Nel terzo trimestre 2025, l’input di lavoro utilizzato complessivamente dal sistema economico (espresso dalle ore lavorate di Contabilità Nazionale) è aumentato dello 0,7% in termini congiunturali e del 2% in termini tendenziali. Il numero di occupati, stimato dalla Rilevazione sulle forze di lavoro al netto degli effetti stagionali, è in lieve calo rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 24 milioni 102 mila (-45 mila, -0,2%); alla diminuzione…
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Il mercato del lavoro nel terzo trimestre continua a far registrare performance migliori rispetto al Pil, anche se emergono segni di rallentamento. L’input di lavoro utilizzato dal sistema economico, espresso dalle ore lavorate di Contabilità Nazionale, è aumentato dello 0,7% in termini congiunturali e del 2% in termini tendenziali. Nello stesso periodo, il Pil è cresciuto dello 0,1% nel confronto congiunturale e dello 0,6% in termini tendenziali.
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Il numero di occupati, stimato dallaRilevazione sulle forze di lavoro al netto degli effetti stagionali, è in calo di 45mila unità rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 24 milioni 102 mila (-0,2%). Lo rileva l'Istat spiegando che il numero di occupati resta sostanzialmente invariato su base tendenziale, dopo diciassette trimestri di crescita ininterrotta, attestandosi a 24 milioni 123 mila (-7mila unità;).
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L'Istat comunica che nel terzo trimestre del 2025 il numero di persone occupate, stimato dalla Rilevazione sulle forze di lavoro al netto degli effetti stagionali, è in calo di 45mila unità in confronto al trimestre precedente, attestandosi a 24 milioni e 102mila, pari a una flessione dello 0,2%. Secondo l'istituto, il numero di occupati resta sostanzialmente invariato su base tendenziale, dopo diciassette trimestri consecutivi di incremento, fermandosi a 24 milioni e 123mila individui, con una…
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Il numero di occupati , stimato dalla Rilevazione sulle forze di lavoro al netto degli effetti stagionali, è in calo di 45mila unità rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 24 milioni 102 mila (-0,2%). Lo rileva l’Istat spiegando che il numero di occupati resta sostanzialmente invariato su base tendenziale, dopo diciassette trimestri di crescita ininterrotta, attestandosi a 24 milioni 123 mila (-7mila unità).
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In Italia si lavora di più, ma non si guadagna di più. Questa, in estrema sintesi, è la fotografia che emerge dall’analisi Istat pubblicata a fine novembre e dedicata a mercato del lavoro e redditi. Il report, che ha incrociato i dati occupazionali 2018-2023 con quelli reddituali delle famiglie (2018-2022), ci permette di capire molte delle dinamiche in corso. Ovvero, la crescita dell’occupazione è reale e robusta, ma gli stipendi non seguono lo stesso ritmo.
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L’occupazione in Italia continua a correre e ad ottobre 2025 ha raggiunto un nuovo massimo storico: il tasso è salito al 62,7%, il livello più alto da quando l’Istat ha iniziato le rilevazioni mensili nel 2004. L’Istituto segnala che il numero complessivo degli occupati ha toccato quota 24 milioni 208mila persone, con un incremento mensile dello 0,3% pari a 75mila lavoratori in più tra dipendenti e autonomi.
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