Roma, 26 mar – Juliane Assange non sarà estradato negli Stati Uniti. O, almeno, non ancora. Un tribunale del Regno Unito ha deciso che il giornalista non potrà essere consegnato alle carceri americane senza garanzie sul suo trattamento. La decisione del tribunale britannico Nonostante la spada di Damocle dell’estradizione pesi ancora su Assange, la decisione dell’Alta Corte britannica apre qualche spiraglio per il fondatore di Wikileaks
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Trattato di estradizione alla mano, infatti, il Regno Unito sottolinea che «l'estradizione non è concessa se il reato per il quale viene richiesta è un reato politico». Oggi, i giudici Sharp e Johnson hanno deciso che il team legale di Assange aveva per le mani un caso solido: per questo al giornalista è stata riconosciuta l'opportunità di ripresentarlo in un'udienza di appello che, anticipano i media britannici, si terrà nel mese di maggio.
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