Il giorno dopo il gravissimo incidente alla centrale elettrica di Suviana in cui sono morti tre operai, continua la ricerca dei 4 dispersi, ma con pochissime speranze di trovarli vivi. E sono gravi i 5 ustionati. Cosa è successo davvero durante il collaudo della turbina che ha preso fuoco e di chi è la responsabilità? L'Europa vota il patto sui migranti mentre a Chios…
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Vincenzo era padre da soli tre mesi, un lavoratore schivo e gentile, Pavel lascia due figli gemelli quasi adolescenti, Mario era un consulente esperto, nonno di cinque nipoti. Sono i tre morti accertati della strage di Suviana, investiti in pieno dall'esplosione sommersa della centrale idroelettrica di Bargi. Tutti erano tecnici di una ditta esterna alla…
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A seguito dell'esplosione all'impianto di Bargi, che ha causato tre morti, sono scattate le ricerche dei dispersi, tra cui un 36enne della Valdera CAMUGNANO (BOLOGNA) — Nella tragica esplosione all'impianto di Bargi, nel bacino di Suviana al confine tra Toscana ed Emilia-Romagna, che è costata la vita a tre persone, è rimasto coinvolto anche un lavoratore di origini forcolesi. Si tratta di Alessandro D'Andrea, 36 anni, che figura tra i quattro dispersi che i soccorritori stanno cercando.
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Alessandro D'Andrea, 37 anni, uno dei dispersi dell'incidente di Suviana è un tecnico specializzato molto esperto e apprezzato, con numerose esperienze anche all'estero. Così ne parlano i compaesani di Forcoli, un paese della provincia di Pisa, dove ha risieduto fino a tre anni fa prima di trasferirsi in Lombardia, insieme alla compagna, anche lei originaria della provincia di Pisa, per lavorare per la Voith di Cinisello Balsamo (Milano).
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"Non amo alla speranza ma la situazione che vediamo oggettivamente non ci fa sperare molto". A dirlo il portavoce del corpo nazionale dei vigili del fuoco, Luca Cari, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse possibile ancora trovare dei superstiti dopo l'esplosione del pomeriggio di ieri, martedì 9 aprile, alla centrale idroelettrica di Bargi, nel Bolognese. "L'area ha subito un'esplosione, un incendio, un crollo e poi un allagamento" precisa Cari…
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ANSA Il computo definitivo delle vittime della centrale idroelettrica di Suviana ancora non c’è, tuttavia si sa chi sono i morti di cui sono stati recuperati i corpi. Si tratta di Vincenzo Franchina, Mario Pisani e Pavel Petronel Tanase. Il più giovane. Vincenzo Franchina, nato a Patti in provincia di Messina, aveva 35 anni e abitava a Sinagra, sempre nel Messinese. Elettricista industriale, diplomato all’istituto tecnico industriale Torricelli si era sposato nel maggio dell’anno scorso e l’ultimo…
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CAMUGNANO "Ho visto la fiammata e poi il fumo, ho sentito lo scoppio. Io tutto bene ma purtroppo è successo questo". Questo il racconto che un superstite della strage di Suviana, Pierfrancesco Firenze, ha fatto alla moglie, Emilia Ferdighini, accorsa sul luogo della tragedia. "Era fuori con altri due suoi colleghi. Hanno visto questa fiammata e poi il fumo, ha sentito uno scoppio. Era un po' sotto choc: si conoscono un po' tutti qua", aggiunge la donna.
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"Stiamo cercando ancora di capire qual è la situazione, perché c'è afflusso di acqua all'interno della centrale. L'ipotesi è che possa arrivare dalla conduttura che abbiamo a monte della Centrale che si sta svuotando, questa sarebbe un'ipotesi benigna perché finito quel deflusso non ci sarebbe altro pericolo. Però dobbiamo essere sicuri perché parliamo di quantità d'acqua enormi che possono compromettere la vita dei soccorritori, dei Vigili del fuoco che sono…
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Viveva a Genova Vincenzo Franchina, l'uomo di 36 anni morto nel tragico incidente sul lavoro di Suviana, nel bolognese. Il 36enne era originario di Sinagra, in provincia di Messina, e aveva trovato lavoro in una ditta impegnata nella manutenzione dell'impianto, si era sposato da poco ed era diventato papà da tre mesi. Era arrivato a Genova, dove viveva con la moglie, infermiera all'ospedale pediatrico Gaslini
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Foto di Vigili del fuoco «Proclameremo il lutto cittadino per Vincenzo Franchina, nostro concittadino che conoscevamo molto bene. È il minimo che potessimo fare per una persona e una famiglia così per bene». A dirlo Antonino Musca il sindaco di Sinagra in provincia di Messina, Comune di cui era originario l’operaio morto nella strage di Bargi, causata ieri dall’esplosione di una centrale idroelettrica che si trova sul lago di Suviana, in…
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Bargi (Bologna), 10 aprile 2024 – Tecnici, programmatori e sistemisti ad altissima specializzazione. Lavoratori super qualificati che Enel Green Power ingaggia (spesso affidandosi direttamente a ditte esterne) per operazioni particolarmente lunghe e complesse come quella di aggiornamento tecnologico e rinnovamento in atto alla centrale idroelettrica di Bargi. L’impianto era fuori servizio per dei lavori assegnati nel 2022 e Sandro…
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Quali mansioni avevano e con quali contratti lavoravano i tecnici dentro la centrale elettrica sul lago di Suviana? La denuncia è del segretario della Cgil di Bologna, Michele Bulgarelli: «Quello che è grave è quello che non sappiamo. Non si sa quali sono le aziende di cui erano dipendenti i lavoratori esterni. Poi scopriamo che uno è un pensionato di 73 anni, una partita Iva: che mondo del lavoro…
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C’è anche un padovano tra i dispersi in seguito all’esplosione della centrale elettrica Enel Green Power del lago di Suviana, nel Bolognese, avvenuta martedì 9 aprile. Tre i morti accertati finora. Il disperso è Adriano Scandellari, residente a Ponte San Nicolò, lavoratore specializzato di Enel Green Power nella funzone di O&M Hydro. Molto conosciuto nel Comune della cintura padovana, Scandellari è figura molto attiva soprattutto in ambito parrocchiale.
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Ultim'ora News In relazione al grave incidente del 9 aprile nella centrale di Bargi (Bo), Enel Green Power ha espresso ancora «profondo cordoglio e vicinanza a tutte le vittime e alle loro famiglie. L’azienda continuerà a dare ogni forma di collaborazione alle autorità preposte per accertare i fatti». L’amministratore delegato di Enel Green Power, Salvatore Bernabei, si è recato immediatamente sul luogo per coordinare di persona le…
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«Appena siamo arrivati la nostra più grande preoccupazione era non riuscire a scendere più giù del quarto o quinto piano. Avevamo gli autoprotettori ma dovevamo scendere a piedi, al buio, lentamente, e allora l’ossigeno si consumava in fretta. Così dovevamo tornare su di continuo. Ho sentito un collega che ha detto: mi tremano le gambe. Conosco quella sensazione, anche se noi dobbiamo sempre…
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