L'azienda di Zuckerberg ha risposto alle richieste del governo brasiliano, chiarendo che la rimozione del fact-checking riguarderà solo gli USA. Il Brasile esprime preoccupazione per i possibili rischi di disinformazione e violazioni dei diritti Meta ha confermato che il termine del programma di fact-checking di terze parti su Facebook, Instagram e Threads avverrà per ora solo negli Stati Uniti: l'informazione emerge da un comunicato che la società ha inviato il 13 gennaio al governo…
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Mark Zuckerberg, co-fondatore e amministratore delegato di Meta, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, ha invitato la nuova amministrazione del presidente statunitense Donald Trump a intervenire contro le rigide politiche antitrust dell’Unione Europea, che negli ultimi vent’anni hanno imposto alle aziende tecnologiche americane multe per oltre 30 miliardi di dollari. Intervenendo nel podcast The Joe Rogan Experience, Zuckerberg ha definito la supremazia tecnologica…
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Meta abbandona il fact-checking tradizionale per le Community Notes, seguendo l'esempio di X. La decisione solleva preoccupazioni sulla diffusione della disinformazione mentre offre nuove opportunità per il marketing digitale e la comunicazione aziendale
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Via il fact-checking dai social: sarà l’apoteosi delle fake news? Su Meta non sarà più attivo il sistema che controlla la veridicità delle notizie, dando il "via libera" alle bugie su internet. Enrico Lucci è andato a chiedere a diversi vip quali castronerie diranno sui social. Tra i fortunati, il nostro inviato ha beccato Toni Servillo, Giuliano Sangiorgi, Ficarra e Picone e tanti altri… Su Meta non sarà più attivo il sistema che controlla la veridicità delle notizie, dando il "via…
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Di Luciano Sesta Addio fact-checking. Per decisione di Mark Zuckerberg, d’ora in poi, all’interno di Meta, non ci sarà più chi, in nome della “verità dei fatti” e della lotta alle fake news, avrà il potere di rimuovere idee e opinioni o di impedirne la pubblicazione. Una decisione, quella di Zuckerberg, che Joe Biden, presidente americano uscente, ha definito “vergognosa”. Forse non tutti ne sono a conoscenza, ma la dichiarazione di Biden chiude una parabola iniziata qualche anno fa proprio a…
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Follow the money. Proviamo a seguire i soldi per capire quali potranno essere gli effetti delle nuove politiche di Mark Zuckerberg, tra ritorno alle origini e neo filo-trumpismo. Innanzitutto le azioni: dal discorso incendiario e dagli annunci di martedì 7 gennaio, quando ha detto che eliminerà il fact-checking negli Usa e modificherà la moderazione dei contenuti in tutto il mondo, hanno perso poco e niente.
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Il fact-checking non era perfetto, ma rappresentava un argine contro l’esplosione di contenuti falsi e manipolatori che minacciavano di inquinare il discorso pubblico. Che accadrà con la giravolta di Mark Zuckerberg? L'analisi di Matteo Flora nella nuova puntata della rubrica Tech Policy La recente decisione di Meta di abbandonare il suo programma di fact-checking, optando per un sistema di moderazione crowdsourced, rappresenta una svolta epocale che riscrive le regole del panorama…
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In un articolo pubblicato sul Corriere della sera l’8 gennaio, il professor Walter Quattrociocchi ha sostenuto che «il fact-checking non funziona» e che «la comunità scientifica lo aveva già dimostrato». A supporto di queste perentorie affermazioni il professore cita uno studio, di cui è coautore, secondo cui il fact-checking rafforza la polarizzazione e le cosiddette “camere dell’eco” sui social media
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Della decisione di Meta di voler rinunciare al fact-checking in virtù di un modello simile a quello dell'X di Elon Musk, basato sulle "community notes", si è parlato molto. Capire che si tratta di una captatio benevolentiae nei confronti di Donald Trump non richiede molta arguzia. Il tentativo di Mark Zuckerberg di far passare questa scelta come una scelta di libertà potrebbe anche essere legittimo, se non fosse che si è già visto, con ciò…
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