Una fuga di notizie, anzi, di brani, dalla più grande piattaforma di streaming on demand musicale, Spotify. Gli autori di questo intervento sono un gruppo di attivisti di Anna's Archive, la «shadow library» (biblioteca ombra), che pirata contenuti per renderli accessibili gratuitamente. Gli hacker hanno dichiarato di aver «realizzato una copia» non autorizzata di «milioni di brani disponibili su Spotify»…
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Un’operazione su larga scala, che promette di archiviare e distribuire il catalogo musicale di Spotify in un torrent da 300 terabyte: è questa la dichiarazione con cui Anna’s Archive, la biblioteca digitale ombra già nota per il suo archivio di libri e paper scientifici, si è presentata alla ribalta della cronaca tech. L’annuncio, pubblicato nel blog del progetto, descrive un’iniziativa di “preservazione musicale” in risposta a quella che viene…
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La notizia è esplosa nel fine settimana e ha immediatamente acceso il dibattito globale su copyright, archivi digitali e intelligenza artificiale. Anna’s Archive, la più grande shadow library al mondo, ha annunciato di aver effettuato un backup di Spotify, iniziando a distribuire in torrent circa 300 terabyte di metadati e file musicali. Un’operazione che, se confermata, potrebbe avere conseguenze profonde per l’industria musicale e per l’ecosistema digitale nel suo…
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Spotify ha disabilitato gli account coinvolti nello scraping dei dati da parte di Anna's Archive e introdotto nuove misure di sicurezza. Spotify ha reagito al recente caso che ha coinvolto Anna's Archive, una piattaforma nota per la diffusione non autorizzata di contenuti protetti da copyright. Dopo la notizia secondo cui il sito avrebbe effettuato una copia quasi completa dei dati presenti sul servizio di streaming…
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Anna’s Archive, la celebre "biblioteca ombra" già nota per la pirateria libraria, ha sferrato un colpo a Spotify, sottraendo circa 300 TB di dati ora distribuiti illegalmente via torrent. Il gruppo di attivisti-archiviatori sostiene di aver rastrellato musica su quasi l'intera piattaforma, catturando 86 milioni di file audio che rappresentano il 37% del catalogo totale, ma che coprono il 99,9% degli ascolti globali.
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Cosa è stato sottratto Un archivio digitale di proporzioni straordinarie è stato reso pubblico: metadati e file audio corrispondenti a centinaia di milioni di tracce sarebbero stati estratti dalla piattaforma, offrendo una copia potenzialmente replicabile del catalogo. La fuga di dati riguarda elementi essenziali per la fruizione e l’analisi musicale e solleva interrogativi sul livello di esposizione del materiale caricato dagli artisti e dagli utenti…
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Il gruppo di hacktivisti Anna's Archive ha scaricato e messo a disposizione tramite Torrent la quasi totalità del catalogo musicale di Spotify. Le cifre del mastodontico archivio sono emblematiche visto che si parla di 86 milioni di brani, 256 milioni di metadati per un totale di 300 TB di file che vale il 99,6% di tutte le canzoni ascoltate tramite il popolarissimo portale di contenuti audio in streaming.
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In sintesi L’episodio che coinvolge Spotify nasce da un’operazione di scraping su larga scala, non da un classico furto di credenziali degli utenti. I dati e i file audio raccolti sarebbero destinati a un archivio musicale distribuito tramite reti peer-to-peer. Un’operazione di scraping che ha permesso di avere accesso a 86 milioni di file audio. È questo l’incidente che ha coinvolto Spotify e sul quale la piattaforma di streaming musicale sta attivamente indagando.
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La piatatforma di Spotify è stata “hackerata” da Anna’s Archive – il più grande motore di ricerca open-source non-profit al mondo per le biblioteche del dark web, come Sci-Hub, Library Genesis e Z-Library – shadow library che si propone di “rendere la conoscenza e la cultura facilmente accessibili”. La biblioteca-ombra a quanto pare è riuscita a scandagliare l’intero archivio di Spotify, scaricando circa 300TB di musica che ha iniziato a distribuire via torrent.
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Sono stati liberati circa 300 TB di dati musicali da Spotify. A farlo è stato il progetto Anna's Archive, già impegnato nella salvaguardia di libri e documenti digitali per costruire un archivio aperto a tutti. Ora il progetto si allarga alla musica e arriva a creare un archivio di file audio, metà dati strutturati a livello di artisti, album e tracce, ora disponibile tramite torrent. Spotify indaga sul data breach, accusando l’archivio di aver utilizzato tattiche illecite…
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Dettagli dell’attacco Spotify ha subito un massiccio accesso non autorizzato che, secondo le prime ricostruzioni, ha comportato l’estrazione di un enorme volume di metadati e file associati al catalogo digitale. La fonte dell’avviso è il blog di Anna’s Archive, che riporta la sottrazione di circa 256 milioni di righe di dati e la raccolta stimata di 86 milioni di file audio, per un totale vicino ai 300 terabyte
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Nel corso delle ultime ore sta facendo parecchio discutere una nuova iniziativa di Anna’s Archive, progetto noto ad alcuni utenti per il suo ruolo nel mondo delle cosiddette shadow library e, più in generale, per le attività di conservazione e replica di grandi archivi digitali. Secondo quanto dichiarato dal gruppo, sarebbe stata completata una copia su larga scala di Spotify, comprendente sia metadati sia file audio, con l’obbiettivo di creare un…
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