Tanto rumore e proteste per nulla. La polemica che si è scatenata sulla prima della Scala per l'identificazione del loggionista da parte delle forze dell’ordine, ha un precedente. Prima di Marco Vizzardelli che si è scatenato con l'urlo "Viva l'Italia antifascista" il 7 dicembre scorso al teatro del Piermarini di Milano, c'è stato infatti un altro loggionista, Mauro Fuolega, che nel 2000, ormai 23 anni fa, ha gridato: "Vergogna" durante l’ultimo atto…
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Di Francesca Carone Le parole hanno un significato. Esattamente come i gesti. Ma le parole hanno anche un’intelligenza. Un’empatia, una sfumatura, un colore e una storia. Hanno uno spazio e un tempo dove muoversi e respirare. Una parola porta con sé altre parole. Altre storie. Altri significati. E in essa trovano spazio sentimenti ed emozioni, nostalgie e ricordi. Una parola può salvare e distruggere, può rimettere le cose a posto.
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Claudio Brigliadori 11 dicembre 2023 Altro che «Viva l’Italia anti-fascista». Vizzardelli, il loggionista della Scala che ha agitato la Prima del Don Carlo con il suo urlo potrebbe andare a lezione di provocazione da Annalisa Chirico. «Avremmo preferito sentire, che so, un viva la gnocca, che forse avrebbe avuto una maggiore attinenza con i movimento della società contemporanea». La battuta della giornalista provoca un sorrisetto politicamente scorretto pure in Carlo Cottarelli, l’economista di…
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PROMOSSI Qui si (anti)fa l’Italia. Marco Vizzardelli, giornalista 65enne, loggionista habitué della Scala, è stato identificato dalla Digos dopo aver urlato “Viva l’Italia antifascista” appena dopo l’inno di Mameli e poco prima della Prima al Piermarini. Tutti l’hanno sentito, a parte il Presidente del Senato, che sull’antifascismo, si sa, è sempre stato un po’ sordo. …
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Negli ultimi giorni si è parlato molto del loggionista e giornalista 65enne Marco Vizzardelli che, subito dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli alla prima della Scala del 7 dicembre, ha urlato “viva l’Italia antifascista”. La sinistra si è scagliata contro gli agenti della Digos, colpevoli a loro dire di aver chiesto i documenti all’uomo a causa dei suoi ideali. I campioni “antifà”, però, si sono dimenticati che in passato è già successo e senza che all’accaduto…
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L'identificazione da parte della Digos del loggionista che alla Scala ha urlato "viva l'Italia antifascista" ha sollevato non poche polemiche a sinistra. La stessa sinistra che non ha mai risparmiato insulti ai suoi avversari. Ne parla Francesco Storace su Libero. Ministri e sottosegretari di centrodestra sono stati più volte contestati, ma agli aggressori non è successo nulla. E a Sanremo nel 2013 tutti zitti quando fu fermato un fan di Berlusconi
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La Scala di Milano inaugura la nuova stagione teatrale con il Don Carlo, alla presenza di autorità, vip e personalità del mondo dello spettacolo, dell’arte e della cultura. Tuttavia, in maniera del tutto inaspettata, il protagonista assoluto della serata è un giornalista 65enne semisconosciuto, tale Marco Vizzardelli, il loggionista che, appena terminato l’inno di Mameli, si è abbandonato al grido liberatorio “Viva l’Italia antifascista”.
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«Viva l'Italia antifascista!»: dopo il Teatro alla Scala di Milano, il grido è risuonato alla Nuvola dell'Eur, a Roma, al momento dell'ingresso di Elly Schlein alla fiera della piccola e media editoria «Più libri più liberi». La segretaria del Pd è stata invitata a presentare il libro libro di Giorgia Serughetti «La società esiste». Al grido è seguito un lungo applauso del pubblico. Il giornalista Marco Damilano, che…
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Marco Vizzardelli, sessantacinque anni, melomane: schedato dalla Digos di Milano. Ha "gridato" in teatro che l'Italia è per Costituzione una Repubblica anti fascista. All’inizio della liturgia del Natale di Sant’Ambrogio, celebrata nel tempio della Scala dal “Don Carlo” di Verdi, è sbottato mentre risuonavano le ultime note dell’inno nazionale: “Viva l'Italia antifascista". Apriti cielo. Un tipo (pare un ministro) che nel santuario della lirica ci passava per caso, gli ha risposto…
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Il caso del loggionista del Teatro alla Scala ha tenuto banco per almeno un paio di giorni. I fatti sono noti: dopo l’inno di Mameli, alla presenza di Ignazio La Russa e Matteo Salvini, qualcuno dalla galleria ha urlato “viva l’Italia antifascista”. Applausi in platea, polemiche fuori. Perché la Digos – come ci ha spiegato qui un poliziotto – ha dovuto per dovere di servizio identificare il responsabile di quel grido.
