«Il primo viaggio apostolico di Leone XIV in Turchia e Libano, terre in cui affondano radici antiche del cristianesimo, è stato un segnale forte per la pace e per promuovere il dialogo tra le religioni e i popoli, a conferma che il pontefice americano ha una visione strategica per l'area del Mediterraneo. Il Vaticano del resto partecipa alle riunioni dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo tramite i nunzi…
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Approfondimenti:
La folla di 150mila cristiani ‒ libanesi ma anche siriani e iracheni ‒ radunati per la Messa di papa Leone XIV sul lungomare di Beirut ha plasticamente rinnovato, davanti allo sguardo del mondo, quella che fu l’intuizione di un altro Pontefice: «Il Libano è più che un Paese: è un messaggio di libertà e un esempio di pluralismo per l’Oriente e per l’Occidente» disse Giovanni Paolo II. Espressione usata per la prima volta durante una udienza del 1989 e poi, soprattutto, inclusa e sviluppata nell’esortazione apostolica…
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Papa Leone XIV in Turchia e Libano. Il viaggio del ‘missionario’: unità e pace, con e per tutti Molti, sicuramente, avranno seguito con grande partecipazione (e forse anche con un po’ di ansia…) il primo viaggio apostolico di Papa Leone XIV che ha scelto il Medio Oriente - zona di tensioni e conflitti mai sopiti - come primo appuntamento con il mondo e con l’umanità fuori dai confini della “città eterna” e dell’Italia.
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Papa Leone: sogno un Libano unito dove trionfino pace e giustizia Puntata di “Chiesa Viva” dedicata al viaggio, appena concluso, di Papa Leone in Turchia e Libano. Gennaro Ferrara riflette sul significato e sull’impatto della visita del Pontefice sulla popolazione cristiana, e non solo, di Turchia e Libano con suor Mirna Farah delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret e, collegato da Istanbul, con padre Paolo Pugliese, delegato dei cappuccini in Turchia.
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Sul volo di ritorno dal Libano in Italia, Leone XIV ha risposto alle domande dei giornalisti. In primo piano, le tensioni internazionali e il ruolo della Santa Sede, «dietro le quinte». Per l’Ucraina, «Europa e Italia hanno un ruolo importante» «Penso che quando parliamo di speranza, quando parliamo di pace, quando guardiamo al futuro, lo facciamo perché è possibile che la pace ancora una volta giunga nella regione e giunga in Libano».
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Jean-Charles Putzolu – inviato a Beirut “Ci sono quattro parole che personalmente conserverò di questa visita: speranza, unità, pace e giustizia.” Sono questi, secondo il patriarca di Cilicia degli armeni cattolici Raphaël Bédros XXI Minassian, i semi che Papa Leone XIV ha piantato in terra libanese. In un’intervista ai media vaticani, il patriarca commenta il primo viaggio apostolico del Pontefice, all’indomani della sua conclusione.
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Il Papa che per ammissione, a differenza del predecessore, ama molto viaggiare, è montato metaforicamente in sella oltre che in aereo, dando avvio alla cavalcata storica del pontificato, dopo “l’obbligo di soggiorno” dei primi mesi, motivato dal calendario del Giubileo e dalla necessità, contestuale, di acquisire padronanza e familiarità con il destriero affidatogli, come mostrano a efficace simbologia del suo ministero le immagini che lo ritraggono nel cortile vaticano…
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In un paese che può diventare fondamentale per la pace sia in Medio Oriente che in Ucraina il Papa parla di famiglia umana e del rischio delle mentalità consumistiche. E al piccolo gregge cattolico in un paese sempre più islamico dice che la piccolezza è la logica della Chiesa, e il pensiero corre a Benedetto XVI. Il Papa incontra in privato i capi delle Chiese, e visita un convento, firma la dichiarazione congiunta con Bartolomeo I e lasciando la Turchia verso il Libano parla con i…
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Sono arrivati cristiani da tutto il Medioriente. Alcuni hanno speso tutti i risparmi per raggiungere il Libano e salutare Papa Leone alla messa conclusiva del suo viaggio a Beirut, seconda tappa del viaggio internazionale che ha toccato anche la Turchia. 150mila persone hanno affollato il "Beirut Waterfront", un'area che collega il centro città al porticciolo turistico, applaudendolo durante il giro sulla papamobile; una sorpresa che ha spiazzato gli organizzatori: 50mila persone in più rispetto alle stime.
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«Libano, rialzati! Sii casa di giustizia e di fraternità! Sii profezia di pace per tutto il Levante!». L'appello che papa Leone XIV ha lanciato ieri al termine dell'omelia, durante la Messa finale della sua visita in Turchia e Libano davanti al porto di Beirut sconvolto dalle esplosioni del 2020, è quello che meglio rappresenta lo scopo e il contenuto del suo primo viaggio apostolico. «Queste parole sono un progetto che non riguarda solo il Libano, ma anche Iraq, Siria, Palestina, Ucraina…
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In queste ore di tensione tra la Nato e la Russia, mentre ormai si parla apertamente di guerra ibrida, di rischi di cyber attacchi, Leone XIV – pontefice sicuramente più politico di quanto non sia sembrato inizialmente – si spinge a sostenere il ruolo dell’Italia e dell’Europa. Non vuole che vengano messe da parte dalla presidenza americana. E vede proprio nella potenziale azione del nostro governo e della nostra diplomazia uno strumento sul quale puntare per lavorare assieme.
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Fa ancora buio quando i primi fedeli cominciano a incamminarsi verso Bielle, la spianata davanti al mare che ospiterà alle 10 e mezza la messa solenne. Si arriva a piedi: piazza dei Martiri è sorvegliata da un cordone di militari che, almeno oggi, sanno che non avranno grossi problemi. C’è una leggera pioggia alle prime luci dell’alba, ma oggi, a differenza dei giorni passati, il cielo è clemente. Molti i giovani, moltissimi i migranti dalle Filippine, dall’Etiopia…
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