L’anziano Ali Khamenei guarda al futuro accigliato. Non è bene cambiare i programmi della Guida Suprema. Ma nemmeno il capo della Repubblica Islamica può opporsi al destino. La morte di Ebrahim Raisi è giunta inattesa, e il regime è apparso impotente, per troppe ore esposto ai venti della Storia, costretto persino a un’umiliante richiesta d’aiuto ai nemici di…
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L'appello della Guida suprema giunge dopo che alle parlamentari di inizio anno è stata registrata un'affluenza molto bassa La Guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, chiede la “massima” affluenza nelle elezioni presidenziali che si terranno venerdì, per “sconfiggere il nemico“. Khamenei ha tenuto un discorso in occasione della festività sciita di Eid al-Ghadir, mentre molti dei suoi spettatori gridavano “Morte all’America! Morte a Israele!”.
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Le elezioni presidenziali in Iran si terranno venerdì 28 giugno, con un anno di anticipo rispetto al previsto, a seguito della morte del presidente ultraconservatore Ebrahim Raisi in un incidente in elicottero il mese scorso. Questo evento cruciale arriva in un momento di grande instabilità interna, caratterizzata da un crescente malcontento popolare, apatia degli elettori e turbolenze regionali dovute alla guerra tra Israele e Hamas
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Le elezioni anticipate di venerdì in Iran non sono dall’esito scontato e la variabile determinante sarà l’affluenza: “Se si riuscirà a convincere gli elettori ad andare alle urne, invertendo la tendenza all’astensionismo, allora il prossimo presidente della Repubblica islamica potrebbe anche essere un riformista, mentre un’affluenza scarsa porterà alla vittoria di un ultraconservatore”. È l’analisi condivisa con Agi da Nicola Pedde, direttore dell’Institute for Global Studies – think tank specializzato sui…
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Le elezioni previste il prossimo 28 giugno si svolgono in un contesto che vede un crescente malcontento interno, l'apatia degli elettori e le forti turbolenze regionali con la guerra tra Israele e Hamas
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Le elezioni anticipate del prossimo 28 giugno in Iran rappresentano un appuntamento particolarmente significativo: eleggeranno il presidente che, insieme all'attuale Parlamento, potrebbe essere chiamato a gestire l'epocale sfida della transizione ai vertici del Paese, con l'avvicinarsi della successione alla Guida Suprema, Ali Khamenei, 85 anni, la più alta e potente carica di un sistema fatto di diversi centri di potere.
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Lo dice all'AGI, Nicola Pedde, direttore dell'Institute for Global Studies - think tank specializzato sui temi della politica, della sicurezza e dell'economia nelle regioni del Medio Oriente e dell'Africa - a meno di una settimana dalla consultazione che deciderà il successore di Ebrahim Raisi
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