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Scintille a Otto e mezzo (La7) sulla protesta del loggionista Marco Vizzardelli alla prima della Scala all’indirizzo del presidente del Senato Ignazio La Russa. Protagonista principale della bagarre è il direttore editoriale del Secolo d’Italia Italo Bocchino, collegato da Londra, che, pur esordendo in modo soft nel suo intervento definendo legittima la contestazione di Vizzardelli…
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Marco Vizzardelli identificato dalla Digos si racconta a Otto e mezzo Roma, 9 dic. "Dopo la mia dichiarazione pubblica durante il primo atto in prima galleria alla Scala al buio sono stato avvicinato da un personaggio che aveva quel modo di fare che ho intuito immediatamente essere un agente in borghese. Lui ha capito che ero allarmato e mi ha fatto segno di stare tranquillo che non c'era niente di grave.
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"Dopo la mia dichiarazione pubblica durante il primo atto in prima galleria alla Scala al buio sono stato avvicinato da un personaggio che aveva quel modo di fare che ho intuito immediatamente essere un agente in borghese. Lui ha capito che ero allarmato e mi ha fatto segno di stare tranquillo che non c'era niente di grave. Dopo di che riaccese le luci, iniziato l'intervallo, ha tirato fuori il distintivo e mi ha detto 'sono della Digos e dovrei identificarla'.
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Il Pci ha avuto un ruolo nella lotta di Liberazione nazionale, ma nessuno si permetta di sottovalutare il ruolo primario ed essenziale di noi democristiani in seno alla Costituente e alla relativa redazione della Carta stessa Ho avuto modo di riflettere in questi giorni circa l'evento dell'inaugurazione alla Scala di Milano, laddove si è parlato poco o meno dell'opera messa in scena, ovvero il "Don Carlo"…
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Il nuovo idolo della sinistra italiana si chiama Marco Vizzardelli, ha 65 anni, collabora con una rivista di ippica e ha guadagnato le pagine dei quotidiani gridando "Viva l'Italia antifascista" durante la prima della Scala. Basta poco per fomentare i partigiani da tastiera, che faticano a esaltarsi con gli
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“Il mio grido ‘Viva l’Italia antifascista’ alla prima del Don Carlo alla Scala? Io sono sicuramente inquietato dal fatto che alla presidenza del Senato ci sia una figura come Ignazio La Russa. Insomma, essere un po’ inquietati mi sembra abbastanza normale e legittimo“. Sono le parole pronunciate a Otto e mezzo (La7) dal giornalista Marco Vizzardelli, balzato agli onori delle cronache per aver…
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Il gravissimo quadro internazionale con due guerre nel loro corso si riflette in vario modo in Italia, anche con episodi in cui talora il dramma si intreccia con il grottesco. Partiamo da quello meno grave, cioè dal grido: “Viva l’Italia anti fascista” che un loggionista e esperimentato melomane ha pensato bene di urlare dopo l’inno d’Italia alla Scala: la vista sul palco reale di Ignazio La Russa, Presidente del Senato, evidentemente lo ha sconvolto al punto tale da lanciare quel…
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L’uomo che dopo l’inno di Mameli alla Scala ha urlato “Viva l’Italia antifascista” si dice preoccupato per le celerità con cui è stato identificato. “Non può non venirmi il dubbio che siamo alla soglia di uno stato parafascista”, ha detto Marco Vizzardelli all’Ansa. L’uomo, che il 7 dicembre era a teatro per assistere alla Prima del Don Carlo, ha dichiarato: “Non sono un pericoloso comunista, al massimo un liberale di sinistra, ma non reggo…
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