Le esecuzioni in Iran tornano al centro dell’allarme internazionale dopo la denuncia del Consiglio nazionale della resistenza dell’Iran (Ncri), che parla del rischio di una nuova stagione di repressione politica su larga scala. A lanciare l’allarme è Mohammad Mohaddessin, presidente della Commissione per gli affari esteri del Ncri, secondo cui l’attuale ondata di esecuzioni potrebbe rappresentare il preludio a un massacro simile a quello del 1988, quando il regime iraniano, secondo la…
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Approfondimenti:
Pena di morte | Aggiornamento: Amihossein Hatami è stato messo a morte la mattina del 2 aprile. Babak Alipour, Pouya Ghobadi, Akbar (Shahrokh) Daneshvarkar e Mohammad Taghavi Sangdehi sono gli ultimi prigionieri politici e dissidenti messi a morte in Iran alla fine di marzo. Vahid Bani Amerian, Abolhassan Montazer, Mohammad Amin Biglari, Ali Fahim, Abolfazl Salehi Siavashani, Amirhossein Hatami …
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Gli ultimi ad essere impiccati sono stati due prigionieri politici, all’alba del 30 marzo: Ali Akbar Daneshvar Kar e Mohammad Taghavi Sangdehi. E prima di loro, il 19 marzo, sono stati giustiziati tre giovani che hanno partecipato alle ultime proteste: Saeed Davodi, Mehdi Ghasemi e Saleh Mohammadi che aveva solo 19 anni ed era un atleta della nazionale iraniana di lotta libera. Un monito a chiunque voglia ribellarsi e un presagio di cosa potrà accadere.
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Babak Alipour, Pouya Ghobadi, Akbar (Shahrokh) Daneshvarkar e Mohammad Taghavi Sangdehi sono gli ultimi prigionieri politici e dissidenti messi a morte in Iran alla fine di marzo. Vahid Bani Amerian, Abolhassan Montazer, Mohammad Amin Biglari, Ali Fahim, Abolfazl Salehi Siavashani, Amirhossein Hatami e Vahedparast Kolo rischiano di essere i prossimi. FERMIAMO LE ESECUZIONI Mohammad Amin Biglari, Ali Fahim, Abolfazl Salehi Siavashani, Amirhossein Hatami e Vahedparast Kolo sono stati arrestati durante le proteste di…
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In questi giorni drammatici di guerra, il regime sanguinario della dittatura teocratica al potere ancora in Iran ha impiccato quattro membri dei Mojahedin del Popolo: Mohammad Taghavi, cinquantenne, e Akbar Daneshvar, sessantenne, giustiziati il 30 marzo; Puya Ghobadi, trentatreenne, e Babak Alipour, trentaquattrenne, il 31 marzo. Già nel 1980 l’ayatollah Khomeini, fondatore del regime, aveva dichiarato che “il nemico è qui, a Teheran”, indicando nei Mojahedin del Popolo la minaccia più grave per il suo regime reazionario.
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