Di Eugenio Lanza – Nella giornata di lunedì 21 maggio 2024 il procuratore capo della Corte penale internazionale (CPI) Karim Khan ha richiesto l’emissione di un mandato d’arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant. Oltre che verso il premier israeliano e il suo ministro della difesa, la medesima istanza è stata avanzata nei riguardi di alcuni vertici di Hamas: il leader a Gaza Yahya Sinwar, il capo politico Ismail Haniyeh, e quello militare Mohammed Diab Ibrahim al-Masri.
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Alle ripetute condanne di Israele emesse negli anni dall’Assemblea dell’Onu, si aggiungono oggi i procedimenti in corso presso la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale, con la richiesta di arresto (non ancora convalidata) del premier Netanyahu e del ministro Gallant. L’immagine di Israele subisce un tracollo disastroso, apparentemente improvviso, ma in realtà in atto almeno dal 1967, e implicito nelle premesse che portarono alla costituzione dello…
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Articolo di Annapaola Laldi 7:54 DONA ORA Su "La Stampa" del 25 Maggio c'è un severo giudizio su Netanyahu. Non viene però da filopasletstinesi, bensì da Neve Gordon, un autorevole politologo israeliano, professore di Scienze Politiche all’Università Ben Gurion del Negev, e collaboratore di diverse testate internazionali come “The Guardian” e “Washington Post”.L'intervista a Gordon è di Orlando Trinchi, e si intitola "Bibi rischia di diventare un…
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La richiesta di emettere un mandato di arresto nei confronti di Benyamin Netanyahu e di Yoav Gallant effettuata dal procuratore della Corte penale internazionale, Karim Khan, costituisce un’ulteriore macchia dolorosa che intacca l’immagine dello stato di Israele agli occhi del mondo. SE ANCHE mettiamo da parte le possibili implicazioni giuridiche e i risvolti pratici, è indubbio che nell’immaginario collettivo tali affermazioni si aggiungono all’accusa di genocidio formulata dalla Corte internazionale di…
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Fossimo nei panni di Benjamin Netanyahu, ci dichiareremmo disponibili a subire il processo minacciato dalla Corte dell’Aia. Compreso l’arresto. Suggeriremmo poi al ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant di fare la stessa cosa. Lo faremmo oggi stesso anche se quella del procuratore capo Karim Ahmad Khan è al momento solo una richiesta di incriminazione. E se Israele non ha mai riconosciuto la giurisdizione della Corte dell’Aia sul proprio Stato.
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