Un carcere “fuori controllo”, permeato da illegalità diffusa, corruzione interna e traffici illeciti. È lo scenario inquietante emerso dall’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli, che ha portato alla luce una rete criminale all’interno della casa circondariale “La Dogaia”. Operazione straordinaria: telefoni, droga e favori ai detenuti Avviata nel luglio 2024, l’indagine si è sviluppata per mesi nel massimo riserbo, culminando in una vasta operazione…
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Nonostante le direttive impartite dalla Procura di Prato, Vasile Frumuzache venne affrontato da un parente di una delle donne uccise e ferito con olio bollente. Prato – Tre agenti penitenziari in servizio nel carcere di Prato sono indagati per rifiuto di atti d’ufficio e lesioni colpose in relazione all’aggressione subita da Vasile Frumuzache, reo confesso dei femminicidi di Ana Maria Andrei e Denisa Maria Adas.
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Tre agenti di Polizia Penitenziaria del carcere di Prato sono indagati per l’aggressione in cella subita da Vasile Frumuzache, il 32enne romeno, residente a Monsummano di professione guardia giurata, reo confesso dei due delitti: quello di Denisa Maria Adas e di Ana Maria Andrei; nel primo caso i resti del corpo vennero trovati all’esterno di un casolare abbandonato nella campagna intorno a Montecatini .
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Il detenuto che ha versato olio bollente sul volto di Vasile Frumuzache, reo confesso dei due delitti di Ana Maria Andrei e Denisa Maria Adas, fu “lasciato del tutto libero” di farlo. Almeno questo è quello che ipotizza la procura di Prato, guidata da Luca Tescaroli, che ha per questo ha indagato tre agenti della Polizia Penitenziaria ipotizzando a loro carico i reati di rifiuto di atti d’ufficio e di lesioni colpose.
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