Non un agguato né un regolamento di conti. Sui monti dei Nebrodi prende corpo l’ipotesi di un tragico incidente di caccia dietro il triplice omicidio avvenuto il 28 gennaio in un bosco di Montagnareale, in provincia di Messina. Una sequenza di spari, innescata da uno scambio fatale, avrebbe provocato la morte di tre uomini nel giro di pochi istanti. Secondo la ricostruzione della Procura di Patti, Giuseppe Pino, 44 anni, sarebbe stato scambiato per un cinghiale da Antonio Gatani, 82enne di Patti.
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Nessun regolamento di conti, nessun agguato, nessun dramma familiare. Sembra essere arrivata a un punto di svolta l’indagine sul misterioso triplice omicidio dei tre cacciatori sui monti Nebrodi. Un tragico incidente di caccia, nel quale uno degli uomini sarebbe stato scambiato per un cinghiale e quindi ferito a morte, un altro avrebbe sparato a sua volta e alla fine in un tragico gioco di azione reazione tre persone avrebbero perso la vita.
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Una serie di circostanze per certi versi assurde hanno portato ad una strage il 28 gennaio, nei boschi di Montagnareale, sui Nebrodi messinesi. C'era nebbia quella mattina. Antonio Gatani, 82 anni, andava a caccia di un cinghiale, sente un rumore e coglie un movimento rapido: spara, ma colpisce, non avendolo visto, un altro cacciatore, Giuseppe Pino, che cade a terra morto, raggiunto da cinque pallettoni .
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Cacciatori trovati morti a Montagnareale, indagato ammette la sparatoria "a catena" per un cinghiale
La nebbia, un uomo scambiato per un cinghiale e un effetto domino di spari: si dipana, con le prime ammissioni di una persona che ora è stata indagata, il mistero che ha avvolto la morte di tre cacciatori, trovati privi di vita nei boschi dei Nebrodi nell’area di Montagnareale, in provincia di Messina. La catena di eventi si sarebbe innescata quando uno dei cacciatori avrebbe sparato per errore uccidendone un altro e ferendo un terzo uomo.
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Non è stato un agguato né un regolamento di conti. È stata, secondo l’ultima ricostruzione investigativa, una tragica sequenza di errori e reazioni istintive a trasformare una battuta di caccia in una strage. Un colpo sparato per sbaglio, un altro per difesa, un terzo forse per panico. Così, nelle campagne di Montagnareale, il 28 gennaio scorso, tre cacciatori hanno perso la vita nel giro di pochi minuti.
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La tragica sparatoria nei boschi dei Monti Nebrodi del 28 gennaio sembra essere nata da un terribile errore di caccia. Secondo le ricostruzioni iniziali della Procura di Patti, Giuseppe Pino, 44 anni, sarebbe stato scambiato per un cinghiale da Antonio Gatani, 82 anni, che lo avrebbe colpito dopo aver notato un movimento nella radura. La catena di eventi drammatica si è subito intensificata: Davis Pino, 26 anni e…
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Inoltre, a dare ulteriore valore a ciò, anche le verifiche della telecamera che aveva con sé una delle due persone decedute dopo gli spari. A diverse settimane di distanza dalla tragica sparatoria avvenuta a Montagnareale, Messina, si delinea lentamente ciò che potrebbe effettivamente aver avviato la sparatoria improvvisa sui Nebrodi che, a conclusione, ha portato alla morte di tre cacciatori sui quattro coinvolti.
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La svolta Cacciatori uccisi a Messina, confessa l'unico indagato "Ho sparato al fratello più giovane, aveva appena fatto fuoco e ucciso il mio amico" avrebbe detto il bracciante agricolo 50enne di Patti"
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Colpito e sotto choc per la morte del fratello, Devis avrebbe a quel punto impugnato la sua arma e fatto fuoco su Gatani, uccidendolo. A questo punto sarebbe entrato in gioco A.S., 50enne amico di Gatani, uscito con lui per andare a caccia, come raccontato dal figlio di Gatani che lo aveva visto allontanarsi quella mattina col padre. Sentito dagli inquirenti, A.S. avrebbe ammesso di essere stato presente e di aver partecipato alla sparatoria, reagendo…
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Scambiato per un cinghiale. Così è morto Giuseppe, uno dei fratelli Pino, ucciso da un colpo sparato da un ottantaduenne che appena ha visto qualcosa muoversi davanti a lui nella radura non ha esitato e ha premuto il grilletto del suo fucile a pallettoni. Antonio Gatani cacciava da quando era ragazzino i cinghiali neri dei monti Nebrodi in quel bosco di Montagnareale in provincia di Messina. La m…
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C’era nebbia la mattina dello scorso 28 gennaio, nei boschi di Montagnareale, sui Nebrodi messinesi. La visibilità non era buona, pioveva. Antonio Gatani, 82 anni, da poco arrivato allo stretto e fangoso sentiero che portava alla radura scelta per la caccia al cinghiale, sente un rumore e coglie un movimento rapido: certo che si tratti della preda, spara, ma colpisce, non avendolo visto, un…
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"Quella mattina c'ero. Ero lì e ho partecipato alla sparatoria". Le ammissioni del quarto cacciatore, il bracciante agricolo A.S., 52 anni, amico dell'82enne Antonio Gatani, trovato morto il 28 gennaio insieme ai fratelli Giuseppe e Davis Pino, 26 e 44 anni, chiariscono il giallo di contrada Caristia, a Montagnareale (Messina), sui Nebrodi settentrionali. Non hanno valore probatorio, perché, quando ha parlato, l'uomo veniva sentito come persona informata sui fatti e non era ancora…
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L’ombra lunga di un pesante errore procedurale si allunga sempre più sulla strana, stranissima storia dei tre cacciatori uccisi a fucilate nei boschi dei monti Nebrodi, un pezzo di provincia di Messina: tre morti misteriose da decifrare e per questo potrebbe essere decisiva la web-cam dell’arma usata dalla più giovane delle vittime, Devis Pino, di 25 anni. L’occhio elettronico del suo fucile ha …
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Potrebbe essere nelle webcam del fucile della più giovane delle vittime la chiave del giallo dei tre cacciatori trovati morti, uccisi a colpi di fucile, sui Nebrodi nel messinese. Gli investigatori stanno analizzando il filmato per cercare di comprendere la dinamica dei fatti: cosa non semplice perchè il video, girato nel bosco all’alba, sarebbe poco chiaro. Le vittime furono i fratelli Davis e Giuseppe Pino , di 26 anni e 44 anni di San Pier Niceto, e Antonio Gatani , 82…
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Protesta uno dei legali che assiste il bracciante, indagato per omicidio volontario: perché le dichiarazioni dell'uomo sono state prese senza la presenza di un avvocato. L'inchiesta sull'uomo amico di una delle vittime Ha ammesso di aver sparato l’unico indagato per l’omicidio dei tre cacciatori, trovati morti il 28 gennaio nei boschi di Montagnareale, sui Nebrodi in provincia di…
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