Brunella Bolloli 04 agosto 2024 È sempre colpa sua. Del passato che torna, del presente che non è come vorrebbero gli altri, quelli che da fine 2022 non ricoprono più ruoli di potere e si arrabattano, come possono, per provare a demolire gli avversari politici cavalcando lo spettro del fascismo che torna, o anzi non è mai finito, e della democrazia che non c’è. Hai visto mai che a furia di cercare scheletri nell’armadio qualche schifezza viene fuori.
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L’anno scorso difendeva l’ex terrorista di Terza Posizione Marcello De Angelis (“Io sto con Marcello, nessuno di noi era a Bologna”) e «chi è stato perseguitato dalla giustizia perché “qualcuno” aveva già deciso chi fossero i terroristi prima ancora di indagini e processi”. L’altro giorno – oplà - ha chiesto “verità” sulla strage del 2 agosto 1980 auspicando la desecretazione completa degli atti …
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L’uso della violenza come mezzo di lotta politica non ha, in sé, nulla di particolarmente originale. È un’eredità dei tempi che ci precedono, in particolare del Novecento, per molti aspetti il vero secolo buio della storia dell’umanità. Nello specifico italiano, che tanto ha purtroppo insegnato ai vicini europei, il precedente è ovviamente quello fascista, che nasce violento prima di diventare politico, che fa dell’avversario un nemico prima ancora di arrivare al potere.
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Non si placa l’eco dell’ennesima polemica sulla Strage di Bologna. Questa volta i toni sono stati più aspri del solito perché dopo che Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei familiari vittime della strage di Bologna, ha detto dal palco della commemorazione che l’attentato “affonda le radici nel post fascismo italiano” è intervenuta direttamente la premier, Giorgia Meloni, per dire che gli attacchi a lei e al…
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Roberto Della Rocca Presidente di Aiviter (Associazione Italiana Vittime del Terrorismo) ricorda e commemora gli 85 morti e le centinaia di feriti di Bologna del 2 agosto 1980 , "la più feroce strage terroristica italiana di matrice fascista". "Sono tuttavia costretto a prendere le distanze dalle posizioni espresse ieri
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A 44 anni dalla Strage di Bologna, una delle pagine più buie e tristi della storia repubblicana italiana, l’opposizione – e in particolare il Partito democratico – ha deciso deliberatamente di oltrepassare ogni limite della decenza politica. Ieri, nella confusione generale dello scontro ideologico che ricopre ogni anno la tragedia del 2 agosto 1980, il Pd di Elly Schlein, insieme al presidente delle Associazioni dei familiari delle vittime, ha accusato l’attuale governo di avere le…
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ANSA Mancano ancora due giudizi in Cassazione per chiudere definitivamente la storia giudiziaria sulla strage del 2 agosto 1980, ma con la conferma dell’ergastolo in appello a Paolo Bellini, arrivata l’8 luglio, i nuovi processi sull’attentato hanno fatto nuova luce sui responsabili. Confermando la matrice neofascista. Gli autori sono i terroristi dei Nar, Giusva Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini, condannati in via definitiva da anni: la coppia dal 1995, Ciavardini dal 2007
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Un lampo, un boato e poi dolore, macerie e vite spezzate. Sono passati 44 anni da quel 2 agosto del 1980 quando una bomba esplose alla stazione di Bologna, crocevia per le vacanze che stavano per iniziare. Le sale d’aspetto dello snodo ferroviario erano gremite di viaggiatori. Famiglie, ragazzi, bambini. Quel mattino, sono morte 84 persone che si trovavano lì per caso. Tra di loro anche l’astigiano Mauro Alganon.
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La commemorazione della strage di Bologna come teatro di rilanci ideologici. Ieri, nel capoluogo emiliano, si è svolta la manifestazione per ricordare i fatti del 2 agosto del 1980. La bomba neofascista che, nella stazione centrale, ha ucciso 85 persone, ferendone 200. Era l'Italia degli Anni di piombo, della violenza politica, di tanti innocenti morti ammazzati per furia ideologica o peggio. E anche di qualche mistero tuttora irrisolto.
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Elly Schlein dice che Giorgia Meloni «fa la vittima» nel giorno della strage del 2 agosto a Bologna. E sostiene che l’attacco della premier al presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi sia «una cosa deplorevole». Ieri la presidente del Consiglio ha criticato la frase sulle «radici dell’attentato che figurano oggi a pieno titolo nella destra di governo». E ha detto che sono le sentenze ad attribuire l’eccidio ai neofascisti
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– Alla commemorazione della strage in stazione, il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi dice che l’attentato affonda “nelle organizzazioni nate dal Msi e che oggi figurano a pieno titolo nel governo”. Il viceministro dei Trasporti Galeazzo Bignami, presente in piazza, sobbalza: “Da esponente di governo, di destra, e bolognese, reputo inaccettabili certe parole. Non ho mai speso una parola di dubbio…
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"I morti, le immagini della Stazione di Bologna devastata, l’attacco feroce alla convivenza degli italiani, hanno impresso un segno indelebile, il 2 agosto 1980, nella identità della Repubblica e nella coscienza del popolo italiano. La memoria non è soltanto un dovere, ma è l’espressione consapevole di quella cittadinanza espressa nei valori costituzionali che la violenza terroristica voleva colpire e abbattere".
