Con l’indubbia efficacia oratoria che tutti le riconoscono, Meloni si è più volte tolta la giacca da presidente del Consiglio e ha indossato il casco del leader di partito pronto a battersi con Prodi e Monti, con Conte e Schlein, con Renzi, Bonelli e altri personaggi anche di secondo piano. Ieri al Senato l’obiettivo era soprattutto Renzi che, come Prodi, le aveva rimproverato di essere succube della nuova narrazione trumpiana portata qui in Italia da Elon Musk divenuto suo caro amico.
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Dal cappotto di Obama alle basette di Milei, dal superbonus a Elon Musk. E così, tra gli «eeeeh» che arrivano dai banchi della sinistra e gli «ohh ohh» con cui Giorgia Meloni risponde loro facendo il verso, va in scena la seconda tappa delle comunicazioni della presidente del Consiglio al Parlamento in vista del Consiglio europeo. La premier comincia in sordina, parlando dell’automotive e dell’approccio «troppo ideologico» avuto fin qui dall’Europa in tema di sostenibilità.
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E' andato in onda vero e proprio show al Senato, con accuse dai banchi dell'opposizione e difesa da quello del governo. Uno dei tanti ai quali la premier, Giorgia Meloni, ha abituato l'emiciclo nei suoi due anni di governo. Uno spettacolo che a tratti sembrava replicare il suo intervento di Atreju, almeno nei toni, quelli che sovente la accompagnano e con cui si è difesa dalle critiche di Mario Monti, poi del M5S ma anche dal…
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Giorgia Meloni si è presentata ieri a Bruxelles con molti auspici, qualche desiderata e l’investitura dei media, da Politico a Financial Times, “the strong man”, il leader più influente a livello europeo, “il ponte” tra Europa e Stati Uniti. Senza dubbio il governo più stabile tra i 27. I punti di Giorgia Oltre a questo la premier italiana ci ha messo del suo e nella tradizionale due giorni in Parlamento per spiegare alle Camere…
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L’«effetto Mattarella» è durato poco, il tempo di ringraziare i suoi per gli encomi e di rispondere a qualche senatore di opposizione. Poi però Giorgia Meloni ha cambiato registro. Le accuse di amichettismo, le cinque domande di Matteo Renzi, Mario Monti che le ha rinfacciato un certo «provincialismo» in Europa e Alessandra Maiorino del M5S che le ha dato della «bulla della Garbatella», hanno incendiato anche la replica al Senato.
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Non aspetta la fine del dibattito e il voto che promuove come da copione la sua linea con 100 sì, 64 no e un astenuto. Troppo importante per Giorgia Meloni il vertice sui Balcani a Bruxelles, prologo del Consiglio europeo che inizia oggi. Occasione per ribadire la posizione italiana favorevole all’allargamento della Ue. "Dobbiamo riconoscere i progressi compiuti e premiare gli sforzi fatti. L’Italia è al vostro fianco: l’Europa è la vostra casa", il succo del…
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Il duello con gli ex premier Renzi e Monti, lo scontro impietoso con M5s sul famigerato Superbonus, la polemica con il Pd. Al Senato il secondo round parlamentare di Giorgia Meloni, alla vigilia del Consiglio europeo, si trasforma in una sorta di corrida con le opposizioni. Con la premier che risponde colpo su colpo alle critiche: il senatore a vita Monti la punge sul «protettorato morale» di Elon Musk («Troppa provincialistica soddisfazione per il plauso di certi potenti»)? «Ma che film avete visto?», reagisce lei.
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«A beautiful day». Letteralmente, una bella giornata. Difficile dire se alla fine sia andata davvero così, ma tant’è. La scritta è sull’astuccio arancione da cui Giorgia Meloni, ieri, ha sfilato a più riprese penne e matite per prendere appunti ascoltando al Senato le repliche degli eletti alle sue comunicazioni pre-Consiglio europeo. E mentre lo fa, specie quando prendono la parola i senatori del M5s o quando tocca a Matteo Renzi, non è che la giornata sembri volgere realmente per il meglio.
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Roma — Chissà che hanno pensato i ragazzi dell’istituto Marconi affacciati in piccionaia, nell’emiciclo di Palazzo Madama, guardando i senatori (e la presidente del Consiglio) gareggiare a chi ululava di più. Un suono gutturale che all’inizio era un «Eeeeeh» — come dire: capirai! — e che poi, replicato una decina di volte, strillato, rimbalzato da un lato all’altro dell’aula, destra e sinistra, s…
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Roma — «Noi dem sovranisti? Siamo sempre stati sovranisti digitali, per la tutela dei dati personali e la regolamentazione europea. Piuttosto Giorgia Meloni stia lontana da un miliardario che ha un enorme potere e influenza l’economia e la politica mondiali». Antonio Nicita, senatore del Pd, ex commissario Agcom e membro del Regulatory Scrutiny board della Commissione europea, ieri in aula ha cri…
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I toni sono quelli di sempre, se possibile più rissosi e a tratti striduli del solito. L’intento di Giorgia Meloni, nella replica al Senato dopo il dibattito sulle sue comunicazioni in merito al prossimo Consiglio europeo, invece è diverso da quello di 24 ore prima alla Camera. È arrivato a destinazione il messaggio del capo dello Stato: un invito perentorio rivolto a tutte le parti politiche ma anche ai media perché abbandonino l’uso smodato della categoria amico/nemico e della contrapposizione insanabile.
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Durante il tradizionale passaggio in Parlamento prima del Consiglio europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è scontrata con le opposizioni sul tema di Caivano. La premier ha rivendicato quanto realizzato nel comune campano, facendo il verso ai mugugni che si alzavano dai banchi della minoranza. Cosa ha detto Meloni in Parlamento Cosa è stato fatto a Caivano Il passaggio parlamentare prima del Consiglio europeo Cosa ha detto…
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È Giorgia Meloni show al Senato. In sede di replica, dopo la discussione generale per le comunicazioni generali rese in vista del Consiglio europeo, la premier si lascia andare a risatine, battute, fa il verso ai senatori dell’opposizione, strabuzza gli occhi, si mette le mani nei capelli. A rendere l’idea è il capogruppo al Senato di Italia Viva. “Le aule che si trasformano in un talk show, una premier ricorre a battute da Bagaglino per chiamare un facile applauso, la vacuità che aleggia dentro…
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Musk, Monti: “Meloni stia attenta alle amicizie con chi ha influenza su economia” L’ex presidente del Consiglio parla a ‘Di Bella sul 28’: “Premier non ha detto nulla quando Musk ha fatto apprezzamenti negativi sul sistema giudiziario italiano. Riconosco che la Meloni ha notevoli capacità nelle relazioni con l’Europa ma cerchi di creare consenso e non dissenso”. In onda stasera 18 dicembre ore 21.10 “Chi ha una posizione molto importante come la presidente Meloni nel sistema…
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Lo stretto rapporto tra Giorgia Meloni e Elon Musk è ormai diventato un problema di natura istituzionale e un fattore di preoccupazione per le scelte di politica estera e di sicurezza dell’Italia. È un problema, prima tra tutti, per Sergio Mattarella. Nel suo discorso di ieri di fronte alla stessa Meloni, il Capo dello Stato ha lanciato l’allarme sulla democrazia minacciata dai tecno-capitalisti. Il pensiero di tutti è andato all’uomo più ricco del mondo, capace con i suoi soldi e…
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