Una risposta poco gradita a Donald Trump, davanti a una commissione della Camera, è costata a Kristi Noem il posto di segretaria alla Sicurezza Interna. Una dichiarazione non in linea con la narrazione della Casa Bianca rischia ora di produrre un terremoto all'interno della comunità dell'intelligence Usa e di compromettere gli sforzi di Donald Trump per fare accettare agli americani i costi della guerra contro l'Iran.
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Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica». A partire dal 22 giugno 2025, Stati Uniti e Israele hanno condotto l’operazione “Midnight Hammer”, che ha colpito le…
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Non si spegne il rancore di Donald Trump verso gli «alleati» (le virgolette sono sue) che non hanno risposto «sì» alla sua richiesta di intervenire per garantire alle petroliere un passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz. Peraltro, a leggere i suoi post su Truth, Trump non ha bisogno di alleati e neppure di sbloccare lo stretto di Hormuz: «NON CI SERVE L’AIUTO DI NESSUNO», ha scritto due giorni fa, mentre ieri ha minacciato che, quando avrà «finito di…
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Giovedì 19 marzo 2026 In collaborazione con Il Sole 24 ore riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Sulla carta, la donna a capo dell’intelligence americana smentisce il suo presidente, Donald Trump: l’Iran non rappresentava una minaccia nucleare imminente per gli Stati Uniti prima… Link alla notizia
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Sulla carta, la donna a capo dell’intelligence americana smentisce il suo presidente, Donald Trump: l’Iran non rappresentava una minaccia nucleare imminente per gli Stati Uniti prima del lancio degli attacchi, insieme a Israele, contro Teheran il 28 febbraio scorso.
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NEW YORK – Si vedono le prime crepe nell’amministrazione Trump, sulla guerra in Iran e non solo. Forse non abbastanza per metterlo in crisi, ma almeno per scuotere le certezze. Dopo le clamorose dimissioni del capo dell’antiterrorismo Joe Kent martedì, ieri è stata la direttrice dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard a far capire che la comunità del comparto sicurezza non è convinta della logi…
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«L’unica persona che può determinare cosa rappresenti o non rappresenti a un pericolo imminente è il presidente». Parola della direttrice dell’Intelligence nazionale Usa, Tulsi Gabbard, il cui scopo sarebbe esattamente quello di determinare quali siano i rischi che aleggiano sugli Stati uniti. Gabbard è stata interrogata ieri dalla Commissione intelligence del Senato, insieme al resto della cosiddetta «comunità dell’intelligence»: il capo della Cia John Ratcliffe, quello dell’Fbi Kash Patel, e i direttori della…
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Che le dimissioni del capo dell’Antiterrorismo Usa, Joe Kent, in dissenso sulla guerra in Iran, fosse la spia di un disagio più ampio, lo si è visto chiaramente nell’audizione al Senato della responsabile nazionale dell’intelligence di Donald Trump. Tulsi Gabbard, un passato da democratica, poi su posizioni “populiste” e infine approdata al trumpismo, si è …
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Una testimonianza “tagliata”, una risposta evitata e una tensione che ormai è fuori controllo. Tulsi Gabbard finisce al centro di una vera e propria bufera politica a Washington. Durante l’audizione in Senato, la direttrice dell’intelligence americana è stata incalzata dai democratici con un’accusa pesante: aver modificato la sua versione dei fatti sull’Iran per non mettersi contro Donald Trump. Il punto più controverso? Un passaggio chiave sparito.
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