex Ilva di Taranto non sta tirando le cuoia a causa di una crisi produttiva o di mercato; è stato assassinato dalla magistratura pugliese. L'analisi di Giuliano Cazzola. Il comunicato di palazzo Chigi risuona come una campana a morto: “Nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi con ArcelorMittal sull’ex Ilva di Taranto, la delegazione del Governo ha proposto ai vertici dell’azienda la sottoscrizione dell’aumento di capitale sociale, pari a 320 milioni di euro, così da concorrere…
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Ex Ilva, ma anche Wartsila e Marelli. Sono ancora tante le nubi all'orizzonte e c'è anche qualche spiraglio che si apre. Per alcune delle vertenze industriali più critiche, è con un bilancio in chiaroscuro che si chiude una settimana intensa e convulsa. Carico d'incognite è il futuro dell'acciaieria tarantina, e con essa quello del futuro della siderurgia italiana, e del sito di Bagnoli della Rosandra della multinazionale finlandese Wartsila, mentre la svolta che si è concretizzata negli ultimi giorni per Marelli apre, almeno per il…
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Ci sono innumerevoli motivi per tenere in vita l'ex Ilva di Taranto. E se non bastassero i 10.700 lavoratori diretti (circa 20mila considerando anche l'indotto), le tante motivazioni economiche ed industriali sono quelle che stanno obbligando intorno a un tavolo - con lo scopo di trovare un accordo consensuale - i due soci di Acciaierie d'Italia (Invitalia e Arcelor Mittal), da tempo separati. I potenziali costi sociali sono i più immediati e chiari
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L'assemblea delle aziende dell'indotto siderurgico, che si è riunita ieri sera nella sede dell'associazione Aigi, insieme a una delegazione degli autotrasportatori di Casartigiani, ha deliberato all'unanimità di inviare un ultimatum al Governo in merito alla questione del ristoro dei crediti maturati con Acciaierie d'Italia. Le aziende iscritte ad Aigi, che costituiscono l'80% dell'indotto ex Ilva con una forza lavoro di oltre 4mila unità, "attendono - è detto in una nota - entro giovedì prossimo una…
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Novità pensioni 2024, grazie alla rivalutazione del 5,6% gli importi dell’assegno saranno più alti. Scopriamo di quanto. L’INPS ha pubblicato le tabelle con la rivalutazione 2024 delle pensioni. L’indicizzazione piena sarà del 5,4% ma solo per alcuni percettori. Facciamo chiarezza per capire l’ammontare dell’incremento dell’assegno. Non fatevi illusioni, si tratta sempre di cifre contenute. Il mese di gennaio è dedicato al meccanismo di perequazione per…
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Il mese di gennaio porterà tanti soldi alle famiglie italiane. L’Assegno Unico sarà più ricco in seguito alla rivalutazione. Scopriamo l’ammontare dei nuovi importi. La rivalutazione viene applicata anche all’Assegno Unico. Significa che le erogazioni di gennaio 2024 avranno importi più elevati rispetto alle somme del 2023. Si arriva a toccare quota 200 euro a figlio. Ottima notizia per le famiglie italiane.
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