«Lì ci sono 1.300 persone, è in atto una valutazione costante per monitorare con l’autorità libanese, le Nazioni Unite e la controparte israeliana se esistono le condizioni per continuare la missione o no». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, a proposito dei militari italiani di stanza in Libano con la missione Unifil, con la Brigata Sassari al comando del “Settore Ovest”. La coalizione, con l’esplosione del nuovo conflitto in Medioriente…
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Centinaia di morti e feriti. Migliaia di sfollati. Quartieri e villaggi distrutti. È questo il quadro in cui attualmente opera la missione Onu in Libano dove la Brigata Sassari, 500 tra donne e uomini, è arrivata ai primi di marzo per comandare il settore ovest. In una nota ufficiale, i vertici Unifil si sono detti "profondamente preoccupati” per la grave escalation delle ostilità lungo la linea blu.
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Milano, 11 mar. – “Sulla missione Unifil molte volte ho espresso le nostre perplessità. Da una parte riteniamo che particolarmente nell’attuale contesto la missione rimanga importante, dall’altra parte le regole di ingaggio che la missione ha avuto in questi anni non erano e non sarebbero sufficienti ad affrontare la crisi attuale. Il dibattito deve essere di questo genere. Sono più che favorevole, ho segnalato quello che non condivido nell’iniziativa particolarmente degli Usa in rapporto a…
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«La presenza di Unifil è necessaria per evitare che le azioni militari possano avere un impatto politico e spingere all’escalation». A spiegarlo è stato il generale di divisione Diodato Abagnara, 55 anni, dal giugno scorso capo missione e comandante della missione Unifil nel Sud del Libano, composta da 7.300
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