Ho scritto Il diavolo veste Prada a 20 anni: non c'era un piano, stavo semplicemente descrivendo qualcosa che mi sembrava fedele alla mia esperienza di assistente di una donna potente prima di avere la distanza necessaria per smussare gli spigoli Sto vivendo una sorta di shock esistenziale: qualcosa che ho scritto quando avevo vent’anni non solo è ancora attuale, ma in qualche modo… è tornato di moda.
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Sorpresa: “Il diavolo veste Prada 2”, 20 anni dopo l’originale, non è solo un film di intrattenimento che strizza l’occhio alla “fanbase” ma tocca i nervi scoperti di una editoria in crisi, in mano a tecnocrati incompetenti, consulenti finanziari ossessionati dal taglio dei costi e magnati egocentrici. E Miranda Priestley, in fondo, non è così lontana dalla Katharine Graham di “The Post”. Pupi Avati gira tra Roma e Jesolo una storia di caduta e (forse) di rinascita.
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“Il diavolo veste Prada 2” sfila in vetta al box office: quasi 3 milioni in un giorno, supera Barbie
Il diavolo fa le pentole e pure i coperchi: Il diavolo veste Prada 2 sfila in vetta al botteghino. Nella giornata di mercoledì 29 aprile, l’incasso al cinema in Italia ha raggiunto i 3.486.795 euro, segnando un +244% rispetto allo stesso giorno del 2025 e del +128% rispetto a una settimana fa. Atteso con ansia da milioni di fan, le recensioni embargate fino all’ultimo, Miranda e co. hanno portato a casa un esordio impressionante…
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I punti chiave "Il Diavolo veste Prada 2" include numerosi stilisti in cameo, come Dolce&Gabbana e Donatella Versace Le apparizioni trasformano il film in una passerella reale del sistema moda, evidenziando il loro star power La moda nel film non è solo sfondo, ma parte attiva e integrante della narrazione e delle dinamiche di potere Contenuto generato dall’AI: può contenere errori Da sinistra, Stefano…
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