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La Strage della Stazione di Bologna. Fatta da chi pensava di cambiare le cose in Italia ammazzando una bambina di 3 anni che la mamma aveva portato a vedere i treni per tenerla buona Il destino non sta nei nostri nomi, e non sta neanche nel caso che li porta a spasso lungo gli incroci del mondo. No, il nostro destino sta scritto a chiare lettere nella mente e nel cuore di chi del destino degli altri se ne fotte.
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Botta, risposta e furiosa polemica tra il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna Paolo Bolognesi e la premier Giorgia Meloni. Il quarantaquattresimo anniversario della bomba che provocò 85 morti e oltre 200 feriti diventa così l’ennesimo episodio di scontro sulla memoria repubblicana. Ad aver infiammato la premier sono state queste parole dette da Bolognesi: «Le radici di quell’attentato affondano nella storia del postfascismo italiano: Ordine Nuovo e Avanguardia…
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Molti, a destra, non hanno mai creduto e ancora non credono alla matrice neo-fascista della strage di Bologna. Ma le sentenze parlano e parlano chiaro, e Giorgia Meloni non si discosta da quella che è la verità giudiziaria. Così infatti la premier interviene per l’anniversario del 2 agosto, quando la bomba alla stazione distrusse centinaia di vite, tra morti e feriti: «La strage di Bologna è uno degli eventi più drammatici della…
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Il 2 agosto 1980, nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna, un ordigno venne fatto esplodere e causò numerose vittime innocenti. Carlo Lucarelli ci accompagna in un viaggio nella Bologna degli anni Ottanta
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"Vorrei ricordare alla Meloni che innanzitutto le vittime siamo noi, non è lei". Così all'Adnkronos il presidente dell'associazione tra i famigliari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi, replica alle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'anniversario della tragedia. "Non credo di aver detto delle follie, non li ho accusati di aver fatto la strage - continua Bolognesi…
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L'intervento del presiedete dell'associazione dei famigliari delle vittime del 2 agosto 1980 Un attacco dritto al cuore nero del governo; un atto d'accusa contro anni di silenzi e collusioni istituzionali sulla strage neofascista della stazione di Bologna del 2 agosto del 1980. A risuonare forti dal palco in Piazza delle Medaglie D'Oro sono le parole del Presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage, Paolo Bolognesi: "Nessun paese in…
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«Non credo che dire le cose che ho detto dal palco del 2 agosto sia una follia o un attacco: è tutto nelle sentenze, soprattutto nell’ultima sentenza di primo grado sui mandanti». Paolo Bolognesi, storico presidente dell’Associazione familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna non ritratta le parole che ieri hanno fatto da miccia allo scontro con la premier Giorgia Meloni. Bolognesi, il ministro Piantedosi, in…
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"Ogni 2 agosto, con modalità rituale ma sentita, ricordiamo le vittime innocenti della mostruosa strage alla stazione di Bologna. Ciò che però non è accettabile, e rispondiamo al mittente, sono i meschini e scomposti attacchi lanciati dal presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, Paolo Bolognesi".
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Pubblichiamo l’omelia che il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, ha pronunciato il 2 agosto in occasione della Santa Messa in suffragio delle vittime della strage della Stazione di Bologna, dell’Italicus e del Rapido 904. La memoria legata a sofferenze ha sempre una conseguenza atroce, perché ricordare significa riaprire la ferita. Per questo è sempre importante la vicinanza del Signore, che fa sue le nostre ferite perché siamo sempre…
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La leader Dem: "Le sentenze sulla strage e la sua matrice neofascista ed eversiva accertano i fatti accaduti, altro che 'attribuiscono'" "Fare la vittima attaccando il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime nel giorno in cui si commemorano gli 85 morti e i 200 feriti dell’infame strage neofascista alla stazione di Bologna è un’operazione deplorevole. Le sentenze sulla strage e la sua matrice neofascista ed eversiva accertano i fatti accaduti, altro che “attribuiscono”, come si…
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Durante l'allenamento mattutino il Bologna ha ricordato le vittime della strage del 1980, osservando un minuto di silenzio. È stata una mattinata di allenamento per il Bologna nel suo ritiro a Valles ma non è stata una mattinata come le altre. Oggi, 2 agosto, se si torna indietro di 44 anni vengono alla mente brutti ricordi. Infatti, alle 10.25 del 2 agosto 1980 si è verificato a Bologna uno dei più gravi attacchi terroristici della storia d'Italia.
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Ieri venerdì 2 agosto, Bologna ha commemorato il 44esimo anniversario della Strage del 1980, quando una bomba detonò nella sala d’aspetto della stazione centrale del capoluogo emiliano, causando 85 morti e oltre 200 feriti. Un silenzioso corteo composto dai familiari delle vittime con in mano fotografie e striscioni aveva percorso le vie della città per chiedere giustizia e…
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