Un periodo di congedo dal lavoro di 5 mesi, pagato al 100% per le madri e altrettanto per i padri, compresi i lavoratori autonomi. Sembra un miraggio per chi vive in Italia (più che un diritto siamo abituati a vedere queste misure come un lusso che solo all'estero ci si può permettere), ma per un po', anche da noi, è stata una possibilità. Ora il governo ha bocciato la proposta per il congedo obbligatorio paritario.
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C'era uno spazio parlamentare, previsto dalle regole proprio per consentire alle opposizioni di avanzare proposte utili al Paese. E invece, ancora una volta, è stato sprecato. La bocciatura alla Camera della proposta sul congedo parentale paritario (cinque mesi di congedo retribuiti al 100% per ciascun genitore, estesi anche agli autonomi) è la dimostrazione plastica dell'irresponsabilità economica di una sinistra che continua a ignorare i vincoli di bilancio.
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La proposta, a prima firma Elly Schlein, prevede cinque mesi di congedo parentale obbligatorio per ciascun genitore non trasferibile. Ma il centrodestra respinge la proposta: le coperture finanziarie sono "inidonee"
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Nulla da fare per il riequilibrio delle responsabilità di cura dei figli piccoli tra madri e padri. La maggioranza ha bocciato la proposta di legge per un congedo paritario ben retribuito avanzata da tutti i partiti di opposizione. Il sostegno alla natalità per il governo e la sua maggioranza non comprende il sostegno ad una paternità accudente. Era già chiaro quando il governo, a partire dalla M…